Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato

Il modo più bello per celebrare (al cinema) l'ottantesimo compleanno di Fabrizio De André.

Film, Just Viewed, Rubriche di Miriam Bendìa

14 febbraio 2020

Il 18 Febbraio Fabrizio De André avrebbe compiuto 80 anni.
La redazione di Just Baked  lo celebrerà andando a vedere questo docufilm a lui dedicato.

Sarà infatti nelle sale cinematografiche solo per tre giorni, il 17, 18 e 19 Febbraio 2020, Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato.

Era il 1979: nessuno in Italia voleva questo concerto.

Il pubblico che andava a vedere la PFM detestava Fabrizio De André e il pubblico che andava a vedere De André detestava la PFM.

 

Ph Guido Harari, Cantù 1979: Fabrizio de André "In Absentia" (visto dai musicisti sul palco, come non lo vedeva il pubblico).
Ph Guido Harari, Cantù 1979: Fabrizio de André In Absentia (visto dai musicisti sul palco, come non lo vedeva il pubblico).

 

Ma cosa risponde Fabrizio agli amici che gli sconsigliano di imbarcarsi in questa avventura (folle e pericolosa)?

…Belìn, allora lo faccio!

 

La pellicola di Walter Veltroni ricostruirà un’epoca indimenticabile che ha segnato un momento storico: l’irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo.

E lo farà partendo soprattutto dalla ritrovata registrazione video completa del concerto di Genova del 3 Gennaio 1979, un documento straordinario visto che si tratta delle uniche immagini di quell’incredibile tournée.

 

C’è una storia dentro la storia da raccontare quando si parla di quel leggendario 3 Gennaio 1979, ed è la storia di chi, non senza un pizzico di incoscienza, riuscì a portare in scena a Genova quel rivoluzionario esperimento musicale: il Centro Culturale Filippo Turati, realtà culturale genovese legata al mondo socialista, che fu artefice dell’evento.

Antonio (Tonino) Bettanini, all’epoca segretario del club: «Fu il nostro primo concerto, fino ad allora ci eravamo occupati solo di incontri culturali con personaggi come Norberto Bobbio, Carmelo Bene, Margareth Von Trotta.

Ma la nostra idea era di utilizzare il club per fare tante cose in città, e per la città, e un evento musicale come quello era l’occasione giusta.

Lo spettacolo avrebbe dovuto essere al Palasport ma in quel periodo era inagibile. Non c’era un teatro disponibile in città, così ci venne offerto il padiglione C della Fiera.»

Ci ritrovammo davanti uno spazio immenso completamente spoglio, deserto e gelido.

C’era di che farsi prendere dallo sconforto ma l’obiettivo era troppo ambizioso. Così, sul finire di Dicembre, a meno di una settimana dalla fatidica data, la macchina organizzativa si mise in moto.

Mancava tutto, non c’erano neanche le sedie: ne abbiamo affittato 5 mila che sono arrivate a Genova da Novara il pomeriggio stesso del concerto.

Poi abbiamo attivato il riscaldamento nel tentativo di rendere più accogliente lo spazio.

Speranza che svanì immediatamente non appena De André varcò la soglia del padiglione…

«Gli andai incontro sorridente, con l’emozione di un fan, lui si guardò intorno e mi disse: “Belìn! E cos’è? Un hangar?”».

La paura di un flop, in quei giorni di fine anno con la città stretta in una morsa di gelo, era dietro l’angolo.

Valeva la pena di investire sull’evento, così spendemmo 5 milioni per comprare una pagina sul Secolo XIX e pubblicizzare il concerto.

 

Fabrizio De André, Bologna, 1979 Archival Fine Art pigment print, firmata e numerata sul fronte da Guido Harari
Fabrizio De André, Bologna, 1979 | Archival Fine Art pigment print, firmata e numerata sul fronte da Guido Harari

 

Fino ad oggi l’unica testimonianza visiva di quella leggendaria avventura artistica era rappresentata dalle fotografie di Guido Harari, raccolte nel 2008 nel volume Evaporati in una nuvola rock, da lui curato insieme a Franz Di Cioccio e pubblicato da chiarelettere.

Un’ampia selezione di quelle immagini farà parte di una “mostra flash” dal 15 al 29 Febbraio alla Wall Of Sound Gallery di Alba.

 

Guido, tu hai avuto la fortuna di rubare un pezzetto d’anima a uomini e donne che hanno cambiato la storia della musica, della letteratura e dell’arte in generale. Alcuni (come l’indimenticabile Fabrizio De André) non ci sono più ormai, e siamo tutti più poveri senza. Cosa provi quando incroci i loro sguardi nelle tue fotografie? 
«Mi ritengo privilegiato di aver trascorso del tempo in loro compagnia e di aver cercato di assorbire il più possibile da quel contatto con loro.

Se poi questo si sia tradotto in buone immagini resta da vedere.»

In diversi casi ho usato la fotografia per salvare la memoria di figure, spesso chiave, di un mondo e di una cultura ormai estinti e irripetibili.

 

 

Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e grazie al regista Piero Frattari, che lo ha salvato e conservato nel corso dei decenni, è stato recentemente possibile restaurarlo.

 

Walter Veltroni: «Il rocambolesco ritrovamento delle immagini del concerto tenuto il 3 Gennaio del 1979 a Genova da Fabrizio De Andrè e dalla Premiata Forneria Marconi meritava di essere celebrato nel giusto modo.

Quelle cassette sono state salvate dal macero e dall’oblio.

Le immagini furono girate da Piero Frattari con pochi mezzi e poche luci, in modo che Fabrizio non avvertisse la presenza, che non amava, della documentazione visiva del concerto (infatti disse a Piero e agli altri 3 videomaker: dovete essere invisibili).

Poi si erano perse.

Il loro ritrovamento e la loro rigenerazione, specie nello spettacolare audio 5.1, consentono a tutti di fruire della testimonianza di uno dei tour più importanti della storia della canzone italiana di quegli anni.

Il documentario l’ho pensato come un viaggio nel tempo.

Verso quel giorno di gennaio della fine degli anni Settanta.

Su un piccolo treno o nel teatro parrocchiale dove fecero le prove, alcuni dei protagonisti di quella esperienza ricostruiscono il clima di quei giorni e la scelta dell’incontro tra due musiche, quella della canzone d’autore e quella del rock progressivo, che si sentivano lontane, come i loro pubblici.

 

Fabrizio De Andre e PFM. Il Concerto Ritrovato

 

Il viaggio, che si snoda anche attraverso le testimonianze di altri protagonisti, giunge fino all’ingresso del Padiglione C della fiera, prossimo all’abbattimento.

Non ci sono altre voci se non quelle di chi c’era, quella sera.

Si arriva, nel tempo e nello spazio, fino agli accordi con i quali il concerto iniziava: Questa di Marinella è la storia vera

 

Dori Ghezzi: «Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese…

Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella.

Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto.

Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa.»

 

Dori Ghezzi | Ph® Franco Oberto
Dori Ghezzi | Ph® Franco Oberto

 

E Franz Di Cioccio (alias “Due Orsi”) della PFM aggiunge: «Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi…

Vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo.

Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare buoni consigli

 

Franco Mussida (alias “Alce Grigia”): «…Quello che mi manca di più è il suo essere artista.»

Quella capacità, che solo l’artista ha, di vedere nelle cose, piccole e grandi,
ciò che gli altri non riescono a vedere…

 

Franz Di Cioccio | Ph® Franco Oberto
Franz Di Cioccio | Ph® Franco Oberto

 

Il filmato restaurato del concerto diventerà il fulcro del docu-film.

Le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria: Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata.

Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale.

Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock.

Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album La buona novella, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’Agosto del 1978.

Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana.

Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese.

 

 

Un’era segnata da eventi drammatici, di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa.

Walter Veltroni: «3 Gennaio del 1979, Padiglione C della Fiera di Genova.
Nella sostanza questo film è il racconto dell’incontro da due profonde diversità: la canzone d’autore e la canzone rock…
Però è anche il racconto di come quando una diversità ne incontra un’altra generi, SEMPRE, una MERAVIGLIA.
E la Meraviglia è questa Musica che è difficilmente definibile, è musica d’autore rock.

E questo ci dovrebbe insegnare, in tempi nei quali si tende a pensare che chi è diverso da noi (in qualsiasi forma di diversità, musicale, culturale, sociale, politica, civile) sia un problema, ci dovrebbe aiutare a capire quanto invece l’altro da noi sia una grande RICCHEZZA

Siccome non era il tempo dei telefonini quello, questo concerto lo hanno vissuto solo quelli che erano nel Palasport, con gli occhi. Lo hanno vissuto solo loro!
Così, grazie a questo film, lo vedranno tutti coloro che, per una ragione o per un’altra, in quel Palasport non sono riusciti a entrare.

 

 

Nel docufilm troveranno spazio: La canzone di Marinella, Andrea, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno ’73, La guerra di Piero, Amico fragile, Zirichiltaggia, Rimini, Via del campo, Avventura a Durango, Bocca di rosa, Volta la carta, Il pescatore.

 

Mentre si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio (1940-1999) diverse generazioni di appassionati potranno così ritrovarsi nelle sale per assistere a un vero concerto di De André e della PFM.

 

Era il 1979: dopo 41 anni, siamo ancora qui a parlarne.

E quindi è un qualcosa (di bello) che non è finito.
E che, forse, non finirà MAI.

 

Miriam Bendìa

Tra un viaggio e l’altro, vive a Roma.
Ha scritto un pugno di libri.
Come Philippe Daverio, sostiene che la vita con l'arte talvolta migliora l'arte della vita.
Sogna molto, la notte. E ha imparato, al risveglio, a fidarsi delle proprie visioni oniriche.
Da grande – dice – sogna di fare la scrittrice.
Miriam Bendìa

 

Cover Ph: Fabrizio De Andre e PFM. Il Concerto Ritrovato | Gino Lazzaroni B SCAN

 

Il docufilm Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato, prodotto da Sony Music con Except, sarà distribuito al cinema da Nexo Digital solo per tre giorni, il 17, 18 e 19 Febbraio, con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it, Rockol.it, Onstage.