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L’Isola del Giappone, a Roma, il 4 Luglio 2019

Le peculiari atmosfere e i suggestivi paesaggi delle isole di Okinawa si condensano, per una notte, su una piccola isola nel cuore di Roma e ti aspettano a "L’Isola del Cinema".

Film di Miriam Bendìa

29 giugno 2019

Un altro appuntamento da non perdere per “andare” in Giappone senza dover volare in Giappone.

 

Dimostrazione di vestizione dello Yukata
Dimostrazione di vestizione dello Yukata

 

Nell’ambito della XXV edizione del Festival L’Isola del Cinema sezione ISOLA MONDO
l’Ambasciata del Giappone in Italia, l’Istituto Giapponese di Cultura
e l’Ente Nazionale del Turismo Giapponese
presentano
L’ISOLA DEL GIAPPONE

Giovedì 4 luglio 2019 dalle ore 19.30
Arena Groupama
ISOLA TIBERINA – P.za San Bartolomeo all’Isola
info e biglietti: L’Isola del Cinema

 

Shodo con Mariko Shikakura
Shodo con Mariko Shikakura

 

Cinema e cultura del Sol Levante ancora una volta protagonisti all’Isola Tiberina. Undicesima edizione per il tanto atteso appuntamento con l’estate giapponese a L’Isola del Cinema – sezione Isola Mondo, grazie alla sinergia tra Ambasciata del Giappone, Istituto Giapponese di Cultura e Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO).

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Il film che sarà proiettato in anteprima italiana, BORN BONE BORN (Senkotsu, 2018) di Toshiyuki Teruya, ambientato in una remota isola di Okinawa, offre l’opportunità per un focus sugli splendidi paesaggi e la peculiare civiltà dell’arcipelago delle Ryukyu.

 

Vestizione dello Yukata con Gloria Ducci
Vestizione dello Yukata con Gloria Ducci

 

Oltre a filmati, materiale e informazioni turistiche presso lo stand curato da JNTO, in programma una dimostrazione di karate nello stile di Okinawa, culla della disciplina.

 

Shodo con Mariko Shikakura
Shodo con Mariko Shikakura

 

Sarà possibile, inoltre, cimentarti nella calligrafia ed entrare a pieno titolo nella nuova era di “bellezza e armonia”, Reiwa, scrivendone i caratteri.

 

Tanabata
Tanabata

 

…E potrai affidare al bambù i tuoi desideri, per il prossimo Tanabata!

 

Miraitowa & Someity, le mascotte delle Olimpiadi di Tokyo 2020
Miraitowa & Someity, le mascotte delle Olimpiadi di Tokyo 2020

 

Non mancheranno le mascotte delle Olimpiadi di Tokyo 2020Miraitowa 「ミライトワ」 la mascotte delle olimpiadi, e Someity 「ソメイティ」 la mascotte delle paralimpiadi.
La parola Miraitowa è l’unione delle due parole futuro (mirai) e eternità (towa). Il nome è stato scelto per ispirare un futuro pieno di eterna speranza nel cuore di tutti noi.

 

Tanabata
Tanabata

 

Someity invece nasce da fiore di ciliegio (someiyoshino), ma anche dal gioco di parole con l’espressione inglese so mighty (molto forte). Someiyoshino è la varietà di ciliegi giapponesi più famosa, particolarmente in voga nell’epoca Meiji. La mascotte ha dei “sensori tattili” a forma di petali di ciliegio e simboleggia la grande forza fisica e mentale che dimostrano gli atleti paralimpici nel superare e ridefinire i limiti di ciò che è possibile.

 

Maiko Ichiteru di Kamishichiken durante il Bon Odori | Ph © Onihide san
Maiko Ichiteru di Kamishichiken durante il Bon Odori | Ph © Onihide san

 

Potrai indossare uno yukata (indumento tradizionale, prevalentemente estivo, di solito in cotone) e immergerti nell’atmosfera di un vero festival estivo giapponese.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
Yuko (Ayame Misaki) © 2018 Senkotsu Production Committee

 

BORN BONE BORN

Regia di Toshiyuki Teruya
Titolo originale Senkotsu, Giappone 2018 / bluray / 111’
Italian Premiere
Sottotitoli in italiano e in inglese

 

 

L’occasione dell’anniversario della morte della matriarca Emiko e della cerimonia del senkotsu (lavaggio rituale delle ossa) fa ritrovare sull’isola la scombinata famiglia Shinjo.

Il vecchio padre Nobutsuna, sua figlia Yuko, single ma in avanzato stato di gravidanza, e il primogenito Tsuyoshi, irritabile e talvolta duro nei giudizi.

E una volta che il rituale inizia, il film entra in un territorio inesplorato e commovente, sicuramente insolito, ma universalmente umano dove la vita passa di padre in figlio come un dono.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Il film

Una famiglia ritrova l’unità grazie alla cerimonia rituale del lavaggio delle ossa della matriarca, deceduta 4 anni prima. Questo il tema centrale della storia che mantiene i toni della commedia fino alle scene finali ma che offre anche momenti forti, drammatici e di profondo rispetto per l’universo del sacro e per gli antenati.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Cremare i morti, seppellirli con riti funebri a seconda di luoghi e credenze religiose, è pratica universalmente diffusa nel mondo e non dovrebbe sorprendere che si possa pensare a un film che tratti anche di questo argomento, come del resto ci ha insegnato Yojiro Takita con Departures (Okuribito, 2008).

Ma se Departures inizia con una vena umoristica (innescata da un malinteso nella lettura di un annuncio di lavoro), per assumere toni più seri e profondi man mano che ci si addentra nelle dinamiche dei rapporti familiari e del difficile dialogo padre-figlio, in un crescendo di emozioni e commozione, in Born Bone Born i toni della commedia permangono fino alle battute finali, intercalati da alcuni momenti di grande turbamento e scene dolorose di disarmante schiettezza.

Il tutto senza filtri, come schietta è la realtà della vita (e della morte).

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Toshiyuki Teruya, regista e sceneggiatore del film (conosciuto soprattutto come attore comico del Duo Garage Sale col nome d’arte Gori oltre che in quanto doppiatore e musicista okinawaiano) ammette in un’intervista al mensile Tokyo Weekender che neanche lui era a conoscenza della cerimonia del senkotsu praticata nel villaggio di Aguni.

Il rito si compie a distanza di 4 anni dalla morte dei defunti, di fronte a un corpo semi-mummificato o ridotto a sole ossa che i familiari provvedono a lavare in segno di rispetto e di gratitudine per il dono della vita ricevuto, oltre che per dare un ultimo saluto al congiunto.

Nell’intervista Teruya racconta che, alla richiesta di girare un film sul remoto villaggio di Aguni, aveva cominciato a scrivere una sceneggiatura su un marito infedele il quale cercava di nascondere alla moglie un tradimento in una comunità che conta meno di 800 persone.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Nel compiere ricerche nell’area destinata all’ambientazione del film, è venuto a conoscenza della cerimonia del senkotsu, ne è rimasto affascinato e ha deciso quindi di modificare il suo progetto iniziale per arrivare alla stesura di Born Bone Born.

Può sembrare un rito che incute paura o disgusto ma in realtà ho capito che si tratta di mostrare apprezzamento agli antenati, in particolare ai genitori che ti hanno traghettato in questo mondo. È una cosa bella…

…Dichiara il regista al Tokyo Weekender.

In Giappone la pratica di cremare i morti è diffusa con percentuali che sfiorano quasi il 100%. Considerata in passato una barbara usanza buddhista, venne proibita nel 1873 ma solo due anni dopo, vista la carenza di spazio e i problemi sanitari, venne riabilitata. In poco tempo le cremazioni superarono le sepolture, ma in alcune zone del Giappone si sono conservate le pratiche funebri tradizionali.

Per approfondimenti sull’argomento leggi: Christopher T. Nelson, Dancing with the Dead: Memory, Performance, and Everyday Life in Postwar Okinawa (Duke University Press Books 2008).

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
Nobutsuna (Eiji Okuda) © 2018 Senkotsu Production Committee

 

Uno di questi luoghi nei quali si sono cristallizzati riti atavici è la regione di Okinawa, in passato conosciuta come Regno delle Ryukyu, una delle zone più spirituali del Giappone: qui il culto degli antenati riveste un’importanza particolare.

Molto probabilmente originaria proprio di questa area, la pratica del senkotsu fu avversata nella seconda metà del XX sec. in quanto considerata antiquata e antigenica, poi abbandonata del tutto nella capitale Naha e in molte zone circostanti.

 

© OCVB OKINAWA Sanshin
© OCVB OKINAWA Sanshin

 

È però incredibilmente sopravvissuta in remote aree della regione, tra cui il villaggio di Aguni dove, sebbene la cremazione sia divenuta la prassi, non mancano genitori che chiedono ai figli di essere sepolti (anziché cremati) per poi poter procedere al rito del lavaggio delle ossa.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
Nobutsuna (Eiji Okuda) © 2018 Senkotsu Production Committee

 

Sebbene non sia certo una scelta facile da portare a termine per i familiari che, talvolta, (si dice) cercano conforto nell’alcool per trovare la forza di affrontare quel doloroso e crudo momento.

Il film Born Bone Born inizia con il funerale di Emiko. Quattro anni dopo la sua famiglia e i parenti più stretti si riuniscono per la cerimonia del senkotsu.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
Tsuyoshi (Michitaka Tsutsui) © 2018 Senkotsu Production Committee

 

Il padre, Nobutsuna (Eiji Okuda), non riesce a superare il dolore dopo la perdita della moglie Emiko (Mariko Tsutsui), riversa il proprio dispiacere nell’alcool e sembra quasi incapace ormai di provvedere a se stesso. Suo figlio Tsuyoshi (Michitaka Tsutsui) cerca di tenere nascosti i problemi coniugali, per salvare le apparenze, mentre la figlia Yuko (Ayame Misaki), ancora single, si presenta al cospetto dei familiari quasi al termine di una gravidanza che ha generato scandalo e pettegolezzi nella piccola comunità degli abitanti di Aguni.

E sebbene l’atmosfera fin qui descritta potrebbe sembrare deprimente, il film scorre con il ritmo di una commedia per precisa volontà del regista che, consapevole di trattare un argomento complicato, ha voluto realizzare un dramma familiare comico sulla fine di una vita e l’inizio di un’altra, da cui ha origine il titolo inglese Born Bone Born.

Essendo un comico, credo di riuscire meglio nel dirigere film non troppo seri!

Ha commentato Teruya, il cui intento è stato quello di realizzare un lungometraggio meditativo e divertente, alternando lacrime e risate.

 

© 2018 Senkotsu Production Committee
© 2018 Senkotsu Production Committee

 

Dopo la premiere all’Okinawa International Movie Festival nell’aprile 2018, Born Bone Born è stato presentato fuori concorso alla 40esima edizione del Moscow International Film Festival e sarà presentato in prima visione italiana il 4 luglio a Roma nell’ambito della XXV edizione de L’Isola del Cinema, sezione Isola Mondo.

 

Shodo con Mariko Shikakura
Shodo con Mariko Shikakura

 

L’appuntamento con il Giappone all’Isola Tiberina non sarà però solo all’insegna del cinema, ma anche della cultura e delle arti marziali! E, in linea con il tema del venticinquennale del festival, focalizzato su turismo e territorio.

 

© OCVB OKINAWA Castello di Shuri
© OCVB OKINAWA Castello di Shuri

 

Okinawa

Grazie alla partecipazione dell’Ente Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO), uno speciale focus sarà dedicato alle isole di Okinawa, in cui è ambientato il film in programma.

Situate a sudovest delle isole principali che compongono l’arcipelago giapponese, hanno mantenuto intatte la loro ricca cultura e le loro tradizioni millenarie anche dopo l’annessione al resto del Giappone, avvenuta alla fine dell’Ottocento.

 

© OCVB OKINAWA Castello di Shuri
© OCVB OKINAWA Castello di Shuri

 

Non lontano dal centro di Naha, capoluogo della regione e sede del principale aeroporto, è possibile ammirare l’imponente castello di Shuri, simbolo dell’allora glorioso Regno delle Ryukyu.

I principali gusuku, vestigia delle antiche fortezze, sono stati inclusi nel Patrimonio UNESCO nel 2000.

 

© OCVB OKINAWA Eisa Festival
© OCVB OKINAWA Eisa Festival

 

Tra i pilastri della cultura di Okinawa vi sono lo Eisa, danza tradizionale legata al culto degli antenati accompagnata dal suono di tamburi, il Karate, disciplina marziale tra le più praticate al mondo, e il Kusuimun, una cucina sana a base di alimenti locali che si dice costituisca il segreto della longevità dei suoi abitanti.

 

© OCVB OKINAWA water buffalo
© OCVB OKINAWA water buffalo

 

Le isole, immerse in un clima subtropicale e accarezzate dalla calda corrente Kuroshio proveniente dalle Filippine, riservano ai visitatori un clima piacevole durante tutto il corso dell’anno.

 

© OCVB OKINAWA Aka Island | Nishihama Beach
© OCVB OKINAWA Aka Island | Nishihama Beach

 

La natura selvaggia e incontaminata e l’incontro di acque cristalline con sabbie bianchissime compongono un mandala di colori e sensazioni che sanno di infinito.

Da non perdere è anche l’arcipelago delle Yaeyama, ultimo e remoto lembo meridionale di Giappone nonché paradiso per gli amanti delle immersioni, del kayak e, in generale, degli sport all’aria aperta.

 

© OCVB OKINAWA Araren Beach
© OCVB OKINAWA Araren Beach

 

Se sei un viaggiatore alla ricerca di veri e propri luoghi dell’anima, troverai ciò che cerchi sull’isola di Agunishima, dove bar e ristoranti cedono il passo a una natura primordiale.

 

© KARATE Shimabukuro
© KARATE Shimabukuro

 

Karate 空手

Il karate, nato come tecnica di difesa, è volto a proteggere se stessi da pericoli e violenza.

Costituisce fondamentalmente una tecnica di combattimento che permette di difendersi con il solo uso di gambe e braccia, senza l’utilizzo di armi, avvalendosi di pugni, colpi inferti con il palmo della mano o con il gomito, calci con i piedi o con le ginocchia.

Alla base della disciplina vi è il principio secondo cui si debba ricorrere a tali tecniche solo in caso di attacco, mentre viene fortemente scoraggiata l’attitudine ad attaccare di propria iniziativa.

Il karate-dō, “via del karate”, si prefigge una formazione ed educazione che possano giovare ad uno sviluppo amichevole e pacifico del territorio ed è questo il termine con il quale è identificato nelle scuole e in altre istituzioni pubbliche.

Ad Okinawa, culla del karate e considerata la sua mecca a livello internazionale, viene tramandato fin dall’antichità come arte marziale dei saggi.

 

© Dominick Hubacz
© Dominick Hubacz

 

Diffuso in tutto il mondo, il karate trae infatti origine dalla fusione di arti marziali tradizionali delle isole di Okinawa e dell’antica Cina.

Praticato esclusivamente a mani nude, da qui il significato dei due caratteri da cui è composto il termine, è adatto ad adulti e bambini e si concentra sulla costante ricerca dello sviluppo armonico del corpo umano, senza tralasciare varie tecniche di autodifesa.

 

Yukinobu Shimabukuro & Dominick Hubacz
Yukinobu Shimabukuro & Dominick Hubacz

 

Durante l’evento del 4 Luglio, potrai assistere a una dimostrazione a cura dei maestri di karate dello stile Uechi-ryūYukinobu Shimabukuro, 9° dan, istruttore con sessant’anni di esperienza, di base in Francia e attivo in Belgio, Spagna, Portogallo, Olanda e Russia, rappresentante dell’Uechi-Ryu Soke Group in Europa, e Dominick Hubacz, 5° dan, che pratica da oltre trent’anni e assiste il maestro Shimabukuro nella promozione della disciplina.

 

 

Sātā andāgī サーターアンダギー

I sātā andāgī, letteralmente “zucchero fritto”, sono dolci tradizionali tipici delle isole di Okinawa simili alle nostre frittelle. Gli ingredienti per realizzarli sono farina, zucchero e uova che, dopo essere stati ben amalgamati, vengono fritti.

Questi deliziosi dolcetti, il cui consumo è considerato di buon auspicio, ti saranno offerti durante l’evento (la disponibilità è limitata).

 

Shodo con Mariko Shikakura
Shodo con Mariko Shikakura

 

Le peculiari atmosfere e i suggestivi paesaggi delle isole di Okinawa si condensano dunque, per una magica notte, su una piccola isola nel cuore di Roma e ti aspettano a L’Isola del Cinema.

Noi di Just Baked parteciperemo con piacere e ti consigliamo di non mancare!  😉

 

 

Il programma

19.30 Apertura “PIAZZETTA GIAPPONE” – area antistante l’arena

Stand dedicato ad OKINAWA e altre mete turistiche

Dimostrazione di KARATE di OKINAWA (2 sessioni)

Stand dedicato alla CULTURA GIAPPONESE con prove di YUKATA e CALLIGRAFIA

FINO ALLE 21.30 circa, INGRESSO LIBERO

A seguire proiezione del FILM

 

INFO E BIGLIETTI: Isola del Cinema
dal lunedì al venerdì, ore 10:00 -18:00, 0690214524 – segreteria@isoladelcinema.com
L’Isola del Cinema
Ambasciata del Giappone in Italia
Istituto Giapponese di Cultura in Roma

 

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover Ph © OCVB Okinawa beach

 

 

TOSHIYUKI TERUYA (Gori)

Nato nel 1972 a Naha (Prefettura di Okinawa), studia Cinematografia e Teatro presso il Nihon University College of Arts. Meglio conosciuto col nome d’arte Gori o Gorie Matsuura, è un attore comico, membro del gruppo Garage Sale, popolare personaggio televisivo e spesso ospite di variety show, doppiatore, regista e musicista.

Ha recitato in numerose serie televisive (Churasan, Oniyome nikki, Ohitorisama, Jidan Kōshōnin Gotakeshi, Nobunaga no Chef) e film (Nin x Nin: Ninja Hattori-kun, the Movie del 2004, Check It Out, Yo! del 2006, Sakuran del 2007, Utatama nel 2008 e Goemon nel 2009). Nel 2006 e nel 2007 cura la regia di due episodi di una serie televisiva Detective Bogie e Bogie the Hero, prodotta dalla Yoshimoto Kogyo Co.

Col nome Gorie è apparso in veste di cantante indossando i panni di una giovane studentessa liceale in un gruppo tutto al femminile, collaborando all’incisione di tre singoli a fianco a Jasmine Ann Allen Joann Yamazaki.

Ha diretto nove film, tra cui Furimun of the South Island (Minami no Shima no furimun, 2009) e il cortometraggio Born, Bone, Born (2016, 20’) – presentato all’Okinawa International Movie Festival 2016 – commedia che si snoda tra lacrime e risate incentrata su una famiglia che si ritrova sull’isola di Aguni per la cerimonia rituale del lavaggio delle ossa, tema sviluppato più ampiamente due anni dopo nel lungometraggio Born Bone Born (2018).