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Sight Sound And Space

Le visioni sonore di Jeff Mills.

Musica di Andrea Benedetti

21 novembre 2019

Dopo più di trent’anni di musica e dj set, Jeff Mills, uno dei padrini della techno di Detroit, decide di fare il punto della sua situazione produttiva riesaminando, per la prima volta per intero, il proprio catalogo e scegliendo 42 brani che lo possano rappresentare al meglio.

Esce quindi Sight Sound And Space, un triplo CD con allegato un booklet che spiega il senso di ogni singola traccia scelta nelle stesse parole di Mills.

Per esaminare questo progetto ancora più in profondità, il produttore e dj americano sceglie di affrontare dibattiti sul tema a ridosso di alcune selezionate serate.

 

 

Una fra queste è stata al Link di Bologna (sabato 16 novembre) nell’ambito del venticinquennale della sua esistenza nel complesso mondo del clubbing e dell’intrattenimento culturale.

Il Link è stato uno dei posti in cui si è cercato da sempre di unire contestualizzazione storica e divertimento, teorie musicali e fisicità della controcultura post-rave in uno scambio, a volte complicato, a volte simbiotico che rappresentava perfettamente la mutazione dei nostri tempi dagli anni ’90 in poi.

Assieme a Claudia Attimonelli dell’Università di Bari e autrice di “Techno: ritmi afrofuturitsti”, Mauro Borella della One Boris, vero prime mover di questo evento, e Lorenzo Montefinese, ricercatore indipendente e parte del MEM di Bari, abbiamo incontrato Mills al Link stesso in un pomeriggio incredibilmente piovoso e abbiamo cercato di entrare nella mente di questo personaggio spesso imperscrutabile per capire ancora di più cosa volesse dire “techno” oggi.

 

 

Lo abbiamo fatto partendo proprio dall’analisi della genesi di questo progetto che, come dice una bellissima frase di John Coltrane usata come claim/concept del progetto stesso,

si pone l’obiettivo di esaminare il passato per vederlo sotto una nuova luce.

Mills, facendo questa ricerca nelle sue produzioni, si è reso conto di aver realizzato una quantità incredibile di musica, qualcosa come l’equivalente di 70 album, e ha cercato di capirne il filo conduttore

come quando rileggi un tuo diario e cerchi di capire chi eri e cosa sei oggi per capire cosa vuoi fare domani.

Questo proprio perché è il domani che interessa Mills. Quello che c’è oltre, che sia futuro umano o spazio fisico, da qui la sua fascinazione per la scienza e la fantascienza, soprattutto quella positivista post guerra in cui la tecnologia è vista come strumento di potenziamento dell’umano e dove la scienza serve per dare le indicazioni per collocarci in maniera più responsabile all’interno dell’universo.

 

 

Cercando di andare oltre le nostre spontanee visioni antropocentriche che ci hanno sempre contraddistinto e che ci hanno fatto spesso dimenticare il rispetto per il posto in cui viviamo, per abbracciare una visione più cosmica del vivere, senza limitazioni e restrizioni culturali.

Avere la coscienza che siamo parte di questo grande organismo che è l’universo, ci rimette nella giusta posizione e ci dà la tranquillità giusta per esplorare l’esplorabile in una ricerca senza fine.

La stessa che il produttore Mills mette nella stesura dei suoi brani, che lui non vuole limitare alla realizzazione di uno specifico progetto, ma che realizza molto spesso in maniera frammentaria, usando le macchine come penne per scrivere un immaginario diario sonico, un flusso di coscienza cosmica che per lui è la vera essenza della Techno.

 

 

Accanto a questa visione, quasi post umana seppure positiva, c’è poi la coscienza di essere un alieno nel suo mondo.

Strappato dalla sua terra madre, l’Africa, non sa le sue vere radici, chi erano i suoi avi, da quale paese o città essi venivano.

Vive, ed ha sempre vissuto, cercando di adattarsi e capire un mondo che non era suo usando soprattutto l’immaginazione e la voglia di cercare oltre lo hanno portato a vedere tutto in questi termini trasformando la rabbia e lo spaesamento in curiosità.

L’escapismo è pericolosamente dietro l’angolo, ma la strada è ancora lunga per lui e, soprattutto, c’è molta voglia di comunicare, anche a voce, la sua visione della Techno, cercando di andare anche oltre il dancefloor e parlando quindi alla mente oltre che al corpo.

Sarà una lunga missione.

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