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Caso Huawei: le 4 bufale sulle possibili ritorsioni cinesi

Dopo il clamoroso "caso Huawei", in Italia va molto di moda parlare di possibili ritorsioni cinesi ai danni degli USA. Vediamo perché molte sono bufale!

Economia in pillole, Rubriche di Giovanni Occhiuto

31 maggio 2019

In queste settimane uno degli argomenti più dibattuti è il “caso Huawei”. Ovvero il divieto assoluto, ordinato da Trump, per le società americane di fare affari con alcune società cinesi dentro la cosiddetta “Entity List”, lista la cui azienda più importante è appunto Huawei. Il tutto per una questione di sicurezza nazionale: Trump ha infatti spiegato che il provvedimento nasce col fine di proteggere da avversari stranieri la supply chain delle tecnologie e dei servizi di comunicazione degli USA.

Le conseguenze per Huawei potrebbero essere devastanti, perché ad esempio potrebbe dover rinunciare alle piattaforma Android ottimizzata, il che renderebbe i suoi prodotti molto meno appetibili in tutto il mondo.

Negli ultimi giorni si sente sempre più parlare di possibili ritorsioni della Cina ai danni degli USA. In questo articolo parlo di 4 possibili ritorsioni che ho sentito in questi giorni, e perché esse sono di fatto delle bufale.

 

Bufala numero 1: le terre rare

Questa è la principale bufala che si sente da molti media. Le famose “terre rare” sono un gruppo di elementi della tavola periodica che, dopo essere estratti e lavorati, rappresentano uno degli materiali cardini per la creazione di tantissimi dispositivi tecnologici. Si è detto che la Cina è uno dei principali fornitori al mondo di terre rare, e che avrebbe usato tale situazione per ricattare gli USA.

In realtà, le terre rare, buffo a dirsi, non sono affatto “rare”. Anzi, sono comunissime su tutta la crosta terrestre. Nel corso degli anni gli occidentali hanno però preferito approvvigionarsene in Cina perché la loro estrazione e lavorazione è molto complicata e difficile.

Insomma, gli USA potrebbero avere la totale indipendenza sulle terre rare. Se attualmente non lo fanno è solo per “comodità”. E questo rende l’ipotesi di un possibile ricatto su questo tema ridicola.

Bufala numero 2: la Cina ed il debito pubblico USA

Si è anche detto che la Cina potrebbe ricattare gli USA perché possiede una grossa fetta del debito pubblico americano. Qui la smentita è semplice, basta guardare i numeri: ad oggi Pechino possiede appena il 5% del debito statunitense.

Bufala 3: la Cina è un paese tecnologicamente più avanzato degli USA

Anche questa è una bufala abbastanza forte. Un conto è dire che la Cina, negli ultimi anni, ha investito tanto in tecnologia; il che è vero. Un conto è dire che gli USA sono una potenza tecnologica inferiore alla Cina, il che è totalmente falso.

 

Bufala 4: la Cina si vendicherà sulle aziende USA che operano in Cina

Se lo facesse, le aziende statunitensi che operano in Cina sarebbero sì penalizzate, ma ciò avrebbe pesanti ripercussioni negative sull’economia della Cina stessa e sui lavoratori cinesi di tali aziende americane. Inoltre, il penalizzare le aziende USA frenerebbe e di molto gli investimenti di aziende straniere (anche non USA) in Cina, investimenti dei quali la Cina ha ancora tanto bisogno.

Conclusione: sono gli USA che hanno il coltello dalla parte del manico

Insomma, il fatto che la Cina possa “vendicarsi” dell’affronto sul caso Huawei rappresenta un concetto abbastanza falso. Su tutta questa vicenda, è bene saperlo, sono gli USA che hanno il coltello dalla parte del manico, non Pechino. Pechino sarà invece costretta ad attuare un atteggiamento molto più prudente per cercare di trovare un soluzione mediata e condivisa con Washington.

Giovanni Occhiuto

Giovanni Occhiuto

Nato a Cosenza, fiore all’occhiello del Sud Italia. Si è laureato all’Università Bocconi di Milano in Economia Aziendale e Management.
Ha poi avuto alcune esperienze di studio e lavoro all’estero. Si è specializzato a Londra in International Business. E ha lavorato in Olanda per la multinazionale Unilever (in ambito marketing e project management).
Oggi si occupa di SEO e di Web Marketing. È appassionato di economia, di tecnologia, di marketing e di Valentino Rossi. Ma la sua citazione preferita viene da MJ, Michael Jordan: “Limits, like fears, are always just an illusion”, ovvero “I limiti, come le paure, sono spesso solo un’illusione”.
Giovanni Occhiuto