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“Frida. Viva la Vida” di Giovanni Troilo

L’arte più potente della vita è fare del dolore un talismano che cura.

Arte, Film di Miriam Bendìa

22 novembre 2019

Frida Kahlo è l’artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la propria storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico.

Frida è diventata, dopo la sua morte, un’icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda.

Ma chi era davvero? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza?

Frida. Viva la Vida, il docu-film diretto da Giovanni Troilo, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital, in collaborazione con Sky Arte, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli…

Alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).

 

 

Presentato in anteprima al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile, la pellicola è in arrivo nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 novembre.

Il film documentario mette in luce le due anime di Frida Kahlo (1907-1954): da una parte l’icona, simbolo del femminismo contemporaneo, dall’altra l’artista libera nonostante le costrizioni di un corpo martoriato.

Colpita dalla poliomielite a sei anni e vittima di un incidente stradale che la lascerà invalida a diciotto, convisse sempre con dolori atroci che la perseguitarono fino alla morte.

Il 17 settembre 1925, nacquero due Frida: la prima, tormentata dall’agonia, la seconda è l’artista, libera dalle sue costrizioni fisiche.

 

Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà.

Frida Kahlo

 

FRIDA. VIVA LA VIDA, il docu-film diretto da Giovanni Troilo

 

Grazie alla pittura ma anche ai suoi scritti, al modo di vestire e al suo stile inconfondibile, nel corso degli anni la Kahlo è diventata un modello di riferimento capace di influenzare artisti, musicisti, stilisti.

La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza, grazie all’intensità e alla determinazione con cui ha affrontato una vita segnata dalla sofferenza.

Il dolore, pur essendo materia essenziale del suo lavoro, non basta infatti a spiegare le ragioni di un’affermazione tanto estesa e unanime: nelle opere di Frida c’è un legame perenne anche con la forza interiore e l’amore, con l’energia vitale della sua terra e dei suoi colori.

El arte más poderoso de la vida es hacer de el dolor un talisman que cura. ¡Una mariposa renace florecida en fiesta de colores!
L’arte più potente della vita è fare del dolore un talismano che cura. Una farfalla rinasce in fiore, in una festa di colori.

Sarà l’attrice e regista Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge costituito dalle parole della stessa Frida.

 

La colonna sonora del docu-film (Nexo Digital/Sony Masterworks), firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 22 novembre.

Anzovino ha anche scritto la canzone Yo te cielo (cancion para Frida), il cui titolo proviene da una celebre lettera di Frida.
Il compositore ha costruito i suoi versi in spagnolo sulla citazione di un frammento di una lettera che Frida Kahlo indirizzò al poeta messicano Carlos Pellicer.

Yo te cielo, así mis alas se extíenden enormes para amarte sin medida (Io ti cielo, affinché le mie ali si aprano a dismisura per amarti senza confini).

Una canzone struggente per la sua bruciante passione e la nostalgia della vita che se ne va nell’atto di Frida di dipingere il suo ultimo quadro, con la consapevolezza di essere già un mito.

La voce di Frida è stata affidata ai colori caldi e bruniti della cantante e attrice turca Yasemin Sannino, già nota per Birdenbire e And Never Tell ne Le Fate Ignoranti di Ferzan Özpetek, nonché dall’intervento lirico e poetico del grande trombettista jazz Flavio Boltro.

Oggi Yo Te Cielo (Cancion Para Frida) è anche un videoclip, intimo e raccolto nella sua semplicità espressiva, diretto da Giacomo Citro.

 

Frida: «Cada tic-tac es un segundo de la vida que pasa, huye, y no se repite. Y hay en ella tanta intensidad, tanto interés, que el problema es sólo saberla vivir. Que cada uno lo resuelva como pueda.»

Ogni tic-tac è un secondo della vita che passa, sfugge, e non si ripete. E c’è in essa tanta intensità, tanto interesse, che il problema è solo saperla vivere.

Che ognuno lo risolva come può.

Miriam Bendìa

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

Cover Ph: “MIRROR MIRROR: Rare Photographs of Frida Kahlo”, January 14 – February 27, 2016 | Lucienne Bloch, Frida Winking, 1933, h8.25 w10.25″, Gelatin silver print | © Bentley Gallery, Phoenix, Arizona

 

 

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital e per la stagione 2019 è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.