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Burning e gli insostenibili misteri dell’esistenza

Lo scontro naturale tra fuoco e acqua domina la vita dei tre protagonisti.

Film, Just Viewed, Rubriche di Noemi Chianese

13 novembre 2019

Tra i quattro elementi della Natura, il fuoco è forse quello più dinamico perché porta a delle trasformazioni.

In particolare, tutto ciò che viene inondato dal fuoco si purifica per arrivare ad essere assoluta perfezione.

Il fuoco racchiude dentro di sé il principio maschile che spinge a distruggere ogni cosa, a meno che non sia mitigato dagli altri elementi.

E ciò che frena maggiormente il fuoco è l’acqua, elemento femminile e passivo.

Burning – l’amore brucia ha al centro della sua storia il fuoco, sia come elemento reale e visibile sia come metafora.

Il nuovo lavoro di Lee Chang-dong ha richiesto ben otto anni per essere realizzato e per riuscire, nella sua incompletezza, a essere fedele a quell’aria di mistero e sospensione tipica della scrittura di Murakami.

Ispirato al racconto Granai incendiati dello scrittore giapponese, la storia è ambientata in Corea del Sud e racconta di Jong-su, un giovane e aspirante scrittore che un giorno incontra una sua vicina di vecchia data, Hae-mi.

Tra i due nasce subito qualcosa e quando la ragazza parte per un viaggio in Africa, Jong-su le fa il favore di dare da mangiare al suo gatto. Un gatto timido, che non si fa vedere mai dagli estranei.

Quando Hae-mi torna dal viaggio, fa conoscere a Jong-su il suo nuovo amico Ben, bello, ricco e annoiato.

I tre instaurano un’amicizia o forse l’inizio di un rapporto che non traccia mai delle linee di confine.

Hae-mi è spensierata e riflessiva, Jong-su introverso ed innamorato e Ben brucia serre abbandonate ogni due mesi, perché «è divertente» e a lui piacciono le cose divertenti.

 

i tre protagonisti mentre guardano il tramonto
Burning di Lee Chang-dong | Ph Credit Pinterest

 

Quando Hae-mi scompare senza spiegazioni, Jong-su non si dà pace e, nel suo tormento tra la ricerca di serre bruciate e della ragazza, vede in Ben il perfetto nemico.

Non sembra essere un caso che il simbolo con cui viene convenzionalmente rappresentato l’elemento fuoco sia il triangolo.

Un triangolo e il fuoco si fanno spazio nella vita di questi tre personaggi; Jong- su e Ben sono fuoco, Hae-mi è l’acqua che li mitiga.

Ma in questo caso, l’acqua si è forse trovata in disparità, senza riuscire a tenere a bada due fuochi incontrollabili.

Il passato di Jong-su lo ha visto bruciare dei vestiti per affrontare un trauma familiare e ora, da grande, sembra bruciare lui stesso dall’interno. Il ragazzo è carico di una rabbia che esplode solo dopo essersi accumulata, così come succede al padre che lui tanto disprezza.

Ben guarda alla vita e al mondo con sufficienza e allo stesso tempo ha le sembianze di un burattinaio, a conoscenza di tutti i segreti del mondo. Per lui è tutto un gioco e giocare con Jong-su lo diverte.

Tutti questi personaggi e le loro azioni sono immersi nel grigiore della città o del tempo.

La macchina da presa resta su di loro, ma mentre alcune volte li ammira, altre volte li mette fuori fuoco e si concentra su ciò che li circonda.

I suoni sembrano attutiti, ma a riempire certi silenzi ci pensa la colonna sonora che alcune volte ricorda i tamburi africani sentiti da Hae-mi e altre sembra rispecchiare i pensieri di Jong-su, lontani e sempre alla ricerca.

Il film, come in generale i racconti di Murakami, non dà soddisfazione.

Non scioglie tutti i fili che in due ore e mezza si sono intrecciati, non spiega e non trova una soluzione.

Tutto rimane in bilico, in una sospensione che non ha niente a che fare con il sovrannaturale, ma solo con i misteri della vita.

Solo alla fine Jong-su si rende conto che la vita è di fatto un mistero e con quella consapevolezza, può finalmente iniziare a scrivere qualcosa.

 

i tre protagonisti guardano il tramonto
Burning di Lee Chang-dong | Ph Credit Pinterest

 

Hae-mi era andata fino in Africa per conoscere coloro che si fanno le grandi domande, che provano a svelare i misteri dell’esistenza.

La ragazza è uno dei misteri della vita di Jong-su; dice di essere una persona con determinati ricordi, ma quei ricordi non trovano conferma e tutto si dissolve in un fumo grigio.

L’intera vita di lei è una pantomima, che è anche il suo hobby preferito. Mimare qualcosa che non sta accadendo davvero, come sbucciare un mandarino, può sembrarti vero se solo ti sforzi di dimenticare che lì non c’è nessun mandarino.

Ciò che distingue Hae-mi dai due uomini è il fatto che lei non abbia paura di esprimersi, sia attraverso le parole sia attraverso il corpo.

La danza che compie mezza nuda al crepuscolo, davanti i due uomini e sulle note di Miles Davis è il fulcro del film.

È il momento in cui i due fuochi si arrestano e, in silenzio, adorano l’acqua.

Come se quella danza potesse dare le risposte ai Grandi Affamati.

La sua ombra dai contorni delineati, ma completamente scura, si muove come le foglie al vento, davanti i colori della Natura e sembra farne intimamente parte.

 

Danza di Hae-mi
La danza di Hae-mi | Burning di Lee Chang-dong | Ph Credit crastinating on Tumblr

 

In quel momento Hae-mi è libera di essere ciò che vuole, ma quando Jong-su si risveglia all’improvviso dalla bolla di adorazione, la chiude in una gabbia di puro fuoco e maschilismo.

Da quel momento la ragazza diventerà irreperibile. È lei che è scappata dalle parole del suo unico amico? O qualcun altro l’ha trascinata via? È stato Ben? E chi è davvero Ben?

Ogni storia raccontata nel film è equivoca e in bilico tra verità e menzogna.

Davvero Ben incendia serre? O ha raccontato del suo passatempo a Jong-su solo per indurlo a bruciare lui stesso qualcosa?

Ogni domanda ha una risposta aperta e noi spettatori non possiamo far altro che immaginare.

Ma i film servono anche a questo dopotutto: non è forse divertente inventare il nostro finale?

 

Noemi Chianese

Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Editoria e scrittura all’Università La Sapienza.
Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera.
Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

Cover: Jeon Jong-seo in Burning di Lee Chang-dong

 

Burning – L’amore brucia: regia di Chang-dong Lee.
Con: Yoo Ah-In, Steven Yeun, Jong-seo Jun, Joong-ok Lee, Soo-Kyung Kim, Seungho Choi.
Titolo originale: Beoning. Genere: drammatico.
Corea del sud, 2018, durata 148 minuti.
Uscita al cinema giovedì 19 settembre 201, distribuito da Tucker Film.
Oggi tra i film (da vedere) al cinema.