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“Impressionisti segreti”: un film, al Cinema, e una mostra, nel Palazzo che deve il proprio nome alla mamma di Napoleone (colui che aveva rifiutato la loro arte)

Il docu-film sarà disponibile in 300 sale italiane solo il 10, l'11 e il 12 Febbraio.

Film, Just Viewed di Noemi Chianese

7 febbraio 2020

Quando pensiamo alla Storia dell’Arte, siamo soliti soffermarci su alcuni momenti di questa storia, su alcuni artisti, opere, movimenti.

Se pensiamo all’Architettura ci tornano in mente le enormi costruzioni dell’antichità come il Partenone o il Colosseo.

Se pensiamo alla Scultura pensiamo ai corpi e ai volti che erano considerati perfetti nell’antica Grecia, oppure pensiamo all’Apollo e Dafne di Bernini.

Se pensiamo alla Pittura vengono in mente decine e decine di nomi, Van Gogh, Picasso, Leonardo, Monet.

I nomi che conosciamo meglio corrispondono a personalità che hanno trasformato l’arte di cui si facevano portatori, che l’hanno fatta propria, che hanno segnato un punto di non ritorno dal quale si poteva solo andare avanti.

Quando pensiamo ad un movimento o ad un gruppo che ha fatto tutto ciò, in particolare in pittura, è impossibile dimenticare gli Impressionisti. C’è un motivo per il quale gli Impressionisti sono così amati dal pubblico e perché riscuotono ancora un grandissimo successo a distanza di quasi 150 anni.

In realtà i motivi sono tanti, ma prevalentemente il pubblico rimane affascinato dalla rottura di quegli schemi e regole che si trovano in pittura prima degli Impressionisti.

Vedere la realtà che circondava quegli artisti, senza nessun filtro, ma con una particolare attenzione alla luce, al colore e al movimento del soggetto, rientra in una delle esperienze artistiche più belle e immersive che una persona possa fare.

 

Davanti alla psiche, Berthe Morisot
Davanti alla psiche, Berthe Morisot, 1890, olio su tela, 55 x 46 cm | Credits to Nexo Digital

 

Gli Impressionisti continueranno ad essere oggetto di mostre, di experience, di documentari e film ancora per molto, ma in questo momento possiamo essere testimoni di qualcosa di assolutamente speciale ed irripetibile.

Esistono quadri di pittori come Monet, Pissarro, Sisley, Renoir, Caillebotte che da quando sono stati realizzati non hanno mai visto mura diverse se non quelle di collezionisti privati.

Almeno fino a questo momento.

Dal 6 Ottobre fino all’8 Marzo, Palazzo Bonaparte a Roma, ospita la mostra Impressionisti segreti.

La mostra è chiamata così perché apre al pubblico dipinti che fanno parte di collezioni private e che, fino ad ora, non erano mai stati ospitati in nessuna gallery.

È un’occasione unica ed irripetibile, visto che molto probabilmente questi quadri non saranno più aperti al pubblico, o almeno non tutti insieme in una selezione dedicata.

Per questo motivo, la mostra sta avendo un grandissimo successo e non solo per le opere ma anche per il luogo che le ha accolte.

Palazzo Bonaparte è uno scrigno che Roma ha tenuto chiuso al pubblico per moltissimo tempo.

Oggi, grazie al restauro gestito da Generali, il Palazzo è visitabile e per la prima volta è stato utilizzato per un’esposizione.

Lo stesso Palazzo è un’opera d’arte che merita una visita e che deve il suo nome alla mamma di Napoleone (egli aveva rifiutato l’arte impressionista) la quale lo aveva arricchito con affreschi e stucchi di stile neoclassico.

 

L'isola delle ortiche, Claude Monet
L’isola delle ortiche, Claude Monet, 1897, olio su tela, 92.5 x 73.4 cm | Credits to Nexo Digital

 

Mentre la mostra sarà visitabile solo fino all’8 Marzo, la Nexo Digital in collaborazione con Ballandi ha realizzato un documentario omonimo, diretto da Daniele Pini, il quale racconta l’esibizione attraverso le parole e gli occhi delle due curatrici e di altri personaggi che hanno dato il proprio contributo o che narrano la loro esperienza personale con l’arte impressionista.

La mostra prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia è stata curata da Claire Durand-Ruel, pronipote del famoso mercante d’arte Paul Durand-Ruel (il primo ad innamorarsi e sostenere gli impressionisti) e da Marianne Mathieu, direttrice scientifica delle collezioni del Marmottan Monet a Parigi.

Il docu-film ci permette di ammirare alcuni dei quadri presenti nella gallery, in modo molto ravvicinato.

Non solo possiamo ascoltare un’analisi di alcuni di questi da parte delle curatrici (oppure da parte di collezionisti d’arte), ma i primi piani dei quadri ci mostrano nel dettaglio la direzione delle pennellate, lo spessore della tempera, l’accostamento dei colori realizzati con il puntinismo.

Il regista inoltre gioca con la luce, creando un effetto vedo-non vedo e richiamando anche una delle caratteristiche principali dei quadri impressionisti: la luce, appunto.

Per l’esposizione, un light designer ha anche studiato i riflettori che illuminano ogni quadro perché ogni quadro ha bisogno di una luce diversa, a seconda di come il pittore ha deciso di illuminare la sua opera.

 

Testa di donna, Renoir
Testa di donna, Pierre-Auguste Renoir, 1887, olio su tela 25.4 x 31.1 cm | Credits to Nexo Digital

 

Ad essere intervistato nella pellicola è anche Alain Tapiè, storico d’arte che racconta come sono nati gli Impressionisti, le prime reazioni e rifiuti alla loro arte rivoluzionaria e come Paul Durand-Ruel abbia compreso per primo il loro potenziale.

Gli Impressionisti vengono definiti da una delle curatrici come i

cantori, eroi dell’en plein air, che cercano di cogliere il momento stesso in cui stanno dipingendo e tentano di rispondere, con la propria arte, ad un’esigenza estetica ma anche ad una sensibilità che proviene da una diversa visione del mondo circostante.

 

Ciò che era importante per gli impressionisti non era tanto il soggetto, soprattutto soggetti che raccontassero la grande storia, ma in che modo i piccoli avvenimenti quotidiani o la natura venissero rappresentati.

Il docu-film mostra alcuni quadri di Monet, Pissarro, Sisley, Renoir, Caillebotte, Morisot, Seurat e Signac.

Gli Impressionisti hanno ispirato tutte le successive generazioni di artisti, da Picasso a Klimt, Warhol e tanti altri, fino a giungere ai giorni nostri, come testimonia nel documentario l’artista Giuliano Giuman.

Per il regista, l’obiettivo di questo docu-film è quello di restituire il senso di scoperta e di fascino suscitati in loro stessi quando è stato girato.

In effetti la visione del docu-film è un ottimo modo per approcciarsi ancora meglio alla mostra di Palazzo Bonaparte, sia se la si è già visitata sia che si aspetti il momento giusto.

Sarà possibile godere di questa full immersion negli impressionisti segreti solo il 10, 11 e 12 febbraio in circa 300 sale italiane.

 

Noemi Chianese

Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Editoria e scrittura all’Università La Sapienza.
Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera.
Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

 

Cover: Giardiniere davanti a un covone, tempo grigio, Éragny, Camille Pissarro, 1899, Olio su tela, 73.2 x 60.5 cm | Credits to Nexo Digital