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Qual è l’utilità sociale di un influencer, oltre al marketing?

Prima di rispondere alla domanda credo sia importante affrontare il senso del termine.

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

2 maggio 2019

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La domanda di oggi: qual è l’utilità sociale di un influencer, oltre al marketing?

Risposta di Massimo Nava, Creative Director, Social Expert, Digital Artist.

 

Il ruolo sociale dell'influencer oltre il marketing
Photo by Elijah Macleod on Unsplash

 

Prima di rispondere credo sia importante affrontare il senso del termine.
Influencer lo considero un concetto (cui fa seguito un ruolo) e non un’etichetta professionale arbitraria.

L’influencer (con la variante inclusiva Guru, in certi casi) è, per definizione, una figura in grado di “influenzare” l’opinione altrui e di suggestionarne l’attenzione; portatore di un messaggio, di un argomento o, più in generale, di un seguito è equiparabile alle “web star” (come si era solito esprimersi qualche tempo fa) e si può inserire in due macrocategorie:

  • l’influencer di professione (veri, presunti tali o auto-eletti)
  • l’influencer di ruolo – o de facto – (colui il quale lo è diventato costruendo la propria rete con attendibilità o savoir faire)

Nel primo caso si possono considerare anche quelle figure che hanno (oppure hanno avuto) alle spalle un’azienda che li ha sostenuti contribuendo a sottolinearne il ruolo (ed elevandone lo status, di conseguenza).
A volte si tratta di front-end pubblici il cui seguito è fidelizzato più sulla persona che sull’azienda in sé.
Nulla di male ma il distinguo tra “forma” e “sostanza” va fatto nei casi in cui la figura in questione, privata del sostegno aziendale, veda il suo seguito e il suo potenziale comunicativo svilirsi o perdere propulsione.

 

influencer e le aziende
Photo by Edho Pratama on Unsplash

 

Nel secondo caso una separazione analoga alla precedente può essere valutata, a mio avviso, tra chi ha costruito la sua reputazione sul valore (mantenendola nel tempo) e chi invece ha poi ceduto al soldo e si presta anche ad iniziative non esattamente in linea con il valore iniziale, una parabola frequente temo.

Ulteriore distinguo lo si ottiene rispetto alla mission che ha generato il ruolo e che in seguito è stata diluita in un edonismo a volte sinceramente patetico.

Inoltre il “grado di influenza” (variabile e/o settoriale) può essere determinante e generare dinamiche in più direzioni. Ovvio ma non scontato.

 

il grado di influenza di un influencer sui social
Photo by Marten Bjork on Unsplash

 

Tutto ciò premesso, rispondo alla domanda:

Che si tratti di un influencer di professione o di ruolo, saltando a piè pari il mondo del marketing come richiesto, secondo me può essere utile in modi diversi.

 

Provo a definire i primi che mi vengono in mente:

  • gli influencer possono essere indicatori di una tendenza o delle preferenze del pubblico. Se li si considera la cartina tornasole dell’universo web e social, è possibile valutarne storico, evoluzione ed aspetti a tutto tondo, in favore di indicatori e considerazioni sociologiche.
  • gli influencer possono (di)mostrare quali siano le caratteristiche migliori da adottare sul profilo personale. Il fine non è quello di vestirsi del ruolo a propria volta ma comprendere concetti chiave quali netiquette e uso pertinente di network e social (a beneficio della crescita comune). Forse un indirizzo un pò forzato, me ne rendo conto, ma io stesso sono solito consigliare alcune figure ai miei allievi per stimolare la percezione di ciò che ritengo essere “il buon web”, ad esempio.

 

gli influencer, i social e la loro utilità
Photo by Austin Distel on Unsplash

 

  • gli influencer possono egualmente rappresentare, anche per le aziende e e per altre entità, il senso dei valori da adottare nel rispetto del pubblico e degli utenti (campionando i giusti casi, s’intenda!).
  • restando in ambito non-markettaro (ma tangente ad esso), se la figura è tale grazie al suo raggio d’azione allora, al momento giusto, può essere un ottimo volano per la trasmissione di messaggi sociali (non social) di pubblica utilità e rimarcare l’importanza di un argomento.

 

Infine, in generale credo che l’utile esempio possa essere interpretato attraverso tante chiavi di lettura. Anche quelle “negative”, perché no!

Valentina Tosi

Valentina Tosi

Vive a Mountain View (California) dove riveste il ruolo di Head of Community Relations per l’Italia, in Quora. Valentina si è unita all’azienda nell’aprile del 2017 e si è occupata del lancio di Quora in Italiano, dopo aver lavorato a Google come Territory Manager per l’America Latina. Da quando si è trasferita in Silicon Valley, nel 2011, ha rivestito ruoli simili in altre aziende hi-tech. In precedenza ha vissuto a Barcellona, dove ricopriva il ruolo di Country Manager in una start-up del settore software as a service. Laureata in Lingue e Cultura per l’Impresa all’Università di Urbino, è nata e cresciuta a Gatteo Mare, in Romagna.
Valentina Tosi

Massimo Nava
Creative Director & Strategist presso Varie (2003-oggi)
Social Media Expert & Visual Storyteller presso Varie (2008-oggi)
Teacher / Coach / Planner presso Varie (2004-oggi)
Concept & Digital Artist presso Artisti freelance (2001-oggi)