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Frozen II e i problemi della nostra realtà: la parola ai registi e ai doppiatori

I creatori del fortunato mondo di Frozen hanno presentato il secondo capitolo in Italia.

Film, Just Viewed, Rubriche di Noemi Chianese

15 novembre 2019

Nella bellissima cornice dell’Hotel St. Regis a Roma, si è svolta martedì 12 novembre la conferenza stampa del nuovo film della Disney, Frozen II – Il segreto di Arendelle.

Presenti i registi Jennifer Lee (anche sceneggiatrice) e Chris Buck, il produttore Peter Del Vecho, le voci italiane di Anna e Olaf, Serena Rossi ed Enrico Brignano e Giuliano Sangiorgi, che ha cantato la canzone Nell’ignoto dalla colonna sonora.

Il secondo capitolo di Frozen ha richiesto ben sei anni per essere realizzato poiché i registi e creatori volevano essere sicuri di avere un’idea della storia che fosse solida e all’altezza del primo.

Chris Buck ha infatti sottolineato come il nuovo progetto sia stato una «bella sfida», perché mentre il primo ha permesso di introdurre i personaggi, il secondo ha consentito loro di andare avanti ed esplorare il mondo di questi personaggi.

Anche le canzoni sono maturate, in un certo senso, poiché esprimono più sentimenti rispetto a quelle del primo film. Il produttore, Del Vecho ha aggiunto che è come vedere le due sorelle laureate e ciò che le aspetta nel loro viaggio.

La prima domanda da parte della platea ha riguardato i nuovi costumi dei personaggi che sono stati studiati approfonditamente dal reparto del production design e da due costumisti, portando a più di un centinaio di versioni diverse per i vestiti delle due protagoniste! Elsa e Anna indossano quattro costumi nuovi di zecca.

Il mood di questi nuovi vestiti era quello di rispecchiare completamente la crescita e la maggiore allegria di Anna ed Elsa.

Chris Buck

 

Un aneddoto della vita personale di Jennifer (il fatto che nella camera della figlia ci fosse un poster di Totoro) le ha permesso di parlare della sua ispirazione e di come la Disney ispiri così tanti bambini.

Il fatto che oggi i più piccoli abbiano nella loro cameretta i poster di Frozen per lei significa il mondo.

 

Frozen II - Il segreto di Arendelle
Frozen II – Il segreto di Arendelle. Una scena del film | credits to Disney

 

Uno dei temi portanti dell’intera storia di Frozen è la forza delle due sorelle e la loro indipendenza.

In un certo senso sembra che il cartone, già nel 2013 abbia “anticipato” il movimento delle donne di questo periodo e perciò viene chiesto alla regista come mai un cartone animato sia così anticipatore e sia più avanti rispetto a film con personaggi in carne ed ossa.

 

Con l’animazione, che è il mio medium preferito, si può andare oltre il proprio mondo.

Jennifer Lee

 

È stato però Chris Buck il primo a riflettere sul concetto di vero amore non solo come amore romantico ma anche come amore famigliare.

Allo stesso tempo però queste due eroine devono risolvere da sole i loro problemi e affrontare le proprie responsabilità come capi del regno.

Quindi la storia dimostra come le donne possono portare da sole queste responsabilità e trovare forza in se stesse o nella famiglia, piuttosto che in un amore romantico.

Ciò che il #MeToo ha ispirato alla regista è il fatto di dover fare una scelta e fare “la cosa giusta” che non sempre è quella più facile ed è ciò che vediamo fare ad Anna ed Elsa nel secondo capitolo.

Questo è solo uno dei temi che Frozen affronta e in effetti ce ne sono davvero tanti e importanti che fanno sembrare questo cartone qualcosa di più di una semplice storia per bambini. Dalla convivenza tra comunità diverse, al passato e alla morte.

È quindi un’architettura complessa quella del film e Chris Buck ha affermato di averla costruita così perché «ascoltiamo il mondo, perché ci sono tante cose che stanno accadendo e ci sono tante cose di cui possiamo parlare nella storia. Per esempio, gli issues che noi e i nostri figli stiamo affrontando. […] Avendo realizzato vari film d’animazione, credo che prendiamo molto seriamente il potere del medium e di questi personaggi e ciò che hanno da dire alle persone, soprattutto alle più giovani che guarderanno questi film più e più volte».

Ciò che fa avvicinare tanto le persone ad Anna e Elsa – puntualizza Del Vecho – è il fatto che siano personaggi in cui ci si può ritrovare, le loro conversazioni sono naturali e loro come persone non sono perfette, ma hanno dei difetti.

 

VìFrozen II - Il segreto di Arendelle
Frozen II – Il segreto di Arendelle. Una scena del film | credits to Disney

 

Sempre a proposito di temi, quello della Natura è uno ricorrente e ci siamo chiesti se, a maggior ragione con questo film, i registi non volessero trasmettere un messaggio su come ci si dovrebbe comportare verso l’ambiente.

Sempre Buck ci dice che il loro obiettivo non è «fare una predica » ma ciò che hanno voluto sottolineare è «la forte connessione» che Elsa ha con la Natura, poiché grazie ai suoi poteri può relazionarsi con gli elementi naturali.

Ciò che le persone possono ricavare da questo rapporto che si vede sullo schermo è che «dovremmo avere questa bellissima connessione con la Natura e che se questa non ci fosse dovremmo sforzarci e fare il possibile per raggiungerla».

La Natura in questo film è praticamente un personaggio a sé e ha richiesto anche molto impegno ai tecnici degli effetti speciali e delle luci.

Ciò che muove le due sorelle in questo film è anche il dover aggiustare gli sbagli della generazione precedente, un po’ come probabilmente si ritroverà a fare la generazione presente nel nostro mondo, tra qualche anno.

Per Lee questo messaggio non è troppo pesante per i bambini perché «loro si ispirano alle idee e non prendono più di quello che possono prendere» e spesso sono più forti ed intelligenti di noi.

La regista spera che per i bambini si tratti più di aspirazione e che, come Elsa, imparino a vedere sempre il meglio nelle persone.

I registi hanno poi passato la parola agli ospiti italiani che hanno doppiato i personaggi.

 

 

A loro viene chiesto come sono arrivati ad essere coinvolti nel progetto e quali siano state le eventuali difficoltà del compito.

Serena Rossi si è dichiarata molto orgogliosa di poter raccontare ai più piccoli la forza, i difetti e anche le fragilità di queste due giovani donne.

La cosa che mi commuove di più, in cui credo fortemente è proprio che l’amore possa davvero salvarci, l’amore per noi stessi e quello che ci arriva dalle persone vicine. […] Ed è bello anche interrogarsi sul proprio passato perché spesso si guarda solamente in avanti, con tanta fretta, mentre secondo me uno sguardo al passato può farci capire chi siamo davvero.

Le difficoltà provengono dal fatto che loro nascono come attori e non doppiatori e stare in una stanza buia a vivere qualcosa che non si è vissuti direttamente può rivelarsi faticoso.

Ciò che accumuna i nostri doppiatori è quanto si siano emozionati vedendo il film e per Brignano si è trattato anche di farlo per la figlia appena nata. Al provino per doppiare Olaf era scettico, ma con la nascita della figlia Martina si è convinto definitivamente e considera questo suo lavoro come una sorta di testimonianza da un papà ad una figlia.

La cosa sorprendente è che questo racconto non è pensato per i bambini, o meglio è pensato per noi, bambini. […] I personaggi vanno a toccare corde profonde, le nostre corde di noi fanciulli che tanto spesso dimentichiamo.

Enrico Brignano

 

Il frontman dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi ci spiega invece che ha avuto due motivi per entrare a far parte del progetto. Il primo motivo è l’amore, anche il suo verso la figlia Stella. Mentre il secondo motivo è la vendetta perché ricorda il periodo successivo all’uscita del primo Frozen e della sua colonna sonora, quando sua nipote gliela faceva sentire continuamente.

«Da oggi in poi – dice Sangiorgi scherzando – questa vendetta la servirò io con la mia voce entrando nelle orecchie di tutti e massacrandole come hanno fatto loro con me, per anni».

 

Frozen II - Il segreto di Arendelle
Frozen II – Il segreto di Arendelle. Una scena del film | credits to Disney

 

Anche i rumor comparsi online riguardo un possibile amore gay per Elsa, sono stati affrontati e Lee ha specificato che il focus della storia è sempre stato il rapporto tra le sorelle e la scoperta del potere di Elsa.

In questo focus trovano poco spazio anche i personaggi maschili che sembrano essere messi da parte, ma che in verità pur essendo dei “supporting characters”, sono degli eroi perché non hanno paura di aiutare le donne e di esprimere i propri sentimenti (come si vede chiaramente nella canzone di Kristoff, omaggio alle power ballads degli anni ’80).

Come ultima domanda, viene chiesto ai registi se il lieto fine significhi la fine definitiva di Frozen o se si può già immaginare un terzo atto.

Mentre Brignano esulta per un sì e Sangiorgi chiede uno spin-off su Olaf, Chris Buck dice che è sempre bello arrivare al traguardo e riposarsi un po’, quindi come è servito loro un anno dopo il primo Frozen per iniziare a pensare al secondo, ci vorrà forse un altro anno per avere una conferma su un terzo capitolo.

Ricordiamo che Frozen – Il segreto di Arendelle uscirà nelle sale italiane il 27 novembre, distribuito dalla Walt Disney Picture.

Noemi Chianese

Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Editoria e scrittura all’Università La Sapienza.
Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera.
Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

Cover: conferenza stampa all’Hotel St. Regis | Ph naturalborngamers.it

 

Frozen II – Il segreto di Arendelle: regia di Jennifer Lee e Chris Buck.
Con: Idina Menzel, Kristen Bell, Jonathan Groff, Josh Gad.
Titolo originale: Frozen II.
Genere: animazione, musicale, commedia.
Durata: 103 min.
Paese di produzione: Stati Uniti d’America.