Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

L’esorcismo di Hanna Grace

Regia: Diederik Van Rooijen (2019).

Film di Valerio Cruciani

31 Gennaio 2019

Se volete andare al cinema per vedere una versione estesa di una famosa pubblicità di cereali, L’esorcismo di Hanna Grace fa per voi. I due prodotti si equivalgono in diversi punti, il più importante dei quali è la sostanza.

Così come mangiando cereali non state mangiando davvero cereali, ma sottoprodotti del cartone, vedendo questo film non state vedendo cinema ma un sottoprodotto della più recente cultura audiovisiva.

Inoltre, dettaglio non secondario, i due frutti della koiné contemporanea popolare condividono la stessa visione del mondo e della donna. La condividono in modo talmente profondo che le scene in cui la protagonista, Megan Reed (interpretata da una bellissima, anodina e a tratti noiosamente sopra le righe Shay Mitchell) sta a casa da sola e fa a pugni con il suo sacco o esce a correre per le strade di Boston, impregnando di vigoroso sudore le sue tute grigie, si apprezza una regia in tutto e per tutto identica a quella della pubblicità della cellulosa riciclata per la colazione.

Se proprio ci tenete, ecco l’esile trama: Megan è un’ex poliziotta traumatizzata dalla morte di un suo collega in uno scontro a fuoco con un malvivente. I sensi di colpa dovuti alla sua incapacità di reagire in quella situazione la divorano a tal punto, che ha lasciato la polizia, si è messa in riabilitazione e cerca di stare lontana dall’alcool e dalle pasticche. Ha lasciato il suo ragazzo, poliziotto anche lui, e vive da sola.

Per rimanere a galla, accetta un lavoro come guardiana di notte presso l’obitorio dell’ospedale di Boston. Durante il primo turno, le viene consegnata la salma mezza carbonizzata e tagliuzzata di una giovinetta: la Hanna Grace del titolo, che nella sequenza d’apertura abbiamo visto in preda alle contorsioni a causa di una potente possessione demoniaca.

Fin qui tutto bene, tutto sufficientemente inquietante. Dopo questi primi quindici minuti circa, il regista, non avendo più sceneggiatura davanti e intascati già i soldi del contratto, decide di andarsi a prendere un caffè lungo e lasciare al comando il primo aiutante che gli è capitato.

L’esorcismo non è completo, il cadavere si muove e il padre cerca di darle fuoco. Per i restanti 75 minuti circa si affastellano luoghi comuni prevedibili, scene imbarazzanti, ripetizioni, errori di scrittura, una trama più che trascurata, banalità.

 

 

Allarme spoiler!  😉

 

 

Morale della favola? Leggete pure, tanto il finale può sorprendere solo chi è alla sua prima esperienza cinematografica: Megan, vincendo su Hanna, vince i suoi demoni interiori. E riprende con più forza di prima a bruciare calorie con la boxe e la corsa. Visto? Una cosa così non meriterebbe nemmeno l’avviso di spoiler.

Si esce dalla sala ridendo molto e con una gran voglia di fare colazione. Non ci siamo proprio.

Latest posts by Valerio Cruciani (see all)