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Massimo Bullo di Nintendo Europe: Let’s Play & Stay Nerd!

Un "sensei" del "fare marketing italiano": stile molto bello perché è profondamente legato alla creatività e all’innovazione.

Personaggi di Miriam Bendìa

10 giugno 2019

Massimo Bullo, Marketing Director Italy di Nintendo Europe, sarà uno degli ospiti d’onore del MARKETERs Day 2019 – The Silk Road.

Tornare a Venezia come ospite del MARKETERs Club, presso l’Università Ca’ Foscari, per parlare di Marketing e Oriente ha un valore particolare per un veneziano come me.
Il 21 giugno 2019, parleremo assieme di brand nati per cultura, geografia e storia da approcci al marketing e alla comunicazione a noi lontani.
Come direbbe il mio compaesano Marco Polo, un meraviglioso Oriente da scoprire, partendo dalla nostra Gloriosa Venezia.

 

Just Baked media partner del MARKETERs Day 2019

 

Qual era il tuo gioco preferito, da bambino? E il videogioco?
Da bambino (io sono nato a Venezia) ero un amante non del calcio, paradossalmente, ma del basket.

Sarà che in questo sport la palla finisce meno spesso in acqua che nel calcio!

Quindi ho sempre amato la pallacanestro e, da bambino, ci giocavo un sacco.
Per quello che riguarda i videogiochi, la mia generazione (degli anni ottanta) è nata con Nintendo, sicuramente, ma anche con altre console… Ne cito una, come esempio, Atari o anche Sega Mega Drive: hanno tutte fatto la storia del videogioco insieme a Nintendo. Ricordo anche il passaggio su Commodore 64 e via dicendo…

Non ho quindi un videogioco specifico come favorito ma un imprinting generale da tutte queste console.

 

Massimo Bullo Nintendo
Da sinistra a destra: Michele Marcucci, web manager Nintendo Italia, Shigeru Miyamoto, iconico sviluppatore di videogiochi Nintendo e creatore di Super Mario, Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia

 

Con Nintendo Labo e Nintendo Switch i giocatori possono scoprire nuovi modi di giocare, dando libero sfogo alla propria creatività. Io personalmente spero che tanti utenti si divertiranno ad assemblare i kit insieme alle loro famiglie, con un grande sorriso sul volto.

Satoru Shibata, presidente di Nintendo Europe

 

Con Nintendo Labo la Switch è entrata ufficialmente nel mercato del VR, anche se per le funzioni attuali rimane una versione soft di questa tecnologia. Quali sono i progetti futuri di Nintendo in ambito VR e AR (augmented reality)?
Nintendo è un’azienda che ha sempre tra i propri dogmi un punto fermo nella capacità di sorprendere il consumatore. È un’affermazione che può sembrare inflazionata in questo settore ma Nintendo l’ha fatto sul serio, già a partire dagli anni ottanta. Come?

Mettendo nelle mani del consumatore il movimento.

Pensiamo ad esempio alla Wii e ad oggi con Labo: ha interpretato il movimento del VR e dell’AR a modo suo attraverso la possibilità, per il cliente, di costruire questo oggetto non semplicemente il subirlo passivamente come una tecnologia da portare in casa.

Quello che posso dire, pubblicamente, è che Nintendo nell’ultimo anno, da una parte con tutto il mondo Pokémon e Pokémon GO ha sicuramente fatto dei passi avanti (insieme a le Pokémon Company) su questo aspetto della realtà aumentata e credo che, visto il successo, sicuramente ci saranno degli sviluppi futuri.

Dall’altra parte l’aspetto VR di Labo è tutta un’altra cosa: prendere la tecnologia, interpretarla e reiventarla a modo proprio, ma con un concetto di mercato completamente diverso che è costruire il VR e non è subirlo.

Una cosa secondo me molto affascinante! Soprattutto se pensate alla relazione genitori-figli.

 

Massimo Bullo Nintendo
Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia, durante un’intervista

 

Cosa significa diventare padre, oggi? Paure e pensieri felici?
Ho la fortuna di lavorare molto con gli studenti in diverse business school e la cosa paradossale è che più vado avanti e più vedo quasi i miei figli in aula, quindi ho cambiato totalmente il mio approccio in questi contesti. Ho voglia di trasmettere messaggi e contenuti concreti che permettano davvero a questi ragazzi di fare la differenza (o di parare qualche colpo) sul mercato del lavoro.

Pertanto ho un senso di responsabilità maggiore ma anche un senso di altruismo maggiore verso le nuove generazioni cosa che prima, sinceramente, non avevo.

Nel mondo del lavoro ero solo io e il mio obiettivo, invece più si diventa grandi (nel mio caso si diventa papà) e più cresce il nostro amore verso le nuove generazioni.

 

Massimo Bullo Nintendo
Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia, insieme a Sara Waka, influencer

 

Le paid subscription sono ormai la norma in ambito televisivo, con Netflix e Prime Video a farla da padrone. Tra i videogiochi per ora l’unico prodotto simile è Gamepass di Microsoft. Qual è l’idea di Nintendo riguardo a questo tema?
La cosa che ripeto sempre ai ragazzi del marketing è che Nintendo non è una semplice console ma un sistema di intrattenimento. Questo fa sì che il nostro mercato di riferimento non sia il videogioco ma proprio l’intrattenimento con tutta una serie di competitor che non sono solo le altre console.

Giustamente nella domanda citavi anche Netflix e Prime Video, aggiungiamo anche Sky e tutta una serie di aziende che si occupano di intrattenimento, di occupazione del tempo delle persone facendole divertire o, semplicemente, facendo loro passare del tempo.

Il mercato di Nintendo è questo ed è un mercato in cui la parte pay on line sta diventando sempre più importante anche per noi: abbiamo un servizio di Nintendo on line che, attualmente, è tra i più convenienti, permette di avere contenuti e servizi aggiuntivi, per chi si abbona, oltre alla possibilità interessante di esporsi a livello mondiale con il multiplayer.

Quindi Nintendo ancora una volta a suo modo, a differenza di Microsoft e della PlayStation, ha fatto e sta facendo un proprio percorso che è quello di aprirsi nei rapporti ai servizi e ai contenuti on line attraverso la sua console.

 

Massimo Bullo e Francesca Prandoni (Nintendo Italia)
Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia, e Francesca Prandoni, Senior PR Manager Nintendo Italia

 

Nintendo è una parola giapponese che significa “la Fortuna viene dal Cielo”.

 

La portabilità è stato da sempre un segno distintivo nel successo della Nintendo: partendo dai Game and Watch, passando per il Gameboy, il Nintendo Ds e tutte le sue reincarnazioni successive per arrivare alla Nintendo switch che di fatto ha unito i due mondi, quello dell’handheld game e della console casalinga… Qual è il modello di console che secondo te ha un futuro anche in questo tipo di evoluzione?
Intanto parto dal presupposto che, sì, Nintendo significa “la Fortuna viene dal Cielo” ma l’azienda incarna anche il proverbio italiano “Aiutati che il Ciel ti aiuta”.

Da noi, la dedizione per il lavoro è maniacale, c’è un’attenzione fortissima al processo e alla qualità.

Mi piace sempre paragonare Nintendo a brand come Ducati e Illy: marchi che fanno del dettaglio e della particolarità qualcosa di estremo che si ama in maniera viscerale. Dunque è vero che la fortuna viene dal cielo ma Nintendo la fortuna l’ha costruita, giorno dopo giorno, lavorando in un certo modo con professionalità. Facendo sempre a suo modo il mercato, ripeto, a differenza dei competitor.

Riguardo alla portabilità è una delle caratteristiche di alcune delle nostre console, come la Nintendo switch, la prima vera console sul mercato che permette di essere sia da casa che portatile.

Tre console in una perché può essere utilizzata attaccata alla TV, può essere un tablet ma può essere anche portatile.

Secondo me, la forza di Nintendo non è però la portabilità ma la capacità di far giocare le persone in contesti e luoghi differenti secondo il loro stile di vita. È la console più democratica a livello di entertainment che tu possa vivere.

Quindi non è che Nintendo cerchi la portabilità, Nintendo cerca di andare incontro al consumatore con il motto: il divertimento è dove, quando, come e con chi vuoi tu.

E Nintendo switch è la console per antonomasia che raggiunge questa mission.

 

Massimo Bullo Nintendo
Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia, con due Draghi d’Oro, premi degli Italian Videogame Awards

 

Un qualcosa che hai perso e un qualcosa che hai guadagnato passando da Ferrero a Haribo a Nintendo? Cosa ti porti dietro anche nel tuo ruolo attuale in Nintendo delle tue passate esperienze professionali?
…Sì, sono tre aziende molto diverse tra loro! Sicuramente quello che mi porto dietro di Ferrero è l’amore per il proprio brand e prodotto, che Ferrero ha e ti trasmette nel DNA per il tuo approccio al lavoro e al mercato. In Ferrero si ripeteva sempre il prodotto deve stare al centro, delle riunioni e delle tue preoccupazioni, qualora tu debba pensare a una campagna pubblicitaria e via dicendo… Quindi un’attenzione assoluta al prodotto e alla qualità del prodotto.

E anche un fare marketing italiano che è uno stile molto bello perché è profondamente legato alla creatività e all’innovazione, caratteristiche che Ferrero ha sempre avuto e ha ancora oggi.

Haribo è un’azienda tedesca, l’acronimo sta per Hans, Riegel e Bonn. La famiglia Riegel è ancora proprietaria del brand, è simile a Ferrero per molti versi. Un’azienda a conduzione famigliare in cui molto spesso si ha il contatto diretto con i proprietari e in cui si respira la storia del prodotto.

Non sono società nelle quali il brand è stato acquisito ma il brand è stato vissuto fin dal giorno uno dall’imprenditore.

E quindi anche da qui mi porto dietro la dedizione e la passione che c’è in Haribo per il proprio lavoro.

Nintendo aggiunge una cosa in più, anzi due, che non è il mercato del Fast Moving Consumer Goods ma del Super Fast Moving Consumer Goods! Viaggia al doppio della velocità, ad esempio noi settimanalmente abbiamo processi di rivalutazione delle azioni che facciamo, perché il nostro è un market che vive su trend, lanci, ondate velocissimi. E la cosa in più che dà Nintendo, secondo me, è una cura maniacale del dettaglio in tutte le azioni che si compiono non solo sul prodotto.

Un’attenzione molto forte, molto giapponese insomma… Molto Nintendo!

 

Massimo Bullo Nintendo
Massimo Bullo, Direttore Mktg Nintendo Italia

 

Tre consigli per gli studenti che incontrerai al MARKETERs Day 2019? Come si è trasformato il ruolo del CMO (Chief Marketing Officer) e quali le nuove sfide all’orizzonte?
Do due consigli e una sfida (che secondo me è un consiglio, nel senso che dovrebbero mettersi in gioco su questa sfida).
Il primo consiglio: qualsiasi esperienza lavorativa verrà dopo il percorso di studi, è qualcosa che arricchirà il vostro punto di vista. Lo dico perché anch’io sono partito dal trade marketing, mi sono dovuto quasi forzare a fare quella esperienza. Ero un ragazzo che studiava Marketing e Comunicazione e desideravo altro, ma se non l’avessi fatta non avrei avuto quella marcia in più per esempio nella visione del prodotto nel punto vendita. Cosa che per me ha fatto la differenza, nella carriera, rispetto a dei coetanei che avevano scelto percorsi lavorativi differenti.

Quindi, al di là dei grandi sogni (che bisogna sempre tenere a mente perché con la perseveranza si realizzeranno) l’entrata nel mondo del lavoro, qualunque essa sia, permette poi di avere un importante punto di vista che vi giocherete anche in altri ambiti.

Secondo consiglio: l’internazionalizzazione della propria professione. Viaggiare molto, parlare più di una lingua, abbattere tutti i confini e le limitazioni. Quando studiavo io c’era solo l’Erasmus, oggi ci sono infinite possibilità… Coglietele tutte! Perché è un vantaggio enorme e le aziende sono sempre più internazionali.

La sfida! Non si può credere di saper far marketing, di aver studiato marketing, senza porsi una domanda che è questa: in che modo secondo voi il posizionamento competitivo di un’azienda dovrà essere gestito dalle aziende stesse in un mondo in cui il consumatore ha un ruolo sempre più forte? Ossia quello di maker perché chiede di sviluppare il prodotto, di dire la propria sul posizionamento di marca e ha una potenzialità enorme di comunicazione della marca stessa sul proprio network.

E credo quindi che, al di là di tutte le discipline e di tutti i libri di marketing, le nuove generazioni di direttori marketing e brand manager dovranno capire come gestire le aziende in un sistema molto anarchico o se vogliamo in un mondo di brand più democratici.

 

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

L’intervista è stata realizzata in collaborazione con Giacomo Cannelli.

 

Massimo Bullo dal 2006 lavora presso la società Ferrero all’interno dell’unità Trade Marketing Innovation, occupandosi dello sviluppo e coordinamento di progetti di innovazione in ambito shopper marketing e category management; successivamente ricopre il ruolo di Brand Manager Ferrero per la sede Italiana.
Da metà 2010 ha lavorato presso la società di consulenza Orange Network occupandosi come Senior Consultant di progetti di consulenza in ambito sales & marketing per aziende retail e dell’industria italiana.
Dal 2012 sino a metà 2016 è stato Country Marketing Manager Italia per HARIBO SpA con responsabilità di sviluppo marketing del mercato Italiano.
Attualmente è Marketing Director Italia di Nintendo dirigendo l’area marketing e l’area licenze della multinazionale giapponese.
Collabora come docente e consulente scientifico con numerose business school in Master full time e Master executive in Marketing and Brand Innovation.