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Google sta rimuovendo un Tracking Tool “perfido” dal suo Browser

Comunicazione di Susanne Vogl

17 Marzo 2020

Il cambiamento potrebbe essere più utile per Google che per i suoi utenti.

 

Se cerchi un articolo in un browser come Google, una catena di testi viene rimandata al sito scelto, come per esempio, “Mozilla/5.0 (iPhone; CPU iPhone OS 10_3 like Mac OS X) AppleWebKit/602.1.50 (KHTML, like Gecko) CriOS/56.0.2924.75 Mobile/14E5239e Safari/602.1.”.

 

Questo fornisce tante informazioni al titolare del sito web:

  • Mozilla/5.0: il tuo browser è “Mozilla-compatible.”
  • iPhone; CPU iPhone OS 10_3 like Mac OS X: la piattaforma che stai usando è un iPhone, running iOS 10.3, che è basato su macOS.
  • CriOS/56.0.2924.75 Mobile/14E5239e Safari/602.1: il “renderer” usato dal browser è Chrome per iOS, versione 56, che sta usando la tecnologia Apple Safari browser.

 

Quella lista dei dettagli sul tuo computer, cosiddetta “user agent”, concepita negli anni novanta per identificare i browser che visitano un sito web, è ora una parte standard di tutti i browser web.

All’improvviso Google ha pubblicato (a Gennaio 2020) i suoi piani sul termine dello “user agent” nella tecnologia che supporta Chrome: si chiama Blink (la stessa tecnologia supporta anche tanti altri browser, compreso il nuovo Microsoft Edge).

 

Logo di Google
Ph by Mitchell Luo on Unsplash

 

Tramite questo passo Google perde l’accesso dei dati rispetto ai concorrenti.

Google ha dichiarato che il suo obiettivo è la protezione della privacy degli utenti.

Anche se le informazioni inviate ai siti web dallo user agent potrebbero sembrare innocue, sono molto precise sulle tecnologie e sui dispositivi che stai usando.

 

Il progetto “Panopticlick” della fondazione “Electronic Frontier” ha mostrato che usare lo user agent offre tantissime possibilità per gli advertiser nel creare un profilo adatto agli interessi degli utenti sulla base dell’identità del loro computer.

In altre parole, lo user agent funziona come un’impronta digitale che permette agli advertiser (quali Google e Facebook) di seguirti sul web, anche se non sei registrato nei loro servizi.

 

Lo user agent incrementa comportamenti negativi, per esempio che siti web, precisamente scelti, sono offerti agli utenti sulla base dei loro browser o che alcuni sono totalmente bloccati a raggiungere gli utenti.

Anche Google ha usato questa strategia. Per esempio, se hai provato ad usare “Hangouts Call”, mentre stavi usando un altro browser come Chrome, non potevi caricarlo. Hai ricevuto un messaggio per spiegarti che occorre usare Google Chrome.

Recentemente Google è stato smascherato nel bloccare l’accesso al suo servizio “Stadia game streaming” per gli utenti del Microsoft Edge, tranne che per il browser basato sulla stessa tecnologia (Chrome).

 

Logo di Google
Ph by Onezero Medium

 

Il famoso “developer blog CSS Tricks” si è espresso così nel 2009:

browser detection is bad, the whole reason web standards exist is so that we don’t have to write specific code [for specific browsers].

 

Google non rimuoverà il feature ma smetterà di aggiornare lo user agent con nuove informazioni se gli utenti cambiano i browser, il che lo renderà meno utile.

Google non è la prima azienda nel provare a ritirare lo user agent: W3C ha proposto un passo simile ma non ha mai raggiunto consenso sul modo di procedere.

Apple che commercializza il suo impegno per la privacy ha provato a mettere lo user agent fuori combattimento (però sembra che tutto sia tornato al punto di partenza).

Il cambiamento della linea di condotta di Google ha delle conseguenze perché il Browser di Chrome detiene il 63% di tutto il traffico web.

Il termine dello user agent dovrebbe indurre gli sviluppatori ad assicurarsi che i loro siti web funzionino con ogni browser.

 

Logo di Google
Ph by Kai Wenzel on Unsplash

 

Potrebbe rendere più difficile la vita degli sviluppatori, comunque per poco tempo: lo user agent è utile per scovare i problemi dei siti web nei browser specifici.

Tante tecnologie, come i software della virtualizzazione, per esempio VMware, si basano sullo user agent per motivi di sicurezza.

Anche se c’è un fondo di verità sulle intenzioni di Google per proteggere la privacy degli utenti, Google non perderà molto con la scomparsa dello user agent.

In base al potere di Google nel web (ha ancora l’accesso alla maggioranza dei dati degli utenti anche senza usare lo user agent), con la fine dello user agent Google elimina l’accesso ai dati per i suoi concorrenti.

Se la privacy fosse davvero importante per Google, utilizzerebbe un feature come un tracker che blocca a Chrome direttamente, come fanno altri browser.

Questa cosa non succederà molto probabilmente visto che lo scopo del gigante Google è seguire i suoi utenti nel web.

 

 

Qui l’articolo originale: Google is Removing an Insidious Tracking Tool from its Browser.