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Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini-Melehi

Un viaggio (intenso e commovente) nella memoria della famiglia Maraini che ripercorre un frammento di storia collettiva.

Film di Miriam Bendìa

16 gennaio 2019

Tokyo 1943: l’antropologo italiano Fosco Maraini e la moglie Topazia Alliata, pittrice e scrittrice, rifiutano di firmare per la Repubblica di Salò. A seguito della loro scelta vengono mandati a Nagoya in un campo di prigionia con le tre figlie Dacia, Yuki e Toni.

Il nostro tesoro non è qualcosa di tangibile, ma è ciò che portiamo dentro: le storie che portiamo in noi.

 

Quando Fosco e Topazia si conobbero eri praticamente fuori dalla società civile se non avevi la tessera di adesione al partito fascita. Da qui il viaggio della famiglia in Giappone, in cerca di una nuova vita e di libertà.

 

Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini-Melehi

 

Mujah, figlia di Toni, a distanza di tanti anni, torna in Giappone per ripercorrere l’esperienza familiare e rielaborarla facendola propria attraverso il recupero della memoria.

Sono cresciuta ascoltando i racconti di famiglia. Quand’ero bambina queste storie sembravano epiche e immense. Ora so che c’è di più.

Il documentario è un viaggio nella memoria della famiglia Maraini che ripercorre un frammento di storia collettiva.

Attraverso il film la regista rilegge in chiave di documento storico le vicende dei nonni Topazia Alliata e Fosco Maraini che, giunti in Giappone nel 1938, furono internati nel 1943 in un campo di prigionia a Nagoya.

 

Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini-Melehi

 

A rendere più intensa la narrazione, le musiche del Premio Oscar Ryuichi Sakamoto che ne ha composto il tema originale Italian Ainu e le scenografie – ispirate al teatro di schermi giapponese dogugaeshi – realizzate da Basil Twist. Uno tra i più grandi master-puppeteer del mondo, vincitore negli Stati Uniti del prestigioso MacArthur Genius Grant e da poco insignito dell’importante Rome Prize all’American Academy in Rome.

Il film ripercorre i lunghi mesi di prigionia della famiglia attraverso le intense pagine del diario che Topazia – scomparsa nel novembre 2015 all’età di 102 anni – scrisse e custodì segretamente durante i mesi di reclusione.

 

Haiku on a Plum Tree di Mujah Maraini-Melehi

 

Sua nipote Mujah rilegge oggi quelle pagine insieme alla madre Toni.

Haiku on a Plum Tree è un viaggio personale – come nipote, figlia e madre – alla ricerca del mio passato e di un lascito familiare collettivo. Un percorso di comprensione e riconciliazione attraverso le generazioni.

Materiali fotografici e documenti di archivio inediti, interviste e testimonianze dirette restituiscono allo spettatore una realtà vivida, già in parte nota a quanti hanno avuto l’opportunità di leggere gli scritti della famiglia Maraini.

 

Haiku – Trailer from Giorgio Beltrame on Vimeo.

 

L’appuntamento (da non perdere) è dunque al Cinema Farnese, a Roma, il 28 gennaio (ore 15.30).

Introduzione e dibattito con la Dott.ssa Luciana Della Fornace.
Prenotazioni (segreteria del cinema): 06 686 43 95.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

 

Mujah Maraini-Melehi (regista-produttrice-sceneggiatrice)

Cresciuta tra Marocco, Italia e Stati Uniti, Mujah si laurea in Lettere al Sarah Lawrence College di New York specializzandosi in Teatro con Shirley Kaplan e critica cinematografica con Gilberto Perez. Studia film-making alla Boston University, recitazione alla Royal Academy of Dramatic Arts di Londra, all’Actor’s Studio di New York e privatamente con John Strasberg e Allen Savage. Recita al Teatro La Mama di New York sotto la guida di Ellen Stewart. Continua a lavorare in teatro e televisione negli Stati Uniti, dove vive per oltre vent’anni.

Il documentario Haiku on a Plum Tree segna il suo esordio alla regia e il suo ritorno in Italia.

 

 

PREMI

Il documentario è reduce da un tour internazionale che lo ha visto proiettato di recente, il 19 aprile 2018, a New York all’Independent Film Center NYC nella sezione Stranger than Fiction Docs dove è stato presentato con successo.
A marzo 2018 è stato proiettato al Festival di Trento e sempre a marzo ha preso parte a Dublino all’International Silk Road Film Festival. A febbraio ha vinto a Berlino il Globe Award Best Documentary August 2017 all’Around International Film Festival ARFF e ancora a febbraio è stato presentato al Glasgow Film Festival nella sezione Stranger Than Fiction.
A giugno 2017 ha preso parte al Biografilm Festival nella sezione Storie Italiane e al Salina Doc Fest in concorso Sicilia.Doc dove ha ricevuto la menzione speciale premio IRRITE Sicilia.doc. A ottobre 2016 è stato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Riflessi.

2013 “Ophelia” Short film in concorso ufficiale al festival di Cannes
2011 Migliore corto al festival di Venezia
2010 Miglior fotografia al Festival du corte metrage de Brest (Francia)
2010 Miglior fotografia a Margherita short fest
2009 Miglior fotografia al San Francisco short film festival
2009 David di Donatello, Nomination per il miglior cortometraggio
2008 Migliore fotografia al Valdarno Cinema Fedic Festival
2008 Migliore fotografia a Arnaldoincorto Brescia 2008
2008 David di Donatello per il miglior cortometraggio (direttore della fotografia)