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Claudio Morici & Ivan Talarico: FRESCHIBUFFI e Altre Trasmigrazioni dell’Anima

Venerdì 25 gennaio 2019, all'Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi.

Personaggi di Anna Di Rocco

23 gennaio 2019

Venerdì 25 gennaio 2019, l’Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi,  ospiterà per la prima volta il nuovo reading con canzoni di Claudio Morici e Ivan Talarico, dal titolo FRESCHIBUFFI e Altre Trasmigrazioni dell’Anima.

Un percorso ironico e dissacrante per un unico scopo: mostrare come risate, riflessioni e sopravvivenza parlino la stessa strana lingua e quanto sia impossibile tenere l’anima ferma in un unico punto.

Prima del debutto romano li abbiamo intervistati, ottenendo così un’anteprima vivace del loro spettacolo.

 

Claudio Morici e Ivan Talarico in FRESCHIBUFFI
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph. Emanuele Tetto

 

Claudio, tu sei un attore ma prima di tutto permettimi di dire che sei uno scrittore. Scrittore che poi può essere identificato nei panni di un Artista, date le innumerevoli situazioni culturali in cui sei attivo.
Un artista che come nelle avanguardie vuol essere sinonimo di Attivista.

Nel breve prospetto delle informazioni riguardanti lo spettacolo leggo di “quanto l’anima sia impossibile da tener ferma in un punto” e da qui la domanda che versa in una prospettiva antropologica: quali sono i viaggi in cui l’anima si imbarca? La “Trasmigrazione dell’anima” diventa una riflessione sulle connessioni sociali e umane o sul poco controllo che abbiamo oggi sulla nostra sensibilità?
Ho iniziato scrivendo romanzi, poi quasi per caso mi sono ritrovato su un palco a leggere quello che scrivevo.

Della scrittura degli inizi mi porto certamente la necessità di far viaggiare con le parole, a partire dalla costruzione di un ambiente, di un mondo, fino a trasformare questo mondo in qualcos’altro.

Questo passaggio in qualche modo è la “trasposizione dell’anima”, così come citato nel titolo, in modo ironico ovviamente. Ma aspiriamo a questo tipo di cambiamento, sia nella vita, sia sul palco, sia nel cervello dello spettatore.

 

Claudio Morici e Ivan Talarico FRESCHIBUFFI e Altre Trasmigrazioni dell'Anima
FRESCHIBUFFI e Altre Trasmigrazioni dell’Anima

 

Unire lo storytelling alla canzone-teatro è carattere unico delle collaborazioni tra i due protagonisti della scena. Cosa vuol dire per te lavorare con Ivan Talarico? Quanta preparazione c’è dietro e quanta improvvisazione vi concedete?
Negli ultimi 6 anni abbiamo fatto tante cose insieme. Dai reading con canzoni, ai miei spettacoli dove mi accompagnava con la sua chitarra e la sua incombente presenza. Abbiamo condiviso anche a Sgombro, insieme ad altri compagni di viaggio, il varietà del Nuovo Cinema Palazzo.

Siamo amici e compagni di giochi.

 

Ci prepariamo molto, ma le cose che funzionano meglio sono quelle improvvisate.

 

Claudio Morici e Ivan Talarico in FRESCHIBUFFI all'Auditorium Parco della Musica di Roma
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph Mario Belfiore

 

Concludo chiedendoti un motivo per cui, secondo te, questo spettacolo possa servire all’uomo moderno.
Oltre naturalmente a poter diventare il primo buon proposito del duemiladiciannove.
Se penso all’anima penso alla catarsi, che d’altro canto è strettamente connessa con il teatro e con ciò che vi è dietro: stesura e investitura poetica.


Ci puoi fornire una chiave di lettura affinché si possa guardare allo spettacolo come un processo catartico?

L’ironia è una delle cose che mi ha salvato. Nella mia famiglia, anche alla lontana, nessuno ha vagamente un’indole comica.

È una cosa che ha a che fare con la sopravvivenza, secondo me. Ti fa uscire da un guscio. Se una cosa ti fa ridere, posso ridere in qualsiasi contesto.

Mi tiene la mente alta, unisce i puntini in situazioni in cui non ci capisco niente.

Io la cerco sempre e ne ho bisogno, e se riesco a condividerla con il pubblico succede qualcosa di speciale.

Spesso mi sento davvero che il pubblico ha fatto lo spettacolo insieme a me.

 

 

Claudio Morici e Ivan Talarico in FRESCHIBUFFI all'Auditorium Parco della Musica di Roma
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph. Lucrezia Testa Iannilli

 

Miglior Testo a Musicultura 2015, Premio Tenco 2016: le tue performance, Ivan, sono intrinseche di pathos e sincerità. Ora stai per tornare in scena con Claudio Morici per un nuovo, indimenticabile, spettacolo teatrale.

Di cosa parlerà FRESCHIBUFFI e Altre Trasmigrazioni dell’Anima? Le tue canzoni onomatopeiche diverranno anche in questo caso la tua di parola?
Sono veramente contento di tornare in scena con Claudio, negli anni scorsi facevamo molti più spettacoli insieme, poi abbiamo scelto di lavorare da soli per un discorso puramente economico. Lo spettacolo parla anche di questo, insieme alla difficoltà delle relazioni umane e della comunicazione, al ribaltamento degli stereotipi, all’esplorazione superficiale delle possibilità della mente.

Le canzoni onomatopeiche si affacceranno, ma ci saranno soprattutto delle nuove canzoni che ho scritto per l’occasione e degli intrecci tra musica e parola giocati insieme a Claudio.

 

 

Claudio Morici e Ivan Talarico FRESCHIBUFFI e Altre Trasposizioni dell'Anima
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph Lucrezia Iannilli

 

A proposito della tua arte, che è unica nel suo genere, come hai proceduto per realizzare questa performance? Riguardando al passato, ciò che hai composto da un lato ci allontana dalla realtà e dall’altro ci restituisce il senso più puro di essa. Come spiegheresti la tua relazione con la musica e la poesia?
Io e Claudio abbiamo progettato questo spettacolo unendo un po’ di nuovi spunti e suggestioni, poi ci siamo visti molto per creare nuove cose insieme e organizzare tutte le varie parti in un unico racconto. È stato un processo faticoso ma molto bello, in cui ci siamo spesso messi in discussione e abbiamo smontato, ricostruito e limato.

Con la realtà ho un rapporto molto complesso: mi interessa, ma non ci abiterei, preferisco frequentarla da turista.

La musica e la poesia sono dei mondi paralleli, tangenti in alcuni punti con la vita reale, ma soprattutto capaci di creare altro, di portarci altrove. O di aprire uno sguardo nuovo, alieno, sul consueto.

 

Claudio Morici e Ivan Talarico in FRESCHIBUFFI all'Auditorium Parco della Musica di Roma
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph. Lucrezia Iannilli

 

Rispetto a tutto ciò che hai fatto fin ora, come collocheresti l’evento di gennaio? Un nuovo spunto di riflessioni o qualcosa di più complesso, come l’evoluzione della tua ricerca?
Ogni evento per me è insieme una conferma e una scoperta, quindi sicuramente questo evento e il percorso per crearlo porterà a un arricchimento e aprirà nuove possibilità da esplorare nei lavori futuri, insieme e separatamente.

 

Claudio Morici e Ivan Talarico FRESCHIBUFFI e Altre Trasposizioni dell'Anima
Claudio Morici e Ivan Talarico – Ph Lucrezia Iannilli

 

Ivan, immagino che ti vedremo di nuovo calcare il palcoscenico al fianco di Claudio Morici, per concludere mi sembra quindi giusto chiederti qual è il punctus che unisce le vostre due emblematiche personalità e soprattutto, quanto vi influenzate l’un l’altro? Preparate dei lavori individuali che poi accostati restituiscono ambedue le personalità o lavorate fianco a fianco nella costruzione di un unicum?
In generale frequentarci e scambiare idee ci stimola molto. Alcuni suggerimenti che mi ha dato in passato sono stati molto utili per il mio rapporto con la scrittura delle canzoni.

Nel lavoro insieme alterniamo le due modalità, sviluppiamo da soli le nostre parti e poi le uniamo in un percorso comune, modificandole e lasciandole contaminare reciprocamente.

Ma se volete davvero comprendere il segreto della nostra collaborazione, l’appuntamento è per venerdì prossimo…
Non mancate!  😉

Anna Di Rocco

Anna Di Rocco

Ci son voluti nove mesi di cottura anche per lei, questa volta l’impasto aveva come ingredienti base due bicchieri di fotografia, 350 grammi di creatività grezza, 325ml di entusiasmo parzialmente scremato, 325 grammi di meticolosità e una spolverata di ironia.
Con la sua macchina fotografica vuole arrivare dove l’occhio umano si interrompe, con le parole vuole riportare alla mente i dettagli ai quali nessuno fa più caso.
Anna ha vent’anni ed è il frutto di una generazione tutta made in Italy in cui a pochi viene data una possibilità. Anna ha rimpiazzato i suoi sogni e li ha trasformati nei suoi obbiettivi: ha iniziato a preservarli, ad innaffiarli e a tenerli vivi anche con l’umidità romana. Anna ha vent’anni e sta meticolosamente annotando su un taccuino i germogli che, pian piano, stanno crescendo.
Anna Di Rocco

 

Cover: Claudio Morici & Ivan Talarico – Ph. Lucrezia Iannilli

 

 

Claudio Morici è attore, regista ed autore teatrale.
Dal 1993 è direttore artistico della Compagnia Teatrale Specchio Rovescio.
Molte le presenze per il cinema e la televisione (Don Matteo, Provaci ancora Prof, Un caso di coscienza, Un medico in famiglia ecc..), ma la sua vera passione artistica è il teatro per il quale, oltre alle interpretazioni e alle regie, ha prodotto diversi testi rappresentati ormai in tutta Italia.
Premio Sele D’Oro nel 2006 alla drammaturgia per il suo testo “La Clinica dei Sogni” che ha rappresentato l’Italia al Festival Internazionale di Estivades (Liegi, Belgio). Nello stesso anno scrive “Naufraghi” ispirata ad un brano di Peter Gabriel.
Dal 2007 è stato uno dei protagonisti del progetto teatrale Seduzione in Villa, che ha visto i più grandi classici dell’erotismo rappresentati nelle più belle ville del Trentino, per la regia di Antonio Salines in collaborazione con la Regione Trentino Alto Adige.
Nel 2008, scrive il testo “Un giorno lungo un anno” che viene rappresentato nei maggiori teatri italiani ricevendo riconoscimenti (tra i quali 7 Sipari D’Oro) ma soprattutto il favore del pubblico. Nel 2013 è selezionato per la “Giornata della Memoria” a Bolzano. Nel 2012 è stato pubblicato l’omonimo libro sul soggetto teatrale con la prefazione dello scrittore Giuseppe Manfridi.
Nel 2012 ha curato personalmente l’organizzazione dell’estate romana teatrale  in collaborazione con l’Assessorato alla Famiglia all’Educazione di Roma Capitale.
Nello stesso anno scrive “L’Archivio” con il quale resta in scena per due anni. Lo stesso spettacolo ha visto il ritorno sulla scena di Claudia Koll diretta dallo stesso Morici. Nel 2013 Claudio Morici collabora attivamente con AMREF (African Medical and Research Foundation) scrivendo e dirigendo uno spettacolo presso il Teatro Eliseo di Roma appositamente realizzato per la per la campagna “Stand Up for African Mothers”, finalizzato alla raccolta fondi per sostenere la formazione di personale ostetrico in Africa.
Cura personalmente un laboratorio teatrale, con l’obiettivo di offrire un primo approccio al magico mondo del teatro, fornendo gli strumenti base per comprendere cosa avviene su un palcoscenico, imparando gli strumenti per comunicare, gestire le proprie emozioni, la propria voce ed il proprio corpo utilizzando lo strumento del gioco teatrale.

Ivan Talarico è nato sul lago di Como nell’81, cresciuto nella presila catanzarese, vive a Roma, in cerca di una via di mezzo.
Nel ‘99 fonda la compagnia DoppioSenso Unico assieme a Luca Ruocco, con cui scrive e mette in scena cinque spettacoli teatrali. Capisce che è un errore impegnarsi nel teatro, ma diabolicamente persevera. I successi sono episodici ed economicamente comici.
Per sopravvivere si impegna quindi in tanti lavori diversi e quando non ci riesce muore per brevi periodi.
Scrive prolissamente brevi racconti e poesie, raccolti in due libri pubblicati da Gorilla Sapiens Edizioni.
Suona chitarre e pianoforti senza esserne veramente padrone, convinto che sia necessario non saper suonare bene almeno due strumenti.
Scrive canzoni che non lo rendono famoso, ma gli fanno vincere il premio per il Miglior Testo a Musicultura 2015, essere chiamato come ospite al Premio Tenco 2016, da Fiorello alla sua Edicola Fiore e lo portano a suonare in giro per l’Italia.
Spinto da Claudio Morici, col quale collabora in reading e spettacoli, scrive le canzoni onomatopeiche, che lo portano ad essere popolare tra gli incompresi.
La morte apparente ne ha agevolato l’impalpabile successo.