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Di quando le perdi e di come ritrovarle

"Le Parole ritrovate", la rivoluzione dolce (ma grande) del fareassieme nella salute mentale.

Libri di Miriam Bendìa

20 luglio 2019

Martedì 4 giugno, presso la sede romana della Casa Editrice Erickson (in viale Etiopia, 20) si è svolta la presentazione di questo libro, scritto a più mani per dare voce a chi non l’ha mai avuta o a chi l’ha persa.
Come il movimento da cui prende il titolo.

 

Le Parole ritrovate copertina del libro

 

Sul palco, a raccontarci il come e il perché del progetto: Renzo De Stefani, Jacopo Tomasi e Giovanni Fiori.

«Se oggi, qui, ci fossero tutte le persone che fanno parte del nostro movimento avremmo dovuto prenotare il Colosseo!

Abbiamo fatto due conti e sono circa 50.000 quelli che, nella propria vita, hanno incrociato Le Parole ritrovate.

 

Photo by Lauren Richmond on Unsplash
Photo by Lauren Richmond on Unsplash

 

Certo non da tutti questi contatti è nata la Rivoluzione Copernicana, però lo spirito del fareassieme, del mettere sulla stessa barca, in uno stesso laboratorio, utenti, operatori e familiari, è nato ormai 20 anni fa e si è inventato, in maniera avanguardistica, tecniche e metodi che oggi sono utili e consolidati, come i recovery.

E tutte quelle cose che oggi sono diventate la cartina al tornasole per giudicare la qualità di un servizio, quelle cose che abbiamo iniziato a fare, 20 anni fa, con tanta passione ma anche con lo spirito dell’Armata Brancaleone…

E forse lo siamo ancora, io lo spero, almeno in parte!»

…Ci strappa un sorriso, Renzo De Stefani, citando il film di Mario Monicelli.

 

L'armata Brancaleone di Mario Monicelli

 

«La salute mentale non fa notizia ed è un peccato perché è un tema che, in Italia, riguarda milioni di persone! E tanti di loro vivono situazioni drammatiche in città nelle quali non solo non ci sono Le Parole ritrovate ma neanche strutture in grado di dare risposte dignitose a chi ne ha bisogno.

E allora se noi qualcosa abbiamo fatto, abbiamo permesso che in tante realtà (con la pazienza e la lentezza a volte delle formiche incrociate alle tartarughe ma anche con la capacità e la forza di mettere a frutto tante di queste esperienze) le cose siano cambiate!

 

mani sul cuore Photo by Giulia Bertelli on Unsplash
Photo by Giulia Bertelli on Unsplash

 

A ogni nostro incontro, alla fine, mi porto sempre via la bellezza dello sguardo di chi partecipa per la prima volta. Entra con nel cuore la pesantezza del suo dramma ed esce, certo, non con la risoluzione del problema ma con la consapevolezza (attraverso le testimonianze di fareassieme ascoltate dagli altri) che della sua famiglia, della sua storia può esistere una dimensione di cambiamento… Di speranza!

Dimensione che, fino al giorno prima, per lui era fuori dallo scenario di vita personale e familiare.

Far sì che le persone tornino a pensare che per loro c’è un futuro, c’è dignità, io credo che sia una cosa di estrema importanza.»

 

presentazione libro Le Parole ritrovate

 

Jacopo Tomasi: «Parliamo di rivoluzione dolce: proprio perché è stata pionieristica, senza sapere di esserlo, si è posta in modo leggero.

Avete fatto, con grande anticipo e magari anche inconsapevolmente, delle cose importanti che adesso danno dei risultati importanti.

Apprezzati più all’estero che in Italia: la difficoltà di entrare e incidere nel nostro paese, quando si fa qualcosa di nuovo e diverso, l’avete vissuta tutti voi sulla vostra pelle.

E invece dall’estero ci sono realtà, anche prestigiose come dalla Norvegia, dalla Svezia, dal Giappone, dal Brasile, che guardano all’esperienza del fareassieme e de Le Parole ritrovate con interesse, ammirazione e come a una fonte d’ispirazione.»

 

Photo by Wladislaw Peljuchno on Unsplash
Photo by Wladislaw Peljuchno on Unsplash

 

Giovanni Fiori: «Il sottotitolo di questo nostro libro è “La rivoluzione dolce del fareassieme nella salute mentale”. Personalmente ero fortemente contrario a questa scelta di aggettivo.

Non è una rivoluzione dolce, è una vera e propria rivoluzione!

 

O almeno per me così è stato. La prima volta che sono andato a Trento, per conoscere questo nuovo modo di affrontare il tema della salute mentale, ho trovato un altro mondo! Rispetto a quello che conoscevo, ai servizi che frequentavo normalmente, a Roma, dove accompagnavo mio figlio.

Essere accolto, poter partecipare, parlare liberamente per esprimere dubbi, paure, ansie. Condividere le idee con gli altri, cercare di trovare soluzioni insieme, magari riuscire a dare anche una soluzione concreta ad alcune situazioni…

Tutto questo, secondo me, è una rivoluzione grande non è una rivoluzione dolce!

Perché ti cambia il modo di pensare.

 

Photo by Guille Álvarez on Unsplash
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E credo che abbiamo ancora tanta strada da fare, insieme: la rivoluzione deve avvenire in maniera più completa. Ci sono tante roccaforti nelle quali la rivoluzione ancora non è avvenuta.

A volte mi chiedo come mai, dopo vent’anni, sono ancora legato a questo mondo.

Molte cose sono cambiate in meglio (e magari la situazione non è più drammatica come lo era vent’anni fa), non per fortuna ma grazie alla bravura dei medici, di mio figlio stesso, di sua madre, di tutta la rete che si era creata intorno ad Alessandro che non stava bene, mio figlio è riuscito a superare periodi di grande difficoltà.

E nonostante questo io mi trovo ancora a far parte di questo mondo in maniera piena e attiva perché anche se per Alessandro, forse, non ce n’è più necessità ma la necessità esiste nel mondo della salute mentale.

 

Photo by Matheus Ferrero on Unsplash
Photo by Matheus Ferrero on Unsplash

 

Esiste una necessità forte di cambiare il modo di affrontare il tema della salute mentale che mi continua a trascinare dentro.

Che mi continua a far pensare che, forse, vale la pena di combattere ancora un po’, perché è ancora una battaglia, all’interno dei servizi, cercare di far entrare un modo diverso di approcciare questo problema della salute mentale.

Spesso è difficile cercare di superare il muro che ancora, in certi casi, separa gli operatori dal paziente poiché di fatto quella famosa rivoluzione basagliana che ha spostato l’asse dell’intervento medico dall’istituzione (che decide tutto) alla centralità della persona non è ancora avvenuta, in modo completo.

 

Photo by Antenna on Unsplash
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E questo è il principio fondamentale: bisogna dare alle persone modo di esprimersi e di partecipare, non solo perché sia bello farlo ma partecipare per contare, davvero.

Di conseguenza partecipare ai processi decisionali che riguardano la propria vita.

È questa la rivoluzione grande che io non vedo ancora realizzata in molti dei posti che frequento.

Ed è questo il motivo per cui, dopo vent’anni, sono ancora rimasto legato a questo mondo: poiché c’è ancora una lunga strada da percorrere.

E questo libro può darci una mano, in quanto è molto importante avere a disposizione uno strumento per diffondere un modo che riteniamo sia valido nell’affrontare il nostro problema.

Grazie!»

 

Photo by Danielle MacInnes on Unsplash
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Giusto il tempo di un caloroso applauso e poi Giovanni ci racconta come è nata l’idea del libro

 

«Durante un incontro, Massimo ha esclamato: “Non sarebbe bello scrivere un libro?”

Renzo ha subito accolto la proposta con entusiasmo e poi ci ha messi sotto a lavorare, chiedendoci i nostri contributi e dandoci un tempo limite per la consegna… E questo poi l’ha punito perché se li è dovuti leggere tutti! E anche sistemarli e correggerli, per calibrarli tutti sullo stesso mood

 

Infine, nel rispetto di uno dei principi de Le Parole ritrovate, è stata data voce agli ospiti presenti che hanno raccontato le proprie storie e le proprie esperienze di UFE (Utenti e Familiari Esperti nel mondo della Salute Mentale).

 

Il calendario 2019 di Ver.Bene
Il calendario 2019 di Ver.Bene

 

Maria Grazia Fanfarillo, dell’Associazione Ver.Bene: «Sono molto felice di essere qui, oggi!

È come se esistesse un mondo fuori e un mondo de Le Parole ritrovate.

 

Nel nome della nostra associazione c’è un punto: quando chiedo di mettere quel punto è perché sono agguerrita, non mi sento capita. Devo combattere per darmi diritto di cittadinanza, non mi si vede come madre di una persona che ha problemi di salute mentale.

Qui, oggi, con tutti voi il punto posso anche non metterlo.

 

Il movimento de Le Parole ritrovate ha interpretato i bisogni delle persone e ha creato un ambiente in cui le persone quei bisogni li potessero soddisfare.

Parlare di noi stessi non è facile. Ancora oggi, l’ombra dello stigma c’è sempre.

 

In questo modo invece ognuno di noi può esprimersi senza sentirsi giudicato dagli altri.

Il 22 Giugno, a Frosinone, ospiteremo il convegno del Coordinamento del Le Parole ritrovate: vi invito dunque a venirci a trovare per realizzare insieme un altro grande e importante evento!»

 

Photo by Edwin Andrade on Unsplash
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Il Coordinamento Regionale de Le Parole ritrovate – Cultura e pratica della condivisione nelle politiche di salute mentale ha infatti organizzato, a Frosinone, l’Incontro Regionale del Lazio che si è tenuto sabato 22 giugno 2019 (dalle 9:00 alle 17:00) presso la Sala Teatro ASL di Frosinone, in Via Armando Fabi.

L’evento è stato promosso dalle associazioni di volontariato Ver.Bene e Immensa…Mente in collaborazione con Il Coordinamento Nazionale de Le Parole Ritrovate e la Casa del Volontariato di Frosinone.

Sono stati presenti gruppi di familiari‚ utenti e operatori della salute mentale provenienti da diversi territori della Regione Lazio. Le loro esperienze‚ all’insegna del fareassieme‚ sono state raccontate dagli stessi protagonisti‚ nella comune convinzione che lo sviluppo di buone pratiche e la testimonianza di percorsi positivi‚ costituiscano le strategie che‚ di fatto‚ rendono la persona più forte e la predispongono a guardare al futuro con maggiore speranza.

Il convegno ha visto la presenza di Renzo De Stefani, fondatore‚ assieme a familiari‚ utenti e operatori‚ del Movimento de Le parole ritrovate.

 

Durante il convegno è stato proiettato un video contributo che testimonia un bell’esempio di fareassieme: il Festival Insieme per la Musica, realizzato dal Gruppo UFE  Bardanzellu.

Sul palco, insieme, musicisti professionisti e artisti selezionati nei centri diurni e nei CSM (Centri di Salute Mentale) romani.

 

Il gruppo è aperto a tutti e si riunisce ogni mercoledì, dalle 16:00 alle 18:00, al terzo piano di viale Battista Bardanzellu, 8, 00157 Roma (RM) presso il DSM (Dipartimento di Salute Mentale).

 

 

É più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

Albert Einstein

 

E fortissimo è il pregiudizio verso chi soffre di problemi in salute mentale.
…Ma forse insieme ci riusciremo!

 

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto in maniera «dolce»: attraverso la passione e l’impegno quotidiano di migliaia di persone. La rivoluzione di Le Parole ritrovate si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che contano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Un principio semplice, ma purtroppo non scontato.

Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici — e le loro famiglie — sono spesso abbandonate e inascoltate. Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto moltissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. Per una salute mentale più umana e più giusta.

Questo libro racconta la storia di Le Parole ritrovate grazie ai preziosi e variegati contributi di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete. Medici e utenti, operatori e familiari. Tante esperienze — in Italia, ma non solo — che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza e raccontano di un cambiamento possibile, per una salute mentale più umana e più giusta.

 

I curatori

 

Renzo De Stefani
Psichiatra, ha diretto fino al 2018 i Servizi di salute mentale della provincia di Trento, introducendo l’approccio del ‘fareassieme’ che vede coinvolti utenti, familiari, operatori e cittadini secondo logiche di parità e di coproduzione. Il ‘fareassieme’ si è diffuso in Italia e in alcuni paesi esteri facendo di Trento uno dei riferimenti più noti della salute mentale di comunità. È il referente nazionale del movimento Le Parole ritrovate, movimento che aggrega le esperienze di ‘fareassieme’ presenti in Italia e nel mondo

Jacopo Tomasi
Giornalista professionista, da diversi anni si interessa al mondo della salute mentale cercando di raccogliere testimonianze ed esperienze su un ambito spesso fuori dalla luce dei riflettori. Si occupa di comunicazione presso le Edizioni Centro Studi Erickson.

 

 

Cover Photo by Tim Marshall on Unsplash