Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi

Le vite di tre donne che per molti anni non hanno avuto voce e ora sono pronte a cambiare il proprio destino

Film, Just Viewed, Rubriche di Miriam Bendìa

6 settembre 2019

Il palinsesto di questa 76a Mostra del Cinema è intenso e ricco fino all’ultimo giorno: oggi, in Sala Darsena (alle 14:15), una proiezione da non perdere: Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi.

Nata nel 1984 in Afghanistan, emigrata in Slovacchia a 17 anni e tornata a vivere a Kabul nel 2012.

Prima e unica donna afgana ad aver conseguito un dottorato di ricerca nel campo del cinema, ha realizzato numerosi corti e documentari. Nel 2009 firma il suo primo documentario di successo, Afghan Women behind the Wheel. Dallo scorso maggio è inoltre la prima donna a ricoprire la carica di direttore generale dell’Afghan Film Organization (AFO), società di produzione cinematografica statale.

 

Photocall Hava, Maryam, Ayesha | Credits La Biennale di Venezia Ph ASAC
Photocall Hava, Maryam, Ayesha | Credits La Biennale di Venezia Ph ASAC

 

Su 21 pellicole in concorso a Venezia, solo 2 sono stati girati da donne: The Perfect Candidate e Babyteeth.

I numeri cambiano, ma non troppo, nella sezione Orizzonti, dedicata a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale. Qui i film diretti da registe sono 4 su 19.

 

Sahraa Karimi: «Oggi Kabul è un mosaico di storie di donne che hanno vissuto la guerra e perso molto nella guerra. Storie mai raccontate, di solitudine e sofferenza.»

Tre donne afgane di diversa estrazione sociale, residenti a Kabul, devono affrontare una grande sfida nelle loro vite.

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Hava, una donna legata alle tradizioni, incinta, della quale non importa niente a nessuno, vive con i suoceri.

La sua unica gioia consiste nel parlare con il bambino che ha in grembo.

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Maryam, una colta giornalista televisiva, sta per divorziare dal marito infedele, il quale scopre che è incinta.

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Ayesha, una ragazza di diciotto anni, accetta di sposare il cugino, poiché il ragazzo che l’ha messa incinta è scomparso dopo aver saputo della sua gravidanza. Deve pertanto trovare un dottore per abortire e ritrovare la verginità.

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Per la prima volta, ciascuna di loro deve risolvere il proprio problema da sola.

Ci riusciranno? Certo lo spettatore non riesce a non tifare per loro, fin dalla prima scena!

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Sahraa Karimi: «Essendo una regista donna originaria dell’Afghanistan, mi sono ripromessa di raccontare le storie delle mie connazionali che cercano di cambiare la propria vita all’interno di una società tradizionale.

Viaggiando in diverse città e villaggi afgani, ho raccolto dal profondo del Paese storie vere di donne come Hava, Maryam e Ayesha.

 

Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon - Noori Pictures
Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Hava è il prototipo della casalinga afgana, Maryam è una donna colta, un’intellettuale, e Ayesha è un’adolescente della classe media. Tutte stanno tentando di non arrendersi alla società patriarcale che è stata loro imposta.

Le decisioni che prendono sono una forma di resistenza a una vita pre-determinata.»

Il mio obiettivo è quello di raccontare le vite di donne che per molti anni non hanno avuto voce e ora sono pronte a cambiare il proprio destino.

«Mi sono accorta quasi subito che il cinema mi dava sollievo
Già a 15 anni infatti recita in due film iraniani.

 

Ogni film realizzato in Afghanistan è una specie di miracolo. In un momento in cui il futuro dell’Afghanistan è in bilico, ci ricorda tutto ciò che è in gioco per milioni di donne afghane, che meritano la libertà, l’indipendenza e la sicurezza di fare le proprie scelte,

L’appello di Angelina Jolie, in un messaggio alla Mostra del Cinema di Venezia per supportare questo primo film indipendente dall’Afghanistan, interamente girato con cast tecnico e artistico locale ed anche il primo diretto da una donna.

La regista Sahraa Karimi ha ringraziato il direttore del festival Alberto Barbera per la possibilità di: «Attirare l’attenzione sui problemi che il Paese sta affrontando, in particolare la necessità di garantire i diritti delle donne in Afghanistan».

Sahraa Karimi: «Il mio film racconta la vita delle giovani donne nell’Afghanistan contemporaneo.»

Mostra la grazia, la bellezza e lo spirito delle donne afghane rispetto al matrimonio, all’amore, all’amicizia, nella famiglia e nella maternità.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover: Hava, Maryam, Ayesha di Sahraa Karimi | Ph Credits Shahabi Katayoon – Noori Pictures

 

Hava, Maryam, Ayesha: regia di Sahraa Karimi, nella sezione Orizzonti al Festival del Cinema di Venezia 2019.
Un film con: Arezoo Ariapoor, Fereshta Afshar, Hasiba Ebrahimi.
Genere drammatico, Afghanistan (2019), durata 86 minuti.
Oggi tra i film al cinema.