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Una storia dimenticata (e ritrovata) di violenza di genere e disparità: “La prima donna” di Tony Saccucci

Emma Carelli muore in maniera cruenta nel 1928, l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia.

Film, Musica di Miriam Bendìa

1 ottobre 2019

Lunedì 14 ottobre alle ore 20.30, la Festa del Cinema di Roma entrerà nelle sale del Teatro dell’Opera per l’anteprima mondiale de La prima donna, il nuovo film documentario di Tony Saccucci, con protagonista Licia Maglietta.
Soggetto di Tony Saccucci, da un’idea di Carlo Fuortes.

La proiezione rientra nel programma delle preaperture della quattordicesima edizione della manifestazione, che si svolgerà dal 17 al 27 ottobre 2019.

 

Emma Carelli in Iris (1899) | Teatro Costanzi
Emma Carelli in Iris (1899) | Teatro Costanzi

 

Con la sua opera seconda, Tony Saccucci – già autore de Il pugile del duce, menzione speciale ai Nastri d’Argento come Migliore opera prima – racconta la vicenda dimenticata, ritrovata e clamorosa di Emma Carelli.

Diva assoluta del teatro d’opera, osannata in tutto il mondo nei primi del ’900, e una delle prime donne manager italiane, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) dal 1912 fino al 1926.

 

 

Soprano acclamata in Italia, in Europa, fino in Sudamerica, riuscì a trionfare anche come impresaria in un ambiente dominato esclusivamente da uomini portando nel suo teatro, per la prima volta in Italia, Picasso, i Balletti russi e i Futuristi.

Popolarissima e insieme innovatrice, carattere indomito, libera, emancipata, sin da giovane manifestò un’indole tale da farle tenere testa a colleghi più maturi, ai concorrenti degli altri Teatri, addirittura all’autorità massima e temuta del Maestro Arturo Toscanini.

E al capo del nuovo regime, Benito Mussolini. Molto, tanto, troppo, per una donna in quegli anni.

 

Emma Carelli in Iris (1899) | Teatro Costanzi
Emma Carelli in Iris (1899) | Teatro Costanzi

 

Arrivata allo zenith della considerazione pubblica, Emma Carelli inizia durante il fascismo a subire contraccolpi dalla sfera privata e da quella politica. Nel 1926 il Governo la estromette improvvisamente dalla direzione del suo teatro, perché – recita un resoconto redatto dalla polizia segreta fascista – “come donna ha sviluppato un carattere indipendente che le fa assumere atteggiamenti di superiorità verso chicchessia”.

Nell’Italia che si avvia verso il regime autoritario Carelli vede la fine del suo teatro, del suo matrimonio, della sua parte di protagonista nel mondo dello spettacolo.

Muore in maniera cruenta nel 1928, l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia.

La prima donna di Tony Saccucci – prodotto da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma – racconta questa storia di disparità e violenza di genere attraverso documenti originali e inediti, testuali, fotografici e sonori. Preziose immagini di importanti archivi nazionali e esteri, primo tra tutti l’immenso Archivio storico Luce. Film del cinema muto usati come materiale narrativo.

 

Licia Maglietta in La prima donna
Licia Maglietta in La prima donna

 

E riprese originali dentro il tempio del Teatro dell’Opera di Roma, dove Emma Carelli è interpretata da un’attrice del calibro di Licia Maglietta.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover Photo by Inset Agency on Unsplash