Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Mina senza tempo

#iorestoacasa e ascolto una canzone

Musica di Ludovica Casula

25 marzo 2020

Quando nominiamo Mina, ognuno di noi pensa a qualcosa di diverso: Mina la voce; Mina la donna; Mina camaleonte; Mina scandalo

Non sappiamo come sia fisicamente, oggi, ai suoi ottant’anni, ma siamo certi, attraverso gli ultimi album, che la sua voce è uguale a quella di sessant’anni fa.

Mina, pseudonimo di Mina Anna Maria Mazzini, apparsa in pubblico per la prima volta nel 1958, salì sul palco della Bussola Marina di Pietrasanta e cantò senza nessun imbarazzo.

Appena sentita la sua voce, tutti non riuscirono più a farne a meno invitandola così a innumerevoli serate.

Programmi come Canzonissima, Studio Uno e Sanremo, accrebbero la sua notorietà.

Al Festival partecipò due volte, per poi dichiarare nel 1961 la sua definitiva rinuncia: Mina la coerente.

Tuttavia interpreterà brani in gara nelle varie edizioni che, grazie alle sue performance, diventeranno successi immortali.

Era al primo posto nella categoria dei cosiddetti “Urlatori”, cantanti che negli anni ’60 venivano così etichettati per via dello stile scomposto e ribelle, molto diverso da quello pacato degli artisti della generazione precedente.

Pur non essendo mai stata autrice delle sue canzoni, queste ultime scritte per lei da autori famosi e non, le apparterranno totalmente.

 

mina

 

Personalità dalle mille sfaccettature oltre ad essere cantante straordinaria è icona di stile: bruna, bionda, capelli lunghi, capelli corti, sopracciglia inesistenti, occhiali enormi…

Ciascuno di noi ha la sua Mina.

Altra caratteristica che la distingue dagli altri artisti sono le copertine dei suoi dischi.

Fino a metà degli anni ’80 sono curate dal grafico Luciano Tallari che, insieme a Gianni Ronco e al fotografo Mauro Balletti, hanno dato vita a immagini e grafiche uniche al mondo.

Dalla seconda metà degli anni ’80 la realizzazione delle copertine è invece affidata completamente a Mauro Balletti, il quale crea e modifica l’immagine di Mina nei modi più suggestivi e sorprendenti.

Mina dalle cento facce, cantante senza tempo e senza limite di genere, voce unica che ci fa dimenticare la mancanza della sua presenza.

 

 

MINA FOSSATI

 

Mina Fossati è un disco del 2019 di un grande ritorno di entrambi.

La stessa Mina ha convinto Fossati a interrompere il suo silenzio musicale.

Ascoltando il disco possiamo riconoscere vari generi musicali accompagnati da dialoghi e vari assoli dei due grandi artisti.

Ognuno ha il proprio spazio, nessuno dei due prevale sull’altro.

La canzone di apertura è L’infinito di stelle: voce accompagnata da piano con qualche appoggio orchestrale.

Tex mex è il brano che ha lanciato l’album, dove sentiamo un’unione di blues, musica latina e folk.

Canzoni come La guerra fredda e Luna diamante, conosciuta grazie all’ultimo film di Özpetek, La dea fortuna, manifestano la grandezza, ancora una volta, dell’interpretazione e della voce di Mina accompagnata in sottofondo dagli archi.

Album che ci fa rivivere, attraverso una coppia d’eccezione, voci e musica di altri tempi.

mina fossati

 

Ludovica Casula

Ludovica Casula si è laureata in Didattica e Comunicazione dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Frequenta il secondo anno di magistrale del corso di Teatro, Cinema, Danza e Arti Digitali presso l’Università La Sapienza.
Fin da piccola coltiva la passione per le arti, in particolare per il cinema e la fotografia. Affascinata da tutti gli ambiti che hanno a che fare con il “dietro le quinte” del cinema, dopo varie esperienze lavorative e non, ha aperto una pagina social
“Onefilm.Oneday” attraverso la quale commenta e consiglia film per avvicinare le persone alla
settima arte.
Inoltre, durante i suoi viaggi, realizza piccoli reportage fotografici personali in linea
con lo stile prediletto, la Street Photography.
Altri interessi pregnanti sono la letteratura e la musica, che vengono proposti sui suoi profili social.

Latest posts by Ludovica Casula (see all)