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DREAM: in un mondo più libero, di cui anche l’impossibile può entrare a far parte

Con gli occhi aperti o chiusi, e tu come sogni?

Arte di Miriam Bendìa

30 agosto 2019

A occhi aperti oppure a occhi chiusi, di notte o di giorno, nel cassetto o realizzati: questa è una mostra che parla di desideri, aspettative, fantasie, paure esorcizzate. Una mostra che permette allo spettatore di dare forma ai propri sogni.

Antonio: «Un qualcosa di inaspettato che esula, completamente, dal comune significato di exhibition

Una mostra che non ti dà delle (semplici) risposte ma ti lascia con (nuove) domande.

 

dreamers - Mostra DREAM | Ph Gruppo UFE
dreamers – Mostra DREAM | Ph Gruppo UFE

 

DREAM. L’arte incontra i sogni (dal 29 settembre 2018 al 5 maggio 2019 25 agosto 2019) completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per il Chiostro del Bramante, iniziata con LOVE. L’arte incontra l’amore (2016) e proseguita con ENJOY. L’arte incontra il divertimento (2017).

 

Anna Maria: «Passo dopo passo, il percorso diventa sempre più coinvolgente e suggestivo, permettendoti di entrare in contatto con l’inconscio e l’onirico.»

Sulle orme di Sigmund Freud e degli Antichi Miti Greci.

 

Jaume Plensa, Chloe's World V, 2018 | Laura Asia, 2015 | Marmo | Courtesy: the artist and Galerie Lelong, Parigi | Ph: Annalisa Esposito - Chiostro del Bramante
Jaume Plensa, Chloe’s World V, 2018 
Laura Asia, 2015 – marmo
Courtesy: the artist and Galerie Lelong, Parigi | Ph: Annalisa Esposito – Chiostro del Bramante

 

Dream è in effetti un percorso allegorico verso la parte più segreta dell’animo umano.

Attraverso l’idea di viaggio viene sviluppato il tema del sogno che costituisce il canale o “la strada reale”, secondo il pensiero di Sigmund Freud, per entrare in contatto con l’inconscio e la dimensione spirituale.
La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo.

Il Sogno può quindi essere rappresentato come il progetto di un mondo parallelo, reale, veritiero, non si tratta solo di immagini deformi prodotte dalle paludi dell’inconscio. Il Sogno costruisce una propria verità che la magia aveva scoperto e che l’arte continua a ricercare.

Danilo Eccher

 

Tsuyoshi Tane, LIGHT is TIME, 2018 | Courtesy of Dorrell.Ghotmeh.Tane / Architects Piattine in metallo e LED Dimensioni variabili Courtesy: Dorrell.Ghotmeh.Tane / Architects Opera site- specific realizzata in collaborazione con Citizen ©Takuji Shimmura | Ph Annalisa Esposito - Chiostro del Bramante
Tsuyoshi Tane, LIGHT is TIME, 2018 | Courtesy of Dorrell.Ghotmeh.Tane / Architects
Piattine in metallo e LED
Dimensioni variabili
Courtesy: Dorrell.Ghotmeh.Tane / Architects
Opera site- specific realizzata in collaborazione con Citizen
©Takuji Shimmura | Ph Annalisa Esposito – Chiostro del Bramante

 

Fausto:«Per uno che non ricorda mai i propri sogni, che senso ha andare a vedere una mostra che si intitola Dream

Anna: «È un peccato non ricordare i propri sogni, in essi c’è tanto di noi e del nostro mondo!»

 

E. Juenger: «La potenza che la fiaba può conferire all’uomo è senza confini.

Solo nei sogni si può ritrovare la stessa capacità di superare spazio, tempo e casualità che essa può dare.

Le favole e poesie si muovono in uno spazio superiore all’accadere. La realtà può attraversare livelli diversi, un po’ come la materia, che può apparire solida, liquida o gassosa, che può anche divenire invisibile.»

La poesia conduce in un mondo più libero, di cui anche l’impossibile può entrare a far parte.

 

Peter Kogler, UNTITLED - 2018 Stampa vinilica Opera site-specific commissionata e prodotta da Dart-Chiostro del Bramante Courtesy: Studio Kogler Ph: Gruppo UFE Bardanzellu - Chiostro del Bramante
Peter Kogler, UNTITLED – 2018
Stampa vinilica | Opera site-specific commissionata e prodotta da Dart-Chiostro del Bramante
Courtesy: Studio Kogler | Ph: Gruppo UFE Bardanzellu – Chiostro del Bramante

 

Il percorso

 

Nella perfetta architettura rinascimentale di Donato Bramante, ci dà il benvenuto il primo omaggio al mondo dei sogni: due imponenti volti femminili dagli occhi chiusi si fronteggiano e accompagnano nell’onirico (Jaume Plensa).

Come Alice nel Paese delle Meraviglie, passiamo attraverso una porta e inizia il nostro viaggio: una donna galleggia sospesa tra sonno e veglia (B. Viola). Nella confusione si perdono i punti di riferimento ma su una duna di sabbia è incastonata una piccola bussola (G. Anselmo), ci aiuterà a orientarci lungo la via al posto del Bianconiglio che è sempre in ritardo.

Una stanza invasa da fasci di sterpi (M. Merz): dall’immersione nella natura si intravedono luci e ombre di figure danzanti (C. Boltanski).

Una passerella ci conduce, in fila per due, oltre un albero sradicato e sospeso (H. Håkansson), accompagnati da una misteriosa creatura fatta di piume che serpeggia, sotto di noi, come una temibile Demogorgone (K. MccGwire). Passo dopo passo, attraverso sculture di legno, ferro e ossa (C. Costa), fino a scoprire la natura nella sua essenzialità, tra cenere e riso (W. Laib), e nella sua grandiosità, racchiusa in maestosi e nobili alabastri (A. Kapoor).

Usciamo infine dalle tenebre per aspirare a una nuova dimensione, una pioggia d’oro rasserena gli animi (T. Tane), mentre suoni e immagini ridonano la dimensione del cosmo (R. Ikeda): un uomo come noi disteso a terra sotto uno sconfinato cielo stellato (A. Kiefer).

Il viaggio prosegue attraverso una soffice caverna, fatta di lana e pitture rupestri (A. Kehayoglou), e dalla natura rigogliosa della Patagonia ci si ritrova improvvisamente in una dimensione labirintica, astratta e geometrica (P. Kogler).

Nel sogno vivono aperture spazio-temporali capaci di estraniare (T. Miyajima), il letto è uno dei luoghi del sogno, dormire come chiave d’accesso ad altre dimensioni (L. Ontani). Il sogno è anche colori, tra dolcezza e armonia (E. Spalletti), è luce e profondità che incanta e lascia intravedere l’infinito (J. Turrell).

 

Wolfgang_Laib - Without Space - Without Body - Without Time, 2018 | Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 20 cm x 17 cm x 80 cm - 17 cm x 13 cm x 74 cm - 65 cm x 69 cm x 10 cm (triangolo). Courtesy : l’artista
Wolfgang LaibWithout Space Without Body Without Time, 2018 |
Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 20 cm x 17 cm x 80 cm – 17 cm x 13 cm x 74 cm – 65 cm x 69 cm x 10 cm (triangolo) | Courtesy: l’artista

 

Wolfgang Laib, Without Space Without Body Without Time

 

Laib è fortemente influenzato dalle filosofie orientali, nelle quali il riso è l’alimento base per la nutrizione del corpo fisico: non a caso qui i chicchi diventano le fondamenta per la casa.

Raccolti e disposti in maniera ordinata e simmetrica, i cumuli del prezioso cereale rappresentano un dono.

Manifestano il senso di Gratitudine nei confronti della Natura che l’artista tedesco racchiude nelle sue opere.

La Casa custodisce la nostra dimensione interiore. Il colore bianco armonizza tutto ciò che accade all’esterno. Il granito, la cui caratteristica è la durevolezza, trattene e condensa le emozioni quotidiane.

 

Wolfgang Laib, Without Space Without Body Without Time, 2018 | Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 20 cm x 17 cm x 80 cm - 17 cm x 13 cm x 74 cm - 65 cm x 69 cm x 10 cm (triangolo) | Courtesy: l’artista | Ph Annalisa Esposito - Chiostro del Bramante
Wolfgang Laib, Without Space Without Body Without Time, 2018 |
Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 20 cm x 17 cm x 80 cm – 17 cm x 13 cm x 74 cm – 65 cm x 69 cm x 10 cm (triangolo) | Courtesy: l’artista | Ph Annalisa Esposito – Chiostro del Bramante

 

La Casa e il Sogno

 

Nei sogni la casa è spesso interpretata come la proiezione di noi stessi. Le stanze corrispondono alle varie parti della nostra psiche, come personalità e affetti.

In generale essa rappresenta se stessi o i valori associati, anche se si tratta di una casa sconosciuta.

 

Wolfgang Laib, Without Space Without Body Without Time, 2018 | Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 65 cm x 69 cm x 10 cm (il triangolo) | Courtesy: l’artista | Ph Annalisa Esposito - Chiostro del Bramante
Wolfgang Laib, Without Space Without Body Without Time, 2018 |
Montagne di riso, tre sculture in granito indiano con ceneri, 65 cm x 69 cm x 10 cm (il triangolo) | Courtesy: l’artista | Ph Annalisa Esposito – Chiostro del Bramante

 

Giulio: «È proprio vero! Infatti a seconda di come mi sento, di giorno, poi, di notte, sogno una casa completamente differente…»

 

La voce del sogno, per questa opera, è di Simona Tabasco.

 

 

Le voci del sogno

 

Completa il progetto Le voci del sogno: per la prima volta al mondo le parole di uno scrittore ispirate alle opere degli artisti protagonisti di Dream e interpretate da 14 attori italiani accompagnano il pubblico in mostra attraverso una audioguida.

14 racconti inediti di Ivan Cotroneo diventano evocazione in un percorso straordinario, libero da confini didattici, capace di amplificare, capace di creare un altro sogno.

Le voci: Valeria Solarino, Valentina Cervi, Matilda de Angelis, Marco Bocci, Simona Tabasco, Giuseppe Maggio, Matteo Oscar Giuggioli, Alessandro Roja Alessandro Preziosi, Angela Baraldi, Brando Pacitto, Isabella Ferrari, Giulia Bevilacqua e Cristiana Capotondi.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover: i sogni dei dreamers – Mostra DREAM | Ph Gruppo UFE Bardanzellu

 

L’articolo fa parte del progetto Insieme per l’Arte ed è stato realizzato in collaborazione con alcuni membri del Gruppo UFE Bardanzellu: Giovanni, Fausto, Anna Maria, Nadia, Anna, Antonio, Giulio e Paola.