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Sii gentile e abbi coraggio: il potere dell’intelligenza emotiva

La consapevolezza di sé, la capacità di gestire le proprie emozioni per adattarsi alle situazioni, l’empatia e la capacità di relazionarsi con gli altri.

Digital & the City, Rubriche di Sabina Belli

13 marzo 2019

“Sii gentile e abbi coraggio” è l’insegnamento che la madre lascia in eredità alla piccola Cenerentola nella versione cinematografica del 2015 della celebre fiaba Disney.

Quella frase mi colpì molto quando vidi per la prima volta il film: conoscere Cenerentola attraverso il filtro dell’imperativo “Sii gentile e abbi coraggio” mi ha regalato una nuova prospettiva della fiaba.

 

crescita personale per sviluppare l'intelligenza emotiva
Photo by Andrew Seaman on Unsplash

 

Non più il racconto di una povera orfanella, vittima passiva di una pessima sorte, e succube inerme della matrigna e delle orrende sorellastre, bensì la storia di una giovane donna coraggiosa e gentile, che pur nell’accanimento della sventura, trova la strategia giusta per sconfiggere il fato malevolo ed essere unica vera artefice e leader del proprio destino.

Ecco, io credo che il comando “Sii gentile e abbi coraggio” condensi e sintetizzi in modo egregio e quasi esaustivo la chiave del successo professionale e personale di ogni individuo.

 

l'intelligenza emotiva, essere gentili ed essere coraggiosi, le nuove soft skills
Photo by Joyce McCown on Unsplash


In ambito lavorativo sono ormai moltissime le ricerche che individuano nell’Intelligenza Emotiva una delle Soft Skill più strategiche e importanti per i professionisti di oggi e di domani.

Nelle varie classifiche delle top soft skills del 2020 compaiono – tra le altre – Abilità di Negoziazione (sii gentile),  Decision Making (abbi coraggio), e Service Orientation (sii gentile).

Cosa si intende per Intelligenza Emotiva, e perché è così importante oggi?

Secondo l’esperto per eccellenza Daniel Goleman, l’Intelligenza Emotiva comprende quattro domini:

la consapevolezza di sé, la capacità di gestire le proprie emozioni per adattarsi alle situazioni, l’empatia, e la capacità di relazionarsi con gli altri.

Le prime due intelligenze sono rivolte verso l’interno, verso il sé, e rappresentano la capacità dei leader di gestire se stessi, di auto-controllarsi e soprattutto di auto-motivarsi anche nelle situazioni avverse.

Pensando alla metafora di Cenerentola, la giovane orfana comprende subito lo scenario terribile in cui viene improvvisamente a trovarsi, lo accetta, lo gestisce (autocontrollo) senza perdersi d’animo, e riesce, a trovare dentro di sè l’ambizione di partecipare al ballo, nonostante si tratti di una mission impossible.

 

l'equilibrio personale serve per lavorare con gli altri, intelligenze emotive ed equilibrio
Photo by Jeppe Hove Jensen on Unsplash

 

Le seconde due intelligenze sono rivolte verso l’esterno, al team o più in generale a tutti gli stakeholder connessi al proprio intorno personale o professionale, e comprendono la capacità di relazionarsi e di “sentire” in modo empatico gli altri, con il risultato di sintonizzarsi meglio sugli obiettivi comuni, nonché a individuare punti di forza e debolezze di ciascun individuo al fine di enfatizzare i primi e neutralizzare i secondi.

Tornando alla favola, Cenerentola è emarginata dal gruppo matrigna-sorellastre, eppure trova il suo “team” nei topolini della soffitta e negli uccellini del bosco, con i quali parla ed entra in empatia, tanto da ottenere che questi realizzino per lei il migliore degli abiti possibili.

Se guardiamo bene alla fiaba nella versione cinematografica più recente, non è la fata madrina che salva Cenerentola, bensì Cenerentola che salva la Fata Madrina, aiutandola quando quest’ultima si cela sotto le mentite spoglie di una vecchia senzatetto bisognosa di tutto.

In un contesto sociale e professionale che evolve sempre di più verso nuovi paradigmi dettati dall’innovazione, nuove professioni e quindi nuove competenze divengono richieste essenziali nel mondo del lavoro, tra queste proprio creatività ed intelligenza emotiva saranno sempre più importanti perché non sostituibili né replicabili – almeno per ora – dall’intelligenza artificiale né dalla tecnologia.

 

ascoltare, osservare, capire gli altri e sé, attraverso l'intelligenza emotiva
Photo by Annie Spratt on Unsplash

 

Ma come si può sviluppare la propria intelligenza emotiva?

Mentre per le competenze cosiddette “hard” serve studiare e imparare sul campo con tanta esperienza e pratica, per le “soft skills” come l’intelligenza emotiva o l’empatia l’apprendimento è un po’ più complesso.

Sicuramente leggere qualche buon testo sull’argomento, per comprenderne il significato, è una buona base di partenza. Goleman certamente è un ottimo primo step.
A me personalmente è servito molto anche un percorso di Coaching attraverso il quale ho preso consapevolezza dei miei punti di forza, che insieme al Coach ho imparato a mettere a frutto e a svilupparli ogni giorno di più in ambito professionale.

 

mindfulness, esercizi per ampliare la soft skills dell'intelligenza emotiva
Photo by Lesly Juarez on Unsplash

 

Altre tecniche utili per il potenziamento delle intelligenze rivolte verso il sé sono ad esempio lo Yoga, la Meditazione, e la Mindfullness, ossia esercizi che aiutano a stare nel momento, e a potenziare skills come autocontrollo, consapevolezza e gestione del sé, autostima e così via.

Conoscere se stessi è conditio sine qua non per sviluppare le intelligenze verso l’esterno come empatia e capacità di relazionarsi con gli altri.

Per aumentare l’empatia è importantissimo imparare ad ascoltare, osservare e “sentire” gli altri.
Provare a mettersi nei loro panni e vedere coi loro occhi è un esercizio utile.
Anche percorsi di Mentorship da fare con persone empatiche e con eccellenti doti relazionali è un buono stimolo per accrescere la propria capacità di interfacciarsi col proprio network di riferimento.

In sintesi, il nostro cervello emotivo è unico, preziosissimo e complesso. Per questo dobbiamo potenziarlo ogni giorno come se fosse un muscolo da allenare con esercizi continui in una palestra quotidiana.
Il vantaggio è che, a differenza di quello che accade con un qualunque muscolo del nostro corpo, non è mai troppo tardi per sviluppare il nostro cervello emotivo e far sì che raggiunga performance eccellenti, a qualsiasi età.

Sabina Belli

Sabina Belli

Sul suo Curriculum Vitae ci sono Omnitel, Mondadori, Microsoft e ABB. In Omnitel 2000 faceva parte del team di project marketing che lavorava alla creazione del primo portale di contenuti multipiattafoma: Wap, Voice e Internet. Mondadori.com era la start up digitale di Arnoldo Mondadori Editore. Anche in questo caso era nel team marketing che ha portato alla luce da zero il portale web del più grande editore italiano.
Poi è arrivata Microsoft, nel 2001: si è occupata dei lanci e della comunicazione di tutti i prodotti del mondo consumer, da MSN a Hotmail, da Xbox a Kinect, da Lumia a Surface. Mentre (nel 2017) ha preso il ruolo di responsabile del Marketing Centrale in ambito B2B.
Attualmente è Product Marketing Director dei prodotti Smart Power all’interno della divisione Electrification Products di ABB.

Da bambina sognava di diventare come Astrid Lindgren, l’autrice di Pippi Calzelunghe e di altri meravigliosi romanzi per ragazzi che letteralmente divorava.
Ormai sono quasi vent’anni che si occupa di marketing e comunicazione. In effetti nel suo ruolo hanno ampio spazio la creatività, l’inventiva e le doti comunicative: le stesse che caratterizzano gli scrittori.

In ogni caso, si è tolta la soddisfazione di scrivere un romanzo fantasy. È in formato ebook, non a caso, e s’intitola "Piperita Luna e le streghe di Milano".
E un secondo libro è già in cantiere…
Sabina Belli