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Il Diario rosso e bianco di Anne Frank

Cinque donne sopravvissute all’Olocausto (Sarah, Edith, Helga e le sorelle Tatiana e Andra) danno voce alla storia spezzata di Anne.

Film di Miriam Bendìa

24 gennaio 2019

Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se fosse sopravvissuta ai giorni di Auschwitz e Bergen Belsen? Cosa ne sarebbe stato dei suoi sogni e dell’adolescenza di cui scriveva nei suoi diari?

E che tipo di identificazione si crea oggi in una ragazzina della stessa età di Anne e di Kitty, l’amica immaginaria a cui Anne scrive nel suo diario, dopo una visita nel Memoriale di Bergen Belsen?

Che comunicazione può sviluppare coi suoi coetanei per condividere i pensieri che quella vicenda le trasmette?

È da queste domande che nasce il nuovo docufilm scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con la Anne Frank Fonds Basel. Le riprese partono ufficialmente proprio questa settimana in occasione del Giorno della Memoria e a novant’anni dalla nascita di Anne.

 

Il manoscritto originale di Anne Frank | Photo collection: Anne Frank Stichting, Amsterdam / photographer: Allard Bovenberg
Il manoscritto originale di Anne Frank | Photo collection: Anne Frank Stichting, Amsterdam / photographer: Allard Bovenberg

 

Per il suo tredicesimo compleanno Anne, che in quel momento non vive ancora nel nascondiglio, riceve in dono un diario. Durante i due anni della clandestinità Anne scrive quello che succede nella casa sul retro, quello che sente e pensa. Inoltre scrive dei raccontini, inizia a comporre un romanzo e trascrive nel suo “libro delle belle frasi” alcuni brani dai testi che legge.

Scrivere la aiuta a far passare il tempo.

 

Quando dall’Inghilterra il ministro dell’istruzione del governo olandese lancia a Radio Oranje un appello, chiedendo di conservare tutti i diari e i documenti della guerra, ad Anne viene l’idea di elaborare i suoi diari in un’unica storia, con il titolo “La casa sul retro”.

Anne inizia a riscrivere il diario, ma prima di riuscire a finire viene scoperta insieme agli altri clandestini da agenti di polizia il 4 agosto 1944 e portata via. La polizia arresta anche due soccorritori dei clandestini. Fino a oggi non si sa che cosa abbia spinto la polizia a fare irruzione nell’edificio.

Nonostante l’irruzione, una parte degli scritti di Anne sono stati conservati: due altri soccorritori salvano le carte prima che la casa sul retro venga svuotata su ordine dei nazisti.

Certo, Anne, deportata ad Auschwitz e poi a Bergen-Belsen, dove morì di stenti tra il febbraio e il marzo del 1945, è diventata negli anni un’icona di cui si è scritto e detto moltissimo.

Le pagine conservate del diario di Anne suscitano una profonda impressione in Otto Frank (suo padre e unico sopravvissuto della famiglia).

Egli legge che Anne desiderava diventare scrittrice o giornalista e che intendeva pubblicare le storie sulla vita nella casa sul retro.

Gli amici convincono Otto a pubblicare il diario e il 25 giugno 1947 compare “La casa sul retro” con una tiratura di 3.000 copie.

 

Otto, Margot e Anne | Credit Anne Frank Fonds Basel
Otto, Margot e Anne | Credit Anne Frank Fonds Basel

 

Ma non è tutto: il libro è tradotto in una settantina di lingue, ne vengono tratti uno spettacolo teatrale e un film.

In tutto il mondo si viene a conoscere la vicenda di Anne e nel 1960 il nascondiglio apre le sue porte come un museo: la Casa di Anne Frank.

Otto partecipa alle attività della Fondazione Anne Frank e del Museo fino al 1980, anno della sua morte.

Si augura che i lettori del diario siano consapevoli dei pericoli rappresentati dalla discriminazione, dal razzismo e dall’antisemitismo.

Questo nuovo documentario vuole però focalizzare il ruolo di testimone di Anne con una modalità di racconto fortemente contemporanea, perché il suo approccio alla vita, lo sguardo sulle cose, la profondità della scrittura insieme al taglio giornalistico dei suoi scritti, la rendono capace di parlare direttamente ai giovani d’oggi.

Sintonizzandosi sulla stessa velocità di rete, con immediatezza e sensibilità straordinarie.

Il docufilm si concentra sulla storia di cinque donne sopravvissute all’Olocausto, scelte per le precise attinenze delle loro vite con quella di Anne: Sarah, Edith, Helga e le sorelle Tatiana e Andra.

Grazie a loro e alle connessioni tra le loro esperienze e quella di Anne – accomunate dalla deportazione, la sofferenza, la negazione dell’infanzia e dell’adolescenza – si avrà modo di restituire un desiderio di vita e di giovinezza che fu proprio anche di Anne e che le permise di combatte la paura e di resistere anche nelle condizioni più inumane.

 

Anne (1942) | Credit Anne Frank Fonds Basel
Anne (1942) | Credit Anne Frank Fonds Basel

 

Inoltre, ripercorrendo i “luoghi e le geografie” di Anne, avremo modo di conoscerla attraverso alcuni brani significativi, tratti dal diario.

Entreremo nel suo mondo reale e nel suo mondo immaginario: quello dove abita Kitty, nata dalla fantasia di Anne e a cui lei si rivolge scrivendo il suo diario.

Kitty stessa è il diario (come scrive la Frank) e, dunque, un mezzo di comunicazione.

 

Kitty si rivolge al mondo esterno e cerca di capire quale potrebbe essere l’antidoto contro ogni forma di razzismo, facendoci riscoprire l’assoluta contemporaneità del messaggio di Anne come strumento per decifrare il mondo attuale.

Anne Frank (1929-1945) ricevette il diario rosso e bianco da suo padre per il suo tredicesimo compleanno, il 12 giugno 1942.

Il suo ultimo testo è stato scritto il 1° agosto 1944, tre giorni prima dell’arresto avvenuto nell’alloggio segreto, sito nello stabile di Prinsengracht 263. Miep Gies e Bep Voskuij trovarono i diari di Anne Frank dopo che la famiglia era stata deportata.

Miep li conservò nella speranza che un giorno sarebbe stata in grado di restituirli ad Anne.

Quando, dopo la guerra, scoprì che Anne era morta in campo di concentramento, Miep consegnò i quaderni al padre, Otto Frank, unico sopravvissuto della famiglia che decise così di esaudire il desiderio della figlia, pubblicandone il diario col titolo che Anne avrebbe voluto dargli: “Het Achterhuis”, l’alloggio segreto.

L’Anne Frank Fonds fu fondata a Basilea nel 1963 da Otto Frank come fondazione di beneficenza designata come sua erede universale. La fondazione detiene i diritti per le opere, le lettere e le foto di Anne Frank e dei membri della sua famiglia.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

 

Cover: il diario che Anne riceve per il suo 13esimo compleanno.
Collezione fotografica: Anne Frank Stichting, Amsterdam.