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Oltre lo Smartworking c’è l’Healthworking

La nuova frontiera del benessere sul lavoro.

Digital & the City, Rubriche di Sabina Belli

29 Ottobre 2019

La prima e ultima volta che ho timbrato il cartellino è stato oltre venti anni fa.

So di essere fortunata, perché gestire i propri obiettivi professionali in un contesto lavorativo che prescinde i confini delle otto ore di fantozziana memoria, è un lusso che non tutte le aziende ancora concedono.

Il concetto di smartworking è (solo) in teoria sdoganato: se ne parla tanto, ma non lo si pratica ancora del tutto. Sia chiaro, lavorare in modalità “agile” non è sinonimo di telelavoro, quanto di capacità di lavorare ovunque.

Non è un tema logistico, ma culturale, e fa scopa con la consapevolezza che per essere produttivi ed efficaci, non è necessaria una scrivania assegnata, quanto avere gli strumenti idonei per raggiungere i propri obiettivi di business, dovunque ci si trovi e in qualunque momento, svincolati da una postazione fisica prestabilita e pre-accessoriata.

Comprendere e fare proprio lo smartworking implica un cambiamento di paradigma, perché impone la logica del lavoro orientato al risultato, indipendentemente dalle ore “timbrate”.

 

Photo by Anupam Mahapatra on Unsplash
Photo by Anupam Mahapatra on Unsplash

 

Contemporaneamente e in parte connesso al concetto di lavoro smart, sta prendendo forma il cosiddetto lavoro healthy, sano. Ergo, lavorare in modo intelligente non basta più, oltre gli obiettivi e le scorecard c’è il benessere.

Nel momento in cui non esiste più un confine netto tra work e life, il work-life-balance assume un significato completamente differente.

Finalmente le aziende hanno capito che per incrementare l’efficienza e la produttività è necessario prendersi cura della salute e del benessere dei propri dipendenti.

Si chiama WHP, Workplace Health Promotion ed è il programma dell’Organizzazione mondiale della Sanità che promuove la salute attraverso corretti stili di vita professionali, perché il lavoro non può essere davvero intelligente senza essere sano.

 

Photo by bruce mars on Unsplash
Photo by bruce mars on Unsplash

 

Qualche esempio concreto di cosa si può trovare oggi all’interno di alcuni uffici?

Asili, palestre con corsi di Yoga, Pilates e Crossfit. Servizi di tintoria, sartoria e consegna di frutta e verdura fresche. Numeri verdi per parlare con lo psicologo in caso di stress o necessità di un confronto. Competizioni sportive che invitano a creare squadre in cui vince chi totalizza il maggior numero di passi per favorire il movimento, ma anche il team building. Cartellonistica dislocata nelle aree a maggior affluenza come reception e mense, che promuove i più disparati temi di welfare, dalla dieta, allo sport, e più in generale al volersi bene.

La domanda sorge spontanea: quale sarà il prossimo passo?

Le assistenti digitali come Alexa e Siri, la digital transformation, Iot e Intelligenza Artificiale, saranno in grado di creare dei cloni del nostro io professionale, in grado di sostituirci durante la pausa pranzo o mentre siamo in ferie, di rispondere al telefono al posto nostro, e più in generale di essere il nostro alter ego, quando avremo voglia di riposarci un po’ o più semplicemente di goderci un po’ di benessere?

Personalmente non vedo l’ora di scoprirlo!

Sabina Belli

Cover Photo by Prem Patel on Unsplash