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The Irishman: il coronamento del gangster movie

Tre ore e mezza di film che scorrono velocemente senza nessun peso.

Film, onefilm oneday, Rubriche di Ludovica Casula

6 novembre 2019

Perché tre persone mantengano il segreto, due devono essere già morte.

Frank Sheeran

 

The Irishman, l’ultima opera di Martin Scorsese, è stato presentato il 21 Ottobre in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Prodotto da Netflix (dal 27 novembre disponibile) è uno dei film più attesi dell’anno.

 

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The Irishman | Ph Credit Niko Tavernise Netflix

 

Basatosi sul libro L’irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa di Charles Brandt, il regista ci mostra attraverso la prospettiva di Frank Sheeran (Robert De Niro), ex trasportatore italoamericano divenuto poi sicario di mafia, gli episodi del secondo dopoguerra: dall’uccisione di John Fitzgerald Kennedy alla scomparsa di Jimmy Hoffa (Al Pacino), sindacalista statunitense amico di Frank.

Scorsese non vuole solo farci partecipi di questi momenti storici ma ci accompagna nell’animo del protagonista, facendoci conoscere la sua difficoltà nel costruire e nel cercare di mantenere legami di affetto e lealtà.

 

Tre ore e mezza scorrono velocemente senza nessun peso.

Questo dovuto certamente all’impeccabile direzione artistica, ma soprattutto alla presenza di un cast d’eccezione: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci.

Il modo in cui è strutturata la storia dei personaggi e la scelta stessa dei tre interpreti porta alla genesi di un testamento filmografico ma anche alla chiusura definitiva del gangster movie. 

Quel genere che portò Scorsese ad essere il regista che tutti noi conosciamo.

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Cover Ph: Martin Scorsese riceve il Premio alla Carriera a #RomaFF13 | Ph © 2019 Ludovica Casula