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Una tedesca “smarrita” in Italia

La mia lettera d'amore per l'Italia.

Comunicazione di Susanne Vogl

14 marzo 2020

Strade vuote, bar chiusi, la gente con le mascherine chirurgiche sul volto, un metro di distanza tra di noi.

Niente baci, niente abbracci… Ma il sole, il sole c’è.

 

Se soffrite un po’ di noia in questi giorni di quarantena, vi racconto la mia storia dell’Italia.

 

Ciao, mi chiamo Susa.
Sono una tedesca innamorata dell’Italia.

Sì, è vero, non è qualcosa di originale: tanti tedeschi lo sono e vengono ogni anno tante volte in Italia per le vacanze.

Ma io non sono venuta in Italia per fare la turista, sono venuta per rimanere.

 

 

L’amore per l’Italia mi viene dai miei genitori. Mi hanno fatto mangiare gli spaghetti alle vongole già da quando ero bambina e mio papà mi ha insegnato sempre un po’ di italiano quando siamo andati in Italia.

Lui non conosceva tante parole d’italiano ma abbastanza per una vacanza.

 

Mi ha sempre detto:

Noi non parliamo inglese o tedesco in Italia, non lo facciamo. La nostra pelle chiara grida già abbastanza che siamo tedeschi!

 

Per non dimenticare mia mamma devo dire che, quando eravamo in Italia, ci siamo sempre perse nella bellezza della moda.

Un miracolo che mio papà non ha perso la voglia di andare in Italia con noi visto che ha trascorso tante ore davanti ai vostri negozi.

Ma basta con i miei ricordi d’infanzia, torniamo ai fatti più seri.

L’anno scorso ho deciso di venire in Italia, ma non per fare le vacanze, per vivere.

Ho studiato un semestre alla Sapienza Università di Roma e vi devo dire la verità

Il primo mese a Roma ho pensato di essere finita all’inferno.

Non ho capito niente, anche se prima avevo studiato l’italiano per due anni in Germania.

Anche i bus e la raccolta differenziata e tante altre cose mi hanno fatto impazzire (non smettete di leggere adesso, non è un articolo negativo).

 

Roma durante il Coronavirus
Le strade vuote di Roma

 

Dopo sei mesi, dovevo lasciare l’Italia e tornare in Germania.

Non voglio diventare drammatica a questo punto, ma mi sembrava davvero una delle cose più dolorose che avevo dovuto affrontare nella mia vita.

In quei sei mesi Roma era diventata casa mia.

Roma, voglio dire grazie a te per tutte le mie esperienze, per tutte le persone che mi hai fatto conoscere e che mi hanno abbracciato sempre anche quando non ero ancora convinta di te.

 

P.S. In questo momento devo dire anche grazie a tutti i miei amici italiani che hanno avuto una grandissima pazienza nel parlare in italiano con me.

 

 

Marzo 2020 – Mi trovo qui a Roma. Sono tornata. Tanti non mi hanno capito quando ho detto:

Non posso più vivere in Germania, devo tornare il più presto possibile in Italia.

 

Ma nella vita non dobbiamo prendere sempre le decisioni responsabili, ogni tanto (secondo me più di ogni tanto) dobbiamo ascoltare cosa dice il nostro cuore.

Per sentirci vivi ci serve la passione, ci servono le avventure, ci serve il profumo della vita. Io ho trovato tutte queste cose in te, Roma.

 

Roma Coronavirus

 

Questa è la mia lettera d’amore per l’Italia.

Voglio solo dirti che mi manchi.

Mi manca il tuo rumore, i tuoi abbracci, le tue sere infinite, la tua gioia di vivere.
Io resto qui, ti sto aspettando.

Guarisci presto.

 

Susanne Vogl

Nata nel 1997 in Germania, vicino Monaco di Baviera. Laurea in Comunicazione e Science Politiche.
Dopo un semestre all'estero (presso La Sapienza a Roma), non vuole più vivere in Germania: si è troppo innamorata della vita in Italia.
Le piace mangiare gli spaghetti alle vongole, ammirando il tramonto sul mare.
Quando non è impegnata nell'imparare la lingua italiana, è schiava della moda e del sushi.