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Catia Fucci: ho realizzato il mio sogno di danzare come una Geisha

Sulle orme di Mineko Iwasaki, l'unica sensei italiana che pratica (e insegna) la danza tradizionale giapponese.

Rubriche, Yoga & Oroscopo di Miriam Bendìa

9 settembre 2019

Quando e come ti sei innamorata della danza tradizionale giapponese?
Le arti tradizionali giapponesi mi sono sempre piaciute. In generale apprezzo ciò che è tradizionale e antico!

Tra tutte le arti ritengo che soprattutto la danza avvicini molto ogni tipo di persona e di cultura.

Durante il mio primo viaggio in Giappone, ho avuto la fortuna di assistere a una performance di una Maiko (apprendista Geisha), a pochi metri da me.

Avevo indossato un incantevole kimono in suo onore, cosa che è stata apprezzata molto sia da lei che dall’interprete.

Siamo diventate amiche e sono rimasta in contatto con lei, anche negli anni successivi. Ci scambiavamo lettere e regali con Satonochan.

Purtroppo a causa delle rigide regole del suo mondo, questa artista ha deciso di rinunciare alla carriera da Geisha, a pochi mesi dal suo debutto come Geiko. Un vero peccato!

In principio conoscevo solo la danza delle Geisha, molto femminile e iconografica, poi ho visto alcuni spettacoli di Kabuki moderno e li ho trovati divertenti… E mi sono appassionata anche a questo genere.

In particolare, ho assistito ad uno spettacolo di Kabuki molto bello, due anni fa, con la mia prima sensei. Dopo una lunga lezione, mi ha gentilmente invitata a vedere questa incredibile performance.

Che emozione ho provato, quando mi ha detto che sul palco ci sarebbe stato anche il mio attore preferito, Ichikawa Ebizō XI.

Spero di poterlo rivedere presto e, magari, di farmi autografare il mio maneki kanzashi (un ornamento per capelli che le Maiko indossano nel mese di dicembre).

 

Catia Fucci e una sua allieva, alla 25a edizione del Festival per l'Hanami della Camelia (a Velletri), insieme alla Dott.ssa Mariko Shikakura, Capo Ufficio Culturale e Stampa dell’Ambasciata del Giappone a Roma
Catia Fucci e una sua allieva, alla 25a edizione del Festival per l’Hanami della Camelia (a Velletri), insieme alla Dott.ssa Mariko Shikakura, Capo Ufficio Culturale e Stampa dell’Ambasciata del Giappone a Roma

 

Che tipo di danza pratichi?
Studio danza tradizionale giapponese da 12 anni: mi esibisco con il nome d’arte di Lady Murasaki [むらさき].
Inizialmente ho intrapreso solo la ricerca sulla danza delle Geisha.

Ho sempre letto molti libri su queste danzatrici raffinate, poi ho deciso di approfondire le mie conoscenze sulla danza, seguendo anche un corso privato da una Sensei che insegna l’arte Jiutamai. Infine, come dicevo, ho iniziato a studiare anche Kabuki moderno.

 

Hai dunque appreso questa antica arte tradizionale da sensei giapponesi?
Ho iniziato a studiare in una scuola gestita esclusivamente da giapponesi.

Ora prendo lezioni private da un’altra sensei giapponese (Sayurisan), sempre in Italia, e quando vado in Giappone da una sensei di Tokyo.

 

Catia Fucci sul palco
Catia Fucci sul palco

 

I costumi e gli oggetti di scena, nelle tue performance, sono originali giapponesi?
Tutti i miei costumi sono originali giapponesi: adesso ho una discreta collezione di kimono, obi (le “cinture” dei kimono), hana kanzashi (gli ornamenti floreali per capelli), ombrellini, ventagli da danza… E tanti altri oggetti che mi servono per le esibizioni.

Ho iniziato la mia collezione di kimono, composta sia da furisode sia da modelli più sobri, ormai dodici anni fa.

Il furisode (振袖) è il tipo più formale di kimono (escludendo il jūnihitoe), fatto di seta molto pregiata e colorata. Letteralmente significa maniche svolazzanti (da furi, svolazzante e sode, maniche).

I furisode sono infatti facilmente riconoscibili per le loro lunghe maniche che variano in media tra il metro e i centosette centimetri di lunghezza.

Quando ho iniziato a studiare, avevo bene in mente cosa volevo fare: per me non è mai stato un semplice passatempo. Desideravo esibirmi e volevo insegnare, quindi negli anni ho cercato vari tipi di kimono, in seta, ricamati, o dipinti. Adesso ne ho un discreto numero!

Prediligo i furisode, quando mi esibisco nelle danze femminili, poiché sul palco non ci sono limiti di età, né regole di trucco, che invece sono imposti alle Geisha.

Ho anche diversi ventagli pregiati, circa trenta: sono riuscita a scovare anche un sensu antico tutto dipinto a mano (da un lato ha un ramo di sakura, il ciliegio, e dall’altro dei momiji, le foglie d’acero giapponese).

 

Catia Fucci e il Kabuki Moderno
Catia Fucci e il Kabuki Moderno

 

Se i lettori di Just Baked volessero apprendere questa antica arte potrebbero prendere lezioni da te?
Certo! Contattatemi sulla mia fanpage: sono sempre molto felice di insegnare quest’arte perché, come ho già detto prima, è molto femminile e anche divertente!

La mia Mission: vorrei riuscire a far appassionare quante più persone possibili alla danza giapponese.

Anche perché essendo l’unica in tutta Italia che la esegue professionalmente, sarebbe bello espandere a più artisti questa tradizione.

 

Catia Fucci alla 25a edizione della Festa per l'Hanami della Camelia
Catia Fucci alla 25a edizione della Festa per l’Hanami della Camelia

 

Un tuo sogno nel cassetto?
Formare un gruppo che mi segua nelle esibizioni, che creda nel valore di questo genere di danza, a dir poco unica, che capisca lo spirito di quest’arte sublime… E non solo per vantarsi di essere su un palco!

Vorrei anche seguire l’esempio della mia eroina Yumeya: insieme al suo gruppo, si esibisce per i bambini ammalati e costretti a restare in ospedale, per lunghi periodi.

Insomma essere una sorta di Patch Adams in stile giapponese.

 

Catia Fucci a Cultura Moderna con Teo Mammuccari
Catia Fucci a Cultura Moderna con Teo Mammuccari

 

Un progetto importante per il futuro?
Ho molti progetti per il futuro e mi auguro, attraverso le mie esibizioni nei festival e nelle trasmissioni televisive, di avere visibilità e inviti non solo in Italia ma anche all’estero.

 

Quale danzatrice o danzatore giapponese contemporaneo ammiri o ti ispira particolarmente?
Ammiro molto Mineko Iwasaki, la cui storia è stata rappresentata “metaforicamente” nel noto film Memorie di una Geisha. È una leggenda vivente, per me sarebbe un grande onore poterla incontrare.

Per quanto riguarda il Kabuki moderno, invece, seguo (e ammiro) da 10 anni un gruppo di danzatori giapponesi: i Manjushaka. Si sono esibiti in numerosi spettacoli anche in Italia, a Firenze, guidati dalla leader Yumeya.

Conosco personalmente tutto il gruppo, i cui membri principali sono una famiglia: la madre e le due sorelle, la minore ora è appunto la direttrice artistica. Sono anche stata ospite nella loro casa in campagna, non molto distante da Tokyo.
Yumeya Fujinaka mi ha colpita fin dalla prima volta in cui ho assistito alla sua esibizione: mi si è aperto un mondo nuovo, ho scoperto uno stile di danza completamente differente. Professionale sì ma anche molto divertente!

 

Catia Fucci durante una lezione in Giappone (2019)
Catia Fucci durante una lezione in Giappone (2019)

 

Quando sei stata l’ultima volta in Giappone e perché?
Ho fatto il mio nono viaggio in Giappone proprio a fine maggio 2019.

Lo scopo principale ovviamente è prendere lezioni private di grande valore, come infatti sono riuscita a fare con un bravo Sensei, sempre di Tokyo (Tsunahitosan), ma la parte più emozionante è che ho eseguito la mia lezione assieme ad una vera Geisha.

È un onore concesso a pochissime persone, e sempre su presentazione di altri colleghi giapponesi: loro basano tutto sulla fiducia nei rapporti di lavoro e personali.

 

Catia Fucci durante una lezione in Giappone (2019)
Catia Fucci durante una lezione in Giappone (2019)

 

È stato molto bello e intenso! All’inizio ero un po’ nervosa, ma credo sia normale di fronte a maestri così seri e professionali.

Il Sensei però era molto felice di vedere che un’italiana segue così appassionatamente questo stile di danza e mi ha guidato con piacere, passo dopo passo.

Il tempo è volato e, dopo la lezione, mi sono sentita arricchita dall’esperienza, come essere umano e come artista.

 

 

Se non fossi Catia Fucci, la vita di quale personaggio storico avresti desiderato vivere e perché?
Se non fossi Catia Fucci, avrei voluto essere una Geisha di fama e talento leggendari, proprio come Mineko Iwasaki.

Questo poiché lei è stata non solo una grandissima artista, ma anche una donna giapponese che ha fatto proposte molto moderne e lungimiranti, ai suoi colleghi, per migliorare il sistema di esibizioni e di insegnamento negli Hanamachi (i quartieri delle Geisha).

Purtroppo non è stata ascoltata, nonostante la sua fama e il suo prestigio, e ha quindi fatto un gesto molto eclatante: si è ritirata al culmine della sua popolarità e numerose Geisha e Maiko (apprendiste) l’hanno seguita.

 

La Geisha Mineko Iwasaki
La Geisha Mineko Iwasaki

 

Era infatti ancora molto giovane Mineko Iwasaki, quando decise di ritirarsi a vita privata: aveva 29 anni ed era la geisha più famosa del Giappone, tanto da essere chiamata a intrattenere ospiti illustri del calibro della Regina Elisabetta II.

Si ritirò, la corteggiatissima Mineko, sperando di scuotere quel mondo uguale a se stesso da troppo, troppo tempo. Voleva dare un segnale, voleva studi ed educazione al passo coi tempi per sé e per le sue colleghe.

Ma ottenne un solo risultato: settanta Geisha di altissimo livello si ritirarono subito dopo di lei. Nonostante ciò, le rigide tradizioni delle okiya (le case delle Geisha) non cambiarono, mentre invece calarono drasticamente le vocazioni.

Ecco questo è il genere di artista che mi ispira: seguire la tradizione va bene, ma non bisogna essere eccessivamente rigidi. Al contrario, sempre umili e aperti verso gli altri e verso il mutare dei tempi che viviamo.

 

Catia Fucci
Catia Fucci

 

Cosa ti dicono i giapponesi quando gli racconti che studi la loro danza tradizionale? Apprezzano l’ammirazione da parte di un’artista italiana?
Ho iniziato a seguire dei master intensivi a Tokyo, da 3 anni. Le lezioni sono molto costose ma belle e interessanti.

Nei miei viaggi in Giappone, ho ovviamente avuto modo di conoscere diversi giapponesi, che rimangono basiti quando dico loro che studio danza giapponese da 12 anni.

Alcuni mi hanno addirittura ringraziata, inchinandosi.

Per me è stato un momento molto emozionante! Ho sentito, nel cuore, che tutti gli sforzi (e le difficoltà affrontate) sono pian piano ripagati.

Non solo dai ringraziamenti e dal rispetto degli stessi giapponesi, ma anche dall’entusiasmo delle persone che ho la possibilità di incontrare durante le mie esibizioni.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Catia Fucci (in arte Lady Murasaki) nasce a Grosseto (Toscana).
Da sempre appassionata della cultura del Sol Levante, inizia presto a coltivare un grande sogno: poter danzare come una Geisha.
Dovrà però attendere fino al 2007, per realizzare la propria aspirazione, anno in cui si iscrive ad un’associazione che apre un corso di danza giapponese.
Si forma qui, per 5 anni, poi si dedica all’approfondimento di altri stili di danza quali il Kabuki Moderno e la danza Jiutamai, seguendo workshop privati con una Sensei giapponese molto professionale.
Nel frattempo continua a studiare per approfondire la sua cultura sull’arte e in particolare sulla figura della Geisha attraverso i vari passaggi della carriera. Viaggia spesso in Giappone dove, nel 2017, ha la fortuna di conoscere una Sensei di Tokyo da cui prende lezioni private.
Si esibisce in vari festival, nazionali e internazionali, apre la sua scuola di danza giapponese tradizionale e partecipa a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche.
Fra il 2018 e il 2019, con una danza di Kabuki moderno vince il concorso indetto da un giornale della sua città, Il Giunco.
Viene convocata due volte in Sicilia per delle esibizioni artistiche, prima al Japan Fest poi alla famosa fiera siciliana Etnacomics, dove riscontra un grandissimo successo.
A settembre 2018 partecipa ai workshop di danza, trucco oshiroi e vestizione del kimono del Festival #AGeishaDay: le 4 Geisha protagoniste del festival, colpite dal suo talento e dalla sua storia personale, la invitano a salire sul palco della manifestazione per danzare insieme a loro.
Ad aprile 2019 partecipa alla 25a edizione del Festival per l’Hanami della Camelia (a Velletri). Qui incontra e riceve i complimenti della Dott.ssa Mariko Shikakura, Capo Ufficio Culturale e Stampa dell’Ambasciata del Giappone a Roma. Si esibisce in una serie di danze tradizionali, alternandole a conferenze e workshop per gli ospiti del festival.
Parte successivamente per il suo nono viaggio in Giappone, dove ha l’onore di studiare con un bravissimo Sensei, Tsunahito, che insegna sia agli attori Kabuki sia alle Geisha. Durante una delle sue lezioni, il Sensei la fa esercitare in una splendida coreografia insieme ad una famosa Geisha di Tokyo.
Ritornata quindi in Italia, prosegue l’insegnamento nella sua scuola scuola di danza Yamafuji e si prepara, con alcune allieve, per gli eventi autunnali (a Grosseto e in altre location) e per le prossime esibizioni in programmi televisivi d’arte e d’intrattenimento.