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Katsushika Ōi, la sensazionale vita della figlia di Hokusai

Artista (contemporanea) dell'Ottocento.

Arte di Miriam Bendìa

13 febbraio 2019

Katsushika Ōi è la terzogenita di Katsushika Hokusai, il pittore delle trentasei vedute del Monte Fuji che dal Giappone ispirò l’arte impressionista francese.

Una giovane donna, dalla biografia poco dettagliata, ci ha restituito la prima rottura di uno schema, una storia progressista in cui la passione è riuscita a precedere la tradizione.

 

Katsushika Oi, figlia di Hokusai, pittrice donna giapponese
Katsushika Oi – Cherry Blossom in the Night

 

Nata dal secondo matrimonio del Maestro Hokusai, manifesta sin dall’infanzia una propensione naturale nei confronti dell’arte.
Si sposa con il mercante Minamizana Tomei, assieme al quale intraprende gli studi artistici presso il pittore Tsutsumi Torin.
Ma ad un certo punto, Katsushika Ōi, decise di abbandonare la vita coniugale per tornare dal padre.

Alcuni rintracciano nel marito una nota di mediocrità artistica che Miss Hokusai non tollerava, altri vedono in lei un sincero bisogno di tornare accanto al proprio padre e al proprio Maestro per ricoprire esclusivamente il ruolo che più le si adattava: l’artista.

 

Katsushika Oi, dipingendo tre donne giapponesi che suonano strumenti musicali
Katsushika Oi – Three women playing musical

 

Il loro stile viene definito Ukiyo-e (浮世絵 immagine del mondo fluttuante), in traduzione: pittura della vita che passa.

E la vita, Ōi, la passava esclusivamente a dipingere fianco a fianco del padre. Rinnegava e trascurava la cura della casa, della cucina, il loro era un vivere mangiando cibi precotti e cambiando un appartamento dopo l’altro.

Ōi andava oltre la tradizione, non solo in quanto figura femminile, riuscì a segnare un passo importante anche in quella che era la tecnica pittorica del tempo.

 

Katsushika Oi e Hokusai figlia e padre collaborano alle stampe e ai disegni
Katsushika Oi – Hokusai – A secret love letter

 

La tradizione prediligeva forme stilizzate e coloriture pittoriche molto piatte; lei si caratterizzò per l’uso di tecniche di luce e ombra.

La sua era una pittura che aveva acquisito tanta tecnica ma anche tanta indipendenza. Le stelle, sempre ritratte da punti bianchi, lei le rese rosse e blu.

 

la delicatezza delle stampe di Katsushika Oi
Katsushika Oi – Grasshopper and Iris

 

C’era in lei un misto di visioni e generosità, ottenne il titolo di pittrice qualificata, si dedicò agli allievi della scuola del padre ma al contempo ricamava un’esistenza delicata e radicalmente differente.

Rinunciò a tutto ciò che la tradizione si sarebbe aspettata da lei: non aveva un marito da cui tornare o dei figli dei quali prendersi cura, il suo tempo non poteva essere usato per cucinare, riordinare o lavare, tutto ciò di cui si nutriva era la pittura.

Era consapevole di come voleva trascorrere il tempo e non esitò mai, impugnò un pennello fino ai resti di ciò che sappiamo di lei.

 

Kurara, la sensazionale vita della figlia di Hokusai- NHK World - Japan
Kurara, la sensazionale vita della figlia di Hokusai- NHK World – Japan

 

Nel 1849, all’età di ottantanove anni, il padre si spense e qualcosa di forte accadde nella vita di Ōi.

Perse l’unico uomo a cui era rimasta sempre fedele, perse il padre ma anche il proprio mentore.
Così scomparve, assieme a lui.

Non è difficile immaginarla all’interno di qualche appartamento, sommersa da cibi in scatola e tele dappertutto, ma restano punti interrogativi e presunte tesi.

 

 Katsushika Hokusai - The Strong Oi Pouring Sake testo. alt. Katsushika Hokusai che dipinge la figlia Katsushika Oi
The Strong Oi Pouring Sake by Katsushika Hokusai

 

La storia di quest’artista è stata riesumata per la prima volta da Hinako Suhiura tra il 1983 e il 1987, con il manga Sarusberi (mirto crespo).

 

 

Nel 2015, Ōi, ha ispirato un film di animazione intitolato “Miss Hokusai” e nel 2018, grazie all’Ambasciata del Giappone, è arrivata una pellicola al Lucca Comix intitolata “Kurara, la sensazionale vita della figlia di Hokusai”.

 

È importante rimarcare la figura di Katsushika Ōi nel mondo odierno come artista e progressista del suo tempo.

Bisognerebbe studiarla e conoscerla per la donna che è stata, non nell’ombra del padre, ma per aver insegnato come anche nell’ottocento sia stato possibile coltivare la grande ambizione di produrre un’arte immortale.

 

 

 

L’articolo è stato realizzato in collaborazione con Anna Di Rocco.

Grazie all’Ambasciata del Giappone in Italia per il materiale informativo e fotografico gentilmente fornito.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Copertina: Frame della pellicola Kurara, la sensazionale vita della figlia di Hokusai – NHK World – Japan

 

 

KURARA la sensazionale vita della figlia di Hokusai

KURARA
la sensazionale vita della figlia di Hokusai

(Kurara – Hokusai no musume), NHK World Japan
(Giappone, 2017/ 73 min., giapponese con sott. in inglese)

Organizzatori: Ambasciata del Giappone, NHK World Japan

Una celebre rivista americana ha incluso l’artista di ukiyoe del periodo Edo, Katsuhika Hokusai (1760-1849), tra le cento persone cui dobbiamo le più importanti acquisizioni dello scorso millennio.
Ad assisterlo dietro le quinte era una donna: sua figlia O-Ei.
La NHK, emittente televisiva pubblica giapponese, in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone, ne presenta per la prima volta la storia in una fiction di ambientazione storica in alta definizione 4k.
Il nome, “Kurara”, attribuito alla terza figlia di Hokusai (interpretato da Kyozo Nagatsuka), richiama in giapponese i concetti di “bagliore” o “incantevole brillantezza”: quel che rappresentava per lei l’atto del dipingere.
Affascinata dalla pittura fin dall’infanzia, O-Ei (interpretata da Aoi Miyazaki) sposa un pittore locale, per poi prediligere l’arte alla vita coniugale e rompere la loro unione.
Tornata nella casa paterna, inizia a fargli da assistente.
È al suo fianco quando egli completa la serie delle “Trentasei vedute del Monte Fuji”, divenute ormai un’icona.
Quando Hokusai è troppo vecchio per tenere in mano il pennello, è O-Ei a dipingere al suo posto, a divenire lei stessa “il suo pennello”.