Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Dal 17 al 27 Ottobre, la magia della Festa del Cinema di Roma 2019

Torna il rito del red carpet in una festa "diva e adolescente".

Film di Miriam Bendìa

4 ottobre 2019

Il Cinema è un’affascinante macchina del tempo che può proiettarci verso il passato o anticipare quello che sarà, ma che soprattutto unisce, spinge le persone a stare insieme, a condividere sogni ed emozioni.

È una magia. E siamo pronti a viverla ancora una volta alla Festa del Cinema di Roma 2019.

 

«Il primo motivo del successo della Festa del Cinema va cercato nell’amore dei romani per i film, per i mondi e i sogni che essi schiudono, per chi li crea e per chi li interpreta.»

A Roma si vive e si respira il cinema come in poche altre città del mondo.

Nicola Zingaretti

 

Your Mum and Dad
Your Mum and Dad

 

Laura Delli Colli (Presidente di Fondazione Cinema per Roma): «Ci siamo, all’Auditorium torna il rito del red carpet: arriva una Festa che ha la freschezza dei suoi quattordici anni ma ha scelto – con l’icona di Greta Garbo che la rappresenta nell’immagine – di comunicare come sempre il fascino del divismo immortale con un cinema che guarda anche al futuro.

Quella di quest’anno sarà una festa adolescente e un po’ diva!
…E come l’età della manifestazione, sarà una festa quattordicenne, l’età degli adolescenti, della curiosità, che spinge a scoprire tanti percorsi nella vita, e spero che questo valga anche per il pubblico che andrà al cinema.

Le scelte di Antonio Monda lo confermano in un cocktail di forte internazionalità e rigore assoluto, con un tocco di angostura nell’amaro di certe storie ma con un retrogusto dolce o piccante nella scelta dei protagonisti in arrivo a Roma.

Lascio al Direttore il privilegio di illustrare titoli e protagonisti in arrivo, ma mi prendo la libertà di seguire altri fil rouge che si leggono in filigrana in quest’edizione: con la musica, il tema dell’ambiente e della sostenibilità che vorrei sempre di più attraversasse il “nostro” modo di costruire la Festa, come gli eventi che Fondazione promuove sul territorio tutto l’anno.

E, non ultima, l’attenzione al femminile, tema centrale che filtra in modo non scontato dal nostro viaggio.

È un privilegio avere il nuovo film di Cristina Comencini, Tornare, con una storia forte, coinvolgente, che indaga nel passato e nei turbamenti dolorosi di una donna non più giovane affidandone il ruolo da protagonista a Giovanna Mezzogiorno.

 

Tornare
Tornare

 

E sono piccoli “gioielli” il documentario Your Mum and Dad diretto dalla regista Klaartje Quirijns come The Farewell di Lulu Wang, un dramma familiare tra tradizione e modernità, a Roma con la sua regista al seguito.

Ancora: Share di Pippa Bianco, se avessimo un premio per la migliore esordiente, ci segnala Rhianne Barreto, giovanissima e già straordinaria in un film che potremmo sintetizzare come una riflessione sulla violenza sessuale ai tempi dei social network (Pippa Bianco già nel 2015 conquistò la Cinefondation del Festival di Cannes con un corto che ha preceduto questo “lungo”).

Per un’Antigone in chiave moderna e, dicendolo con una parola molto usata, certamente antisovranista, Roma porta sul red carpet l’attrice protagonista Nahéma Ricci e la regista Sophie Deraspe.

Non posso dimenticare due icone che continuano a parlare di una femminilità piena, portatrice di una saggezza che al talento e alla bellezza di sempre aggiunge il fascino della
maturità: La belle Époque fa tornare a Roma un’attrice molto amata dal cinema italiano come Fanny Ardant e la Festa, tra tanto protagonismo maschile, nel romanissimo Satyricon offre il palcoscenico a Lucia Bosé per un ricordo di quel set felliniano.

Parlano di donne, anche se diretti da uomini, film come Judy, con l’ultima tournée londinese di Judy Garland, interpretato da una straordinaria Renée Zellweger.

Come Willow di Milcho Manchevski – anteprima mondiale di un film che mette a fuoco con delicatezza ma con assoluto realismo il tema della maternità.

Come Military Wives di Peter Cattaneo (ricordate Full monty?), la storia di una donna, interpretata da Kristin Scott Thomas, moglie perfetta (e infelice) accanto a un militare troppo austero e assente: troverà l’antidoto all’ansia e alla solitudine in un “piccolo gruppo” allegro e solidale ante litteram.

 

Downton Abbey
Downton Abbey

 

È al femminile anche la storia di un amore diverso in Deux di Filippo Meneghetti e il regista affronta con raffinatezza il racconto dell’amore “maturo” tra Martine Chevallier e Barbara Sukova.

Santa subito, infine è nel documentario di Alessandro Piva, la storia vera e drammatica della ventitreenne Santa Scorese uccisa nel ’91 a Palo del Colle.

Senza dimenticare un film come Downton Abbey con le sue meravigliose protagoniste.

Appuntamenti da non mancare, preceduti, tra l’altro, come preapertura in prima mondiale, dal bel ritratto de La prima donna, opera seconda di Tony Saccucci che riscopre la storia di Emma Carelli, diva del teatro d’opera, tra le prime manager proprio del prestigioso Costanzi di Roma. Libera ed emancipata ma proprio per questo discriminata fino all’estromissione dal suo ruolo da parte del Fascismo.

Per chiudere, un’icona senza bisogno di molte sottolineature, la magnifica attrice che condivide con Bill Murray il riconoscimento alla carriera di questa Festa: Viola Davis, non solo The Help ma Oscar® per Barriere come Migliore attrice non protagonista. Oltre alla sua professionalità e al suo talento, è una vera combattente per i diritti, non solo delle donne e questo aggiunge valore al valore artistico di questa scelta.»

 

Motherless Brooklyn
Motherless Brooklyn

 

Antonio Monda (Direttore artistico della Festa del Cinema): «Negli ultimi tre anni, l’Oscar® per il Miglior film è andato per due volte a pellicole presentate alla Festa, Moonlight e Green Book, il primo dei quali presentato addirittura in apertura.

È un attestato chiaro e imprescindibile della qualità delle scelte operate e del rapporto di reciproca fiducia che si è stabilito tra il miglior cinema mondiale e la nostra manifestazione: la Festa è diventata il palcoscenico dove vengono presentati i film che poi vincono gli Oscar®.

Entusiasta della professionalità e qualità dimostrata in occasione del premio alla carriera (2018), Martin Scorsese ha scelto Roma per presentare lo splendido The Irishman, il film più atteso dell’anno.

Ma non si tratta dell’unica pellicola di prima importanza che presenteremo in questa edizione: Motherless Brooklyn – I segreti di una città, il magnifico noir scelto per la serata di apertura, Waves, riguardo al quale pronostico un grande futuro. Per non parlare di Pavarotti, il documentario di Ron Howard dedicato al grande tenore italiano, o tanti film provenienti da cinematografie meno note, quali ad esempio l’Estonia, il Libano e la Macedonia.

La lista dei grandi artisti che interverranno quest’anno è ancora una volta lunga e di primissimo ordine.

Gli Incontri Ravvicinati si è rivelata infatti la sezione che ha caratterizzato maggiormente la nuova linea della Festa, e una delle novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che gli ospiti tratteranno spesso un tema specifico: Olivier Assayas parlerà ad esempio della Nouvelle Vague, Bertrand Tavernier dei grandi registi francesi che non hanno fatto parte di quel momento rivoluzionario del cinema, mentre Ethan Coen svilupperà un tema a sorpresa (sono tenuto al segreto, ma garantisco che si tratta di qualcosa di inaspettato e molto divertente).

Come ogni anno interverrà un grande scrittore a condividere il proprio amore per il cinema: quest’anno sarà Bret Easton Ellis, che analizzerà i più bei film degli anni settanta.

Tra i tanti Incontri Ravvicinati sono infine felice di citare quello con John Travolta, che ripercorrerà le tappe della sua carriera.

La qualità e la quantità della partecipazione rappresenta l’ennesima prova del fatto che alla Festa le star non si limitano a fare il red carpet o a presenziare alla prima di un film, ma a condividere con gli spettatori il proprio amore per il cinema

A celebrare e festeggiare, dialogando con un pubblico sempre più attento, entusiasta e appassionato.

 

Trois Jours et Une Vie
Trois Jours et Une Vie

 

 

 

I numeri della quattordicesima edizione

 

33 film e documentari nella Selezione Ufficiale | 3 Tutti ne parlano | 11 Eventi Speciali
13 Incontri Ravvicinati
15 Duel | 13 Fedeltà/Tradimenti
7 Preaperture
12 Omaggi e Restauri | 2 Retrospettive
9 Riflessi
7 Film della nostra vita
9 Eventi per il sociale e per l’ambiente | 19 Altri eventi della Festa

25 Paesi partecipanti
Albania, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Estonia, Francia, Germania India, Italia,
Lettonia, Libano, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Paesi Bassi, Qatar, Regno Unito, Russia, Stati
Uniti, Svezia, Svizzera, Ungheria

 

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover: L’Uomo senza Gravità di Marco Bonfanti | Elio Germano & Silvia D’Amico | Ph Iacovelli Izayed