Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Gauguin a Tahiti: il paradiso perduto

Il mito del selvaggio, il fascino dell'esotico che diventa legge.

Film di Miriam Bendìa

24 marzo 2019

Domani arriva al cinema in anteprima esclusiva il nuovo atteso appuntamento della Grande Arte al Cinema.

GAUGUIN A TAHITI
IL PARADISO PERDUTO

Sarà nelle sale solo il 25, 26, 27 marzo il film evento dedicato all’artista che lasciò tutto per seguire la sua ispirazione primitiva e reinventare completamente la pittura occidentale.

 

 

Io sono un selvaggio, un lupo nel bosco senza collare.

Paul Gauguin

 

Da Tahiti alle Isole Marchesi

È il primo aprile del 1891 quando, a bordo della nave Océanien, Paul Gauguin lascia Marsiglia diretto a Tahiti, in Polinesia.

Ha quarantatré anni e quella giornata segna l’inizio di un viaggio che porterà l’artista agli antipodi della civiltà, alla ricerca dell’alba del Tempo e dell’Uomo.

Ai Tropici, Gauguin (1848-1903) resterà quasi senza intervalli fino alla morte: dodici anni di disperata e febbrile ricerca di autenticità, di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi. L’approdo definitivo in un Eden talvolta crudele che farà di lui uno dei pittori più grandi di sempre.

È un viaggio alla ricerca delle origini quello proposto da GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO, il nuovo docu-film con la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini, diretto da Claudio Poli, su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta e sceneggiatura di Matteo Moneta.

 

Gauguin a Tahiti: il paradiso perduto

 

Ripercorrendo le tracce di una storia che appartiene ormai al mito e di una vita e una pittura primordiali, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino (Nastro d’argento 2019 per la sua “musica per l’arte”), ci guiderà infatti in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione.

E attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori! New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts. Ad accompagnare lo spettatore gli interventi di esperti internazionali: Mary Morton, curatrice alla National Gallery of Art di Washington, Gloria Groom, curatrice all’Art Institute di Chicago, Judy Sund, docente della New York City University, Belinda Thomson, massima esperta di Gauguin, David Haziot, autore della più aggiornata e accreditata biografia su Gauguin.

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento.

Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno.

Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente. Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.

 

Gauguin a Tahiti: il paradiso perduto

 

Ma chi è Paul Gauguin? E da cosa è nata la sua fascinazione per i Tropici?
Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno del 1848 dal giornalista Clovis Gauguin e da Aline Marie Chazal, la cui famiglia vive in Perù.

È qui che Paul viene portato quando ha quattordici mesi. Ed è qui che prende il via l’iniziazione tropicale di un pittore che resterà sempre fiero del suo sangue sudamericano, tanto da sostenere con fermezza una sua parentela con gli Aztechi.

Dopo il ritorno a Parigi, i lunghi viaggi sul mercantile Luzitano e con la marina francese, e l’iniziazione alla pittura ad opera dell’impressionista Camille Pissarro, Gauguin sente di dover cercare se stesso altrove, sente di dover trovare una via di uscita dall’Impressionismo. E, come sempre fa nei momenti più importanti della sua vita, parte.

Lascia Parigi e una società che considera conformista, scegliendo l’asprezza e la bellezza selvaggia della costa bretone, un cuneo di roccia proteso sul vuoto dell’Oceano, presagio del volo nell’ignoto che verrà spiccato solo pochi anni dopo.

Sono luoghi rudi, primitivi, malinconici e Gauguin vi si reca per purificarsi: dalla città e dalle mode artistiche parigine.

E si mette alla ricerca delle forme ancestrali di una nuova pittura.

È proprio qui a Pont-Aven che Gauguin dipingerà alcune delle sue opere più celebri, come il Cristo Giallo in cui riproduce un crocifisso ligneo ammirato nella cappella di Trémalo o La visione dopo il sermone, in cui il misticismo bretone trova forma nel cloisonnisme, con le sue campiture nette e stesure compatte di colore.

A dare il senso di una fuga impossibile dal proprio retaggio di uomo “civilizzato” contribuisce il fatto che molti dei suoi maggiori capolavori sono oggi conservati in grandi, frenetiche e iper-moderne metropoli statunitensi. Ed è proprio nei musei di queste città americane, con il vetro e l’acciaio dei grattacieli, la folla, e il traffico delle highways sullo sfondo, che lo spettatore potrà scoprire l’origine della pittura di Gauguin, nei suoi diversi periodi: gli esordi, la Bretagna, il primo periodo polinesiano, il secondo e finale soggiorno tahitiano.

Un’avventura del colore che inizia con il distacco dagli Impressionisti e dalle loro pennellate frammentarie, passa per i contrasti violenti con l’amico e collega Vincent Van Gogh e approda a un cromatismo nuovo, anti-naturalistico e legato ai movimenti dell’anima.

Come quello di opere quali Ta matete, La orana Maria, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? o E l’oro dei loro corpi.

 

Gauguin a Tahiti: il paradiso perduto

 

Il racconto sarà accompagnato anche dalle parole dello stesso Gauguin, con brani tratti da testi autobiografici (come Noa Noa o Avant et après), dalle lettere a familiari e amici e alla moglie Mette, alla quale Paul scriverà: “Verrà un giorno, e presto, in cui mi rifugerò nella foresta in un’isola dell’Oceano a vivere d’arte, seguendo in pace la mia ispirazione. Circondato da una nuova famiglia, lontano da questa lotta europea per il denaro.

A Tahiti, nel silenzio delle notti tropicali, potrò ascoltare il ritmo dolce e suadente del mio cuore in armonia con le presenze misteriose che mi circondano.

Libero, senza problemi di denaro, potrò amare, cantare, morire”.

 

GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO è prodotto da 3D Produzioni e da Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

ADRIANO GIANNINI
Inizia a lavorare nel cinema molto giovane, come assistente operatore, svolgendo questa attività per più di dieci anni, sotto la direzione di registi della caratura di (tra gli altri) Giuseppe Tornatore, Ermanno Olmi, Anthony Minghella. Dopo aver frequentato la scuola di recitazione, esordisce come attore nel 2001, con il film Alla rivoluzione sulla due cavalli, di Maurizio Sciarra. Dopo aver girato Stai con me, insieme a Giovanna Mezzogiorno, viene chiamato da Guy Ritchie al ruolo di protagonista del film Swept away, accanto a Madonna. Da questo momento, la sua carriera si alterna tra partecipazioni a progetti cinematografici e televisivi, in Italia e all’estero. Tra i primi, si citano Le conseguenze dell’amore, di Paolo Sorrentino, Ocean’s twelve di Steven Soderbergh, Baciami ancora, di Gabriele Muccino, Dolina di Zoltan Kamondi, Black Gold di Jean Jacques Annaud e Per amor vostro, di Giuseppe Gaudino presentato con successo al Festival del Cinema di Venezia nel 2015. Per la produzione televisiva, ha girato Luisa Sanfelice, sotto la direzione di Paolo e Vittorio Taviani, Missing, accanto ad Ashley Judd, le due stagioni di In treatment, di Saverio Costanzo e The Cosmopolitans, diretto da Whit Stillman e BORIS GIULIANO. Più di recente, ha partecipato a Senza nessuna pietà di Michele Alhaique e La foresta di ghiaccio di Claudio Noce, per i quali ha ricevuto la candidatura ai Nastri d’Argento. Da doppiatore, ha prestato, tra gli altri, la voce ad attori come Heath Ledger, Joaquin Phoenix, Jude Law, Christian Bale, Brad Pitt e Matthew Mc Conaughey vincendo due “nastri d’argento”. Ha esordito nella regia con il cortometraggio Il Gioco, tratto da una novella di Andrea Camilleri, di cui è stato anche produttore e sceneggiatore. Con Il Gioco, ha vinto numerosi premi, tra cui il Nastro d’Argento, il Giffoni Film Festival e il New York Short Film Festival; è stato in concorso, tra gli altri, anche al Festival del Cinema di Venezia. È stato recentemente al festival internazionale del cinema di Palm Springs per presentare il suo nuovo corto “sarà per un’altra volta” che ha realizzato sempre come regista. Dopo essere stato in concorso al festival del cinema di Venezia con il film di Silvio Soldini “IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE”. Il prossimo 28 Marzo tornerà protagonista al cinema con il nuovo film di Francesca Archibugi “VIVERE” mentre il 25 febbraio ha iniziato a girare il nuovo film di Nanni Moretti.

MARCO GOLDIN, CO-AUTORE DEL SOGGETTO
Storico dell’arte e curatore di mostre, ha insegnato all’università Ca’ Foscari di Venezia e allo IULM di Milano. Dal 1985 ha curato più di 400 mostre, con particolare attenzione alla pittura europea e statunitense dell’Ottocento e del Novecento. Le mostre organizzate da Linea d’ombra, società da lui fondata nel 1996, hanno accolto fino ad oggi oltre 11 milioni di visitatori. Dal 2005 porta in teatro figure di grandi pittori, da Van Gogh a Vermeer, collaborando con musicisti come Franco Battiato, Massimo Bubola e Francesco Renga. È stato curatore di Van Gogh. Tra il grano e il cielo, la mostra al centro dell’omonimo documentario del 2018.

MATTEO MONETA, CO-AUTORE DEL SOGGETTO E SCENEGGIATORE
Matteo Moneta (Milano, 1969) è diplomato in Drammaturgia alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Ha curato per dieci anni la rubrica di teatro e danza per il mensile Flair di Mondadori. In seguito, ha lavorato a Londra come researcher and developer presso Move a Mountain Productions. Nell’organico di 3D Produzioni dal 2005, ha curato la serie Storia della Prima Repubblica con Paolo Mieli per RAI3, occupandosi in seguito di Diritti Umani e memoria dei Giusti e della Shoa. Fra le produzioni dell’azienda per Sky Arte HD, ha curato documentari e reportage dedicati a numerose edizioni della Biennale Arte e della Biennale Architettura, al design, alla fotografia, al teatro di Luca Ronconi, alla danza di Carolyn Carlson, e ad artisti fra i quali Alberto Burri, Emilio Isgrò, Alberto Biasi, Banksy, Daniel Buren, Jan Fabre, Hiroshi Sugimoto. Dal 2016 al 2018, sempre su Sky Arte HD, cura e conduce la trasmissione Artbox, quindicinale dedicato alle mostre in corso in Italia e nel mondo. Ha insegnato Linguaggi del Video allo IED Moda Lab di Milano. Nel 2018 è stato autore della sceneggiatura del documentario Van Gogh tra il grano e il cielo.

CLAUDIO POLI, REGISTA
Cremonese, classe 1986, dopo gli studi in Design della Comunicazione Visiva e i corsi di specializzazione in ripresa e montaggio, comincia la sua esperienza nell’ambito cinematografico in 3D Produzioni, seguendo le riprese e i montaggi di documentari in onda su Sky Arte: Biennale di Venezia, MAXXI di Roma, Piccolo Teatro di Milano, De.Sign, pillole di Fuorisalone per la Milano Design Week, Emilio Isgrò, Casa Manzoni, Expo 2015, Mimmo Rotella. Si occupa poi della regia e del montaggio di: Music & Cocktail, 4 stagioni di n. 5 puntate per SKY ARTE HD; Exhibition, serie di 8 documentari da 25′ su grandi mostre per SKY ARTE HD (Picasso, Rubens, Artemisia Gentileschi, Quadriennale di Roma, La Collezione Gelman, Maya, Love, Il Museo Universale); Il senso di sé, serie di 10 ritratti dedicati a Renzo Arbore, Raffaele La Capria, Bruno Bozzetto, Amalia Ercoli Finzi, Stefano Bartezzaghi, Enzo Bianchi, Rosellina Archinto, Lella Costa, Alessandro Bergonzoni, Massimo Recalcati; ArtBox, magazine bimensile di Sky Arte in onda da gennaio 2017. Nel 2018 ha diretto Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, vincitore del Nastro d’argento 2019 come miglior-film evento sull’arte.

REMO ANZOVINO, AUTORE DELLA COLONNA SONORA
Nasce a Pordenone nel 1976 da genitori napoletani. Comincia a suonare il pianoforte da bambino. Si laurea a 24 anni in giurisprudenza all’Università di Bologna con 110/110 e lode in diritto penale e tutt’ora esercita la professione. Considerato da critica e pubblico uno dei più originali e innovativi compositori in circolazione, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana. Ha all’attivo cinque album registrati in studio, uno dal vivo, registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un progetto speciale dedicato a Pier Paolo Pasolini e uno dedicato a Muhammad Ali. Ha composto le musiche per i maggiori capolavori del cinema muto collaborando con le più prestigiose cineteche e partecipando ai principali festival internazionali. Gli ultimi suoi lavori come compositore per il cinema sono le colonne sonore per il docu film “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” e per il film evento “Van Gogh tra il grano e il cielo”. Le sue musiche sono state anche utilizzate da celebri trasmissioni televisive, Otto e Mezzo e Ballarò su tutti, e da importanti brand commerciali, come Alitalia e Bulgari per citarne alcuni. Numerose sono le collaborazioni di grande prestigio e grande trasversalità: da Roy Paci a Franz Di Cioccio, da Danilo Rossi all’Orchestra d’Archi Italiana, da Lino Capolicchio a Simone Cristicchi, passando per Gino Paoli, Enzo Gragnaniello, Mauro Ermanno Giovanardi, Giuliano Sangiorgi, da Tony Esposito a Luisa Prandina, fino al jazz con Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Bebo Ferra e Luca Aquino, ma anche il rock di Tre Allegri Ragazzi Morti e Roberto Dellera, il rap d’autore di Dargen D’Amico e l’arte fotografica e figurativa di Oliviero Toscani e Davide Toffolo. Yamaha Music Europe ha annunciato di aver scelto Remo Anzovino come suo ambassador artist, dichiarando: “Yamaha sarà al fianco di Remo Anzovino nella sua carriera artistica, avendo riconosciuto nel suo linguaggio una assoluta unicità capace di coniugare una visione moderna e internazionale della scrittura musicale ed un gusto per la bellezza profondamente italiano.” L’ultimo album di Remo Anzovino è “Nocturne” (Sony Music), uscito il 29 settembre 2017 in digital download, sulle principali piattaforme streaming e nei negozi tradizionali. È disponibile anche la versione in vinile, su doppio LP. “Nocturne” è stato registrato tra Tokyo (JVC Victor Studio), Londra (Abbey Road), Parigi (Les Studios Saint Germain) e New York (Brooklyn Recording), è moderno e incisivo. È stato prodotto, registrato e mixato da Taketo Gohara, con gli arrangiamenti orchestrali di Stefano Nanni che ha anche diretto la London Session Orchestra. Tra i musicisti internazionali di grande livello che hanno prestato la loro sensibilità al progetto ci sono, tra gli altri, al violino cinese Masatsugu Shinozaki, primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Tokyo, l’armeno Vardan Grygorian, considerato tra i migliori interpreti mondiali di duduk, la francese Nadia Ratsimandresy, tra le maggiori virtuose al mondo di ondes martenot e Gianfranco Grisi, inventore del suo cristallarmonio ed insuperabile nell’arte di suonare il vetro. Ha firmato le colonne sonore dei documentari d’arte Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, Van Gogh tra il grano e il cielo, Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce, tutte disponibili per Sony Masterworks/Sony Classical. Sempre per Sony Masterworks/Sony Classical è in uscita la colonna sonora di GAUGUIN A TAHITI. IL PARADISO PERDUTO, che sarà pubblicata il 22 marzo.

GLI INTERVENTI

CAROLINE BOYLE-TURNER
Nata a Chicago, Stati Uniti, è una storica dell’arte indipendente. Dopo la laurea al Beloit College, nel Wisconsin, ha conseguito il Ph.D alla Columbia University. Nel 2001 il Marymount Manhattan College le ha conferito una laurea honoris causa in Scienze Umanistiche. Da anni risiede a Pont-Aven, in Bretagna, dove per un periodo ha diretto una scuola d’arte. Al centro della sua ricerca ci sono Paul Gauguin e la scuola di Pont-Aven, argomenti a cui ha dedicato numerosi libri, tra i quali: Paul Sérusier (1988); Une vie de Bohème, Lettres du peintre Armand Seguin à Roderic O’Conor (1989); Les Nabis (1994); Paul Gauguin & the Marquesas: Paradise Found? (2016).

PAUL YEOU CHICHONG
Nato a Tahiti in una famiglia di origini cinesi, è un imprenditore e dirigente d’azienda. Nel 1959 si diploma alla HEC (Ecole des Hautes Etudes Commerciales de Paris). Nei primi anni 60 lavora in Francia come dirigente nella catena Monoprix. Poi, nel 1963, torna in Polinesia dove fonda e dirige l’Agence Générale des Assurances UAP. Nel 1989-90 è presidente del Lion Club di Pappete. Da circa 30 anni colleziona opere d’arte – soprattutto di maestri francesi – che presta per mostre in tutto il mondo.

ESTELLE GUILLE DES BUTTES-FRESNEAU
Nata ad Alençon in Normandia, studia alla facoltà di Scienze Politiche di Parigi, all’Ecole du Louvre, per poi seguire stage all’Institut National du Patrimoine e all’Art Institute of Chicago. Direttrice per tre anni dei musei di Laval, cittadina della Loira, dal 2006 dirige il Musée de Pont-Aven, del quale sta guidando la progressiva espansione di superficie e di attività. Dirige anche il Museo della Pesca della vicina Concarneau.

GLORIA GROOM
Entra all’Art Institute of Chicago dal 1984, dove dal 2015 dirige il dipartimento di Pittura e Scultura Europea. Laureata all’Università di Norman, Oklahoma, ha ricevuto il Ph.D. All’Università del Texas, ad Austin. È autrice di pubblicazioni accademiche e ha curato mostre di grande popolarità, come Caillebotte: Urban Impressionist (1995), Beyond the Easel: Decorative Painting by Bonnard, Vuillard, Denis, and Roussel, 1890–1930 (2001), Van Gogh’s Bedrooms e Impressionism, Fashion, and Modernity (2013). In Francia, è stata nominata Cavaliere della Legion d’Onore per il suo contributo alla cultura del Paese.

DAVID HAZIOT
Scrittore francese di saggi, biografie e fiction, è nato a Casablanca. Ha studiato filosofia alla Sorbona, laureandosi con una tesi sul cinema di Sergej Eisenstein. La sua biografia Van Gogh (2007) ha vinto il premio dell’Académie Française. Nel 2012, con Le Roman des Rouart (1850-2000), ha vinto il Prix Goncourt de la Biographie. Nel 2017, per le edizioni Fayard, ha pubblicato la monumentale biografia Gauguin, frutto di quattro anni di viaggi e ricerche.

PAULE LAUDON
Nata a Nizza, residente a Papeete dal 1966, è una scrittrice specializzata nel periodo tahitiano di Gauguin e Matisse. Laureata in Chimica a Grenoble e in Enologia alla Scuola Nazionale Superiore di Montpellier, ha scritto numerosi libri, tra i quali: Matisse, le voyage en Polynésie (2001); Tahiti-Gauguin. Mythe et vérités (2003); Nice-Papeete. Voyage au antipodes. Trais d’union (2010); L’or de leur corps (2013). Attivista nel campo dell’ambiente e dei diritti, è tra i fondatori del primo parco nazionale di Tahiti.

SUNNY MOANA’URA WALKER
Nato sull’isola polinesiana di Rurutu, ha trascorso 13 anni nella marina francese. Educato nel protestantesimo, con la maturità comincia ad interessarsi ai culti ancestrali della sua terra, attratto dal rispetto per la natura che si esprime nella visione animista degli antenati. Oggi è il più noto e accreditato attivista per la rinascita del politeismo a Tahiti. Ha creato, nella valle che appartiene alla sua famiglia, una marae, tempio dove si celebrano matrimoni, nascite, funerali. Gli è stato dedicato un libro biografico: Le Païen (Il pagano).

MARY MORTON
Curatrice e Direttrice del dipartimento di Pittura Francese alla National Gallery of Art di Washington. Dopo il Ph.D. in Storia dell’Arte e dell’Architettura alla Brown University, ha lavorato al Museum of Fine Arts di Houston e al J. Paul Getty Museum. Tra le numerose mostre che ha curato, ci sono: Focus on the Beck Collection: André Derain’s “The Turning Road, L’Estaque” (2002); Courbet and the Modern Landscape (2006); Oudry’s Painted Menagerie (2007); Sur le Motif: Painting in Nature around 1800 (2008); The Spectacular Art of Jean-Léon Gérôme (2010); Gauguin: Maker of Myth (2011); Gustave Caillebotte: The Painter’s Eye (2015); Cézanne Portraits (2018); Corot: Women (2018).

CORINNE RAYBAUD
Scrittrice nata nell’Isola della Reunion, ha trascorso lunghi periodi della giovinezza navigando in barca a vela intorno al mondo con i genitori. Laureata in Storia Contemporanea dell’America Latina all’università di Parigi-Nanterre, vive a Tahiti dagli anni 70. Tra le sue pubblicazioni: Les Établissements français de l’Océanie pendant la première guerre mondiale (1914-1918); Femmes de Tahiti I, II e III; Cornelia une saga tahitienne; L’Îles de Pâques de 1722 à 1888; Une autre histoire de la Bounty; Bougainville arrive à Tahiti il y a 250 ans, 1768-2018.

JUDY SUND
Insegna Arte Moderna Europea ed Arte delle Americhe (dall’epoca pre-colombiana a quella moderna) alla City University of New York. Ha ottenuto il Ph.D. alla Columbia University. Tra i suoi maggiori interessi ci sono la pittura di Vincent Van Gogh, e la costruzione dell’immagine dell’esotismo nella cultura Occidentale. Ha scritto, tra le altre cose, i libri: Van Gogh A&I (Art and Ideas), Phaidon; True to Temperament: Van Gogh and Naturalist Literature, Cambridge University Press.

BELINDA THOMSON
Professore onorario di Storia dell’arte all’Università di Edimburgo, ha studiato alla University of East Anglia e alla Sorbona. Per le National Galleries of Scotland ha curato le mostre: Patrick Geddes: The French Connection (2005) e Gauguin’s Vision (2005); e co-curato Gauguin, Paris, 1889 (2009–2010) al Cleveland Museum of Art e al Museo Van Gogh di Amsterdam. Fra i suoi libri più noti, editi in originale da Thames&Hudson, figurano: Van Gogh Paintings – The Masterpieces; Gauguin; Impressionism.