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Onward: scambiare tutti i propri domani per un solo ieri

Il nuovo film Disney-Pixar ha commosso tutti i doppiatori. Il regista: è basato sulla storia mia e di mio fratello.

Film, Just Viewed di Noemi Chianese

3 marzo 2020

Onward – Oltre la magia è il nuovo film della Disney-Pixar, la cui uscita è slittata dal 5 marzo al 16 aprile per la situazione coronavirus (qui la recensione).

Il virus non ha comunque fermato la conferenza stampa che si è tenuta a Roma nella meravigliosa Lanterna di Fuksas.

Gli ospiti della conferenza sono stati il regista Dan Scanlon (Monster University) e alcune delle voci italiane.

Sabrina Ferilli interpreta la madre dei due protagonisti, Ian e Barley, mentre Fabio Volo il padre. Presenti anche Favij, Raul Cremona e David Parenzo che hanno prestato la loro voce per alcuni cameo.
Appena entrato, Volo ha fatto vedere l’Amuchina (praticamente introvabile) che aveva in tasca, per dimostrare di seguire i consigli igienici dettati dal Ministero della Salute.
Ovviamente non si è parlato solo di coronavirus, ma soprattutto di Onward, della sua modernità e delle sue citazioni cinematografiche.

 

Dan hai voglia di raccontarci che tipo di sfida o di impegno è stato per te questo film?
«Sì, Onward è basato su una storia vera perché mio padre è morto quando io avevo un anno e mio fratello tre.
Quindi non lo ricordiamo e ci siamo sempre chiesti come sarebbe stato passare anche un solo giorno con lui

 

Dan Scanlon che sorride durante la conferenza stampa di Onward
Il regista Dan Scanlon alla conferenza stampa per il suo film, Onward – Oltre la magia | Photo by Ludovica Casula

 

Nel film però c’è molto altro. Ci sono tanti temi importanti e portanti. Vuoi approfondirne qualcuno?
«Penso che sia un film sul supporto. È per le persone che ci hanno aiutato a essere chi siamo oggi, fratello, sorella, un amico di famiglia, un insegnante. Penso sia un film per apprezzare queste persone e ringraziarle.»

 

Ci può svelare qualche segreto dietro le citazioni di Dungeong&Dragons e di Dark Crystal presenti nel film?
«Abbiamo guardato molto a film e libri fantasy. Ci sono sicuramente riferimenti a film, ma abbiamo cercato di andare al di là degli schemi tipici del fantasy e divertirci e giocare con questi. Niente Dark Crystal però.»

 

Per Sabrina Ferilli e Fabio Volo: entrambi avete già doppiato però che cosa vi hanno lasciato in più questi personaggi e questo film. Qual è il messaggio per voi?

Sabrina: «Io con la Disney Pixar ho fatto tre film. Il doppiaggio lo adoro, ho iniziato doppiando. Ho questa passione anche se non tutti lo amano, soprattutto gli attori. Per me è un’arte a sé stante, ma secondo me aiuta una volta che fai un film, per esempio se devi tornare a doppiare una scena.
Mi piacciono molto i film d’animazione. Doppio Laurel che è la mamma dei due protagonisti. È stata un’esperienza ottima.»

Fabio: «Sono d’accordo con quello che ha detto Sabrina. È davvero divertente e mi piace molto doppiare, è un po’ un ponte tra fare l’attore e fare la radio.

Io ho due figli maschi, spero che non sia biografico perché io faccio il padre morto.

C’è una bellissima canzone di Janice Joplin che dice “I’d trade all of my tomorrows, for a single yesterday”.

Credo che sia una storia che tocca nel profondo, che racconti il desiderio di rivedere una persona che non c’è più.

Mentre noi continuiamo a vivere e crescere vediamo delle cose che quando quella persona c’era non riuscivamo a capire, soprattutto se eravamo bambini. Sarebbe bello rincontrare i nostri nonni o genitori per poter comunicare da uomo a uomo.

Non vorrei rivelare il finale, ma alla fine mi sono veramente commosso e credo che sia un bellissimo film per i bambini perché nel mondo di fantasia e magia che viene raccontato ci sono dei sentimenti molto sani.

Inoltre, c’è il primo personaggio omosessuale che entra nelle storie dei bambini.

Un altro passo importante e bello dal punto di vista umano, emotivo ma anche sociale.»

 

Fabio Volo che risponde ad una domanda alla conferenza stampa di Onward
Fabio Volo, voce del padre dei protagonisti, alla conferenza stampa di Onward – Oltre la magia | Photo by Ludovica Casula

 

Questo personaggio omosessuale che compare e dice una sola battuta è un preludio a un film in cui ci saranno personaggi omosessuali con uno spessore diverso, che terranno in piedi la storia? Sono quindi maturi i tempi per introdurli anche nel mondo Disney-Pixar?
Dan: «Parlando per Onward, abbiamo sempre voluto rendere i mondi che creiamo il più realistici possibili. Che comprendano tutta la diversità e il nostro mondo.

Non posso parlare per il futuro ma siamo molto eccitati di poter rappresentare quella realtà, la nostra realtà.»

 

Io ho trovato nel film come riferimento portante Indiana Jones. Come coniuga il fantasy con Indiana Jones?
Dan: «Volevamo realizzare un film d’avventura e ci sono alcune scene che diventano quindi un omaggio a certi film che sono esemplari di quel senso di avventura ed eccitamento.»

 

Per Sabrina: avresti preferito fare la manticora al posto della madre dei protagonisti?
«Beh, c’è un mio aspetto molto simile sicuramente.
Però preferisco il ruolo della mamma, che sprona i due ragazzi e cerca di proteggerli. Li aiuta facendo parte attiva di questo stupendo incantesimo.

È chiaro che è un personaggio più caldo e mi ha permesso di lavorare anche di più a seconda di come si evolvevano gli eventi.

Ho amato Onward perché ha una storia più matura di tanti altri. Porta questi ragazzini a fare delle valutazioni che in altri cartoni Disney-Pixar non ci sono.

Aiuta anche a far capire che c’è sempre da guardare oltre. Spesso intorno a noi abbiamo delle persone che prendono il ruolo di altre che non abbiamo più.»

 

Vorrei coinvolgere anche Favij, David Parenzo e Raul Cremona su questa esperienza di doppiaggio ma anche sul film. Come dicevano Dan e Sabrina nel film si va al di là della magia o al di qua.
David: «Io sono onorato di aver fatto questa esperienza anche se si tratta solo di un cameo, soprattutto per i miei tre figli. Questa è stata una delle cose più belle che ho fatto.
È un film che si presta a tantissimi livelli di lettura, è sia per i bambini che per gli adulti.

La cosa che consiglio è vederlo con i propri figli al cinema, è un’esperienza straordinaria.

Vorrei che diventasse un’esperienza familiare, che venisse condivisa la storia nel film.

C’è una grande lettura psicanalitica. Ci insegna infatti, come nei rapporti famigliari alle volte basti una semplice cosa per cambiare in un click la propria vita.

Nel percorso di ognuno di noi ci sono grandi talenti inespressi. Il film ti insegna a tirarli fuori.
“Oltre la magia” perché quando si esce dalla sala cinematografica si continua a parlare del film.

In Dostoevskij tutti i personaggi sono negativi, in questo film sono invece tutti positivi. Ma hanno bisogno di qualcosa, di una situazione che cambi la loro condizione.

La vera magia che il regista e gli sceneggiatori sono riusciti a trovare con questo film è quella di unire le famiglie. Vedendo questo film le famiglie possono trovare delle ragioni per analizzare sé stessi come individui e le proprie dinamiche interne. Fa riscoprire la magia dei rapporti interpersonali che abbiamo quotidianamente.»

 

Favij ascolta le risposte dei suoi colleghi alla conferenza stampa di Onward
Favij alla conferenza stampa di Onward-Oltre la magia | Photo by Ludovica Casula

 

Favij: «Per me è la seconda volta in un film Disney-Pixar. È stato non solo molto emozionante, ma ho notato l’incredibile somiglianza tra me e il protagonista, sia a livello di fisionomia che caratteriale.

In tantissime occasioni avrei reagito esattamente come reagisce lui. Essendomi legato a questo personaggio come mai prima d’ora, mi sono ritrovato a capire come io avrei reagito in certe situazioni.

Mi rendo conto di quanto sia importante il legame tra fratelli, pur non avendone uno.

La figura di mio padre è sempre stata super importante, è stato anche un po’ mio fratello.

È proprio bello che in un film del genere questa cosa possa toccare sia i bambini che i grandi

Ho singhiozzato sul finale. È uno dei lavori fatti nella mia vita di cui più sono orgoglioso.

 

Raul: «Io non ho avuto grandi problemi per il doppiaggio perché dovevo dire solo una parola che è “pirotecniosa”. Però ci ho messo mezz’ora per dirla, con la giusta intonazione.

Una cosa che è sfuggita a molti è questo “padre a metà”. Ci sono molti di noi che hanno avuto un padre a metà, che c’è ma non c’è.»

 

Anche questo film per le misure dovute al coronavirus è dovuto slittare. Il settore cinematografico è destinato a grosse perdite. Voi come la vedete? Trovate esagerato che si sia deciso di chiudere tante sale?
Fabio: «Io vengo dal focolaio, sono il vostro paziente zero!
La situazione su da noi è surreale. È la prima volta che mi capita quindi è davvero difficile fare un confronto.

Avendo anche dei bambini mi sono informato sul virus, sulla mortalità. Ed è molto meno grave rispetto a quello che sento ai telegiornali.

Il problema sarà economico. Non so se queste misure di precauzione siano giuste, certo ci saranno pochissimi morti e tantissimi falliti. Ci saranno danni a catena, al di là del discorso salute.»

 

Questo film parla molto del rapporto tra fratelli. Tu hai sia un fratello che una sorella. Quanto ti hanno aiutato e quanto tu hai aiutato loro?
Sabrina: «Sono fortunata perché avere fratelli è una cosa preziosa, ci si sente meno soli nella vita. Affettivamente si è più seguiti e coccolati.»

Probabilmente è anche questo uno dei motivi che mi ha fatto piacere di più il film.

 

Sabrina Ferilli sorride alla conferenza stampa di Onward
Sabrina Ferilli, voce di Laurel, alla conferenza stampa di Onward-Oltre la magia | Photo by Ludovica Casula

 

Qual è la magia che ci manca e che dovremmo recuperare nella nostra società?

Raul: «La magia esiste, io volevo fare il mago a 16 anni e sono arrivato ad una certa età facendolo veramente.

La magia che ci manca ce la insegna il film, ovvero dobbiamo ricordare che le persone e le cose che ci circondano sono le magie che vale la pena di scoprire.

Il mondo però va in una direzione diversa.

Tutti si affannano per diventare più ricchi e più importanti, ma le cose più belle sono la famiglia, i valori etc.

Il segreto sta nel continuare a credere che la vita sia un divertimento e un gioco e continuare a professare questo, nella maniera che ti è congeniale.»

Dan: «Non abbiamo mai voluto fare un film che dicesse che la tecnologia fosse qualcosa di male, in un certo senso è magia.

È un film sul trovare l’equilibrio, tutti ci sentiamo a nostro agio con la comodità che ci porta. Quindi è anche una sorta di monito a prendere la strada più faticosa, qualche volta.

Il nostro film fa capire che bisogna anche sfidare se stessi per trovare tutto il nostro potenziale.

Penso che Ian sia un ragazzo timido e insicuro e non viva al livello del suo vero potenziale. Quindi anche se le cose grazie alla tecnologia diventano più facili, bisognerebbe sfidarsi ogni tanto e portare fuori la magia dentro di noi, trovando il giusto equilibrio.»

 

È la prima volta forse che usciranno due film Pixar nello stesso anno, ci sarà anche Soul. È stata una coincidenza o fa parte di un progetto? Dopo John Lasseter, com’è cambiata la Pixar adesso con Pete Docter?
Dan: «Non avevamo intenzione di avere due film nello stesso anno. Credo che sia già successo ma quest’anno sono più ravvicinati.

Dal vero inizio la Pixar è stata guidata da un gruppo fantastico di persone, di artisti che si sono sempre aiutati tra loro e questa cosa continua. Stiamo ancora imparando l’uno dagli altri attraverso i nostri film.

Credo che nel futuro vedrete molti film originali, nuove voci e io amo questa cosa della Pixar, vedere idee strane diventare effettivi film.»

 

Quanto è stato lungo il processo produttivo e creativo per arrivare al film?
Dan: «Per Onward ci sono voluti sei anni e per la Pixar è abbastanza comune.

La maggior parte del tempo è stata dedicata alla sceneggiatura che abbiamo scritto e riscritto.

Ci sono stati vari cambiamenti, grazie anche ai consigli di persone che appartenevano ad altri progetti o studi.

Non abbiamo iniziato a lavorare veramente sull’animazione se non due anni fa. Ecco perché è così cruciale avere performance di qualità per raccontare la storia con cuore e humor.»

 

Ho trovato il tema dell’insicurezza molto carino, non è forse un film solo sulle relazioni con gli altri ma anche sulla relazione con se stessi.
Dan: «Sì, certo. Ero un ragazzo timido, come Ian e credo lo siano molti teenages.

È certamente un film sul trovare la propria confidenza e credere in se stessi, anche correndo rischi. Cercare anche aiuto intorno a te, non per forza dalla famiglia ma anche da qualcun altro.»

 

Noemi Chianese

Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Editoria e scrittura all’Università La Sapienza.
Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera.
Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

 

Cover: i protagonisti di Onward-Oltre la magia | Credits to Walt Disney Pictures and Pixar Animation Studios

Titolo originale: Onward.
Regia: Dan Scanlon.
Genere: animazione, fantastico, avventura.
Stati Uniti, 2020, durata 114 minuti.
Uscita: 16 aprile.
Distribuito da: Walt Disney Pictures.