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Succede che la fratellanza tra uomini non è impossibile…

Le sorelle Wachowski lo dimostrano in Sense8.

Film, Just Viewed di Noemi Chianese

30 marzo 2020

I realized quickly when I knew I should
That the world was made up of this brotherhood of man
For whatever that means

What’s up, 4 Non Blondes, Sense8 1×04

 

 

Come sarebbe il nostro mondo se alcuni di noi fossero collegati tra loro?

Se potessero condividere le stesse emozioni, parlare le stesse lingue, avere le medesime qualità?

Sarebbe un mondo dove la fratellanza regnerebbe sovrana o un mondo che si rivolterebbe per la mancanza di privacy?

Queste sono domande nelle quali i filosofi amerebbero cimentarsi, ma intanto nel mondo del cinema e della tv tutto è già possibile.

A porre quesiti del genere sono state innanzitutto le sorelle Wachowski che si ricordano principalmente per la saga di Matrix. Sono loro che hanno dato il via ad un mondo non distante dal nostro, ma allo stesso tempo inimmaginabile.

 

Sense8 (il titolo gioca con la parola inglese sensate e con il numero dei protagonisti) parte proprio da otto individui di Paesi, culture e lingue diverse che si ritrovano all’improvviso ad essere connessi.

La connessione che scopriranno di avere è ad un livello mentale molto profondo, il che li rende parte di una specie ancora più evoluta dell’Homo Sapiens Sapiens, l’Homo sensorium.

L’Homo sensorium è collegato ai membri della propria cerchia sia mentalmente che emotivamente.

Tra loro, i membri possono condividere conoscenze, skills e lingue.
Ma la serie di Netflix non è una storia su un’immaginaria specie evoluta dell’uomo.

 

i pesonaggi di Sense8 che festeggiano il compleanno
I protagonisti di Sense8 in una scena della seconda stagione | Credits to Netflix

 

È una serie sull’essere umani, sulla diversità e sull’uguaglianza che accomunano le persone.

È una serie che esplora mondi realistici al di là del fantascientifico e che guarda ai propri protagonisti come a modelli di riferimento per ogni donna o uomo di qualsiasi cultura, orientamento e credenza.

Ciò che rende unica questa serie sono gli stessi personaggi che, dopo un iniziale scetticismo, iniziano ad aiutarsi in ogni situazione e a collaborare come una vera famiglia.

Ognuno di loro ha qualcosa che lo tormenta, che sia il passato o il presente.

Nonostante questo, pian piano riescono a superare i traumi, grazie soprattutto all’aiuto reciproco.

Nomi, Will, Kala, Riley, Capheus, Lito, Sun e Wolfgang esplorano se stessi attraverso gli altri.

Si chiedono come bisognerebbe rispondere all’eterna domanda “chi sono io?”, cantano insieme canzoni come What’s up dei 4 Non Blondes e I feel you dei Depeche Mode.

 

 

Uno dei temi più importanti che la serie affronta (e che è molto caro alle registe) è quello dell’accettazione in generale e della transessualità in particolare.

Infatti, il personaggio di Nomi è transessuale e gran parte della sua personalità e delle sue esperienze si basano su quelle di Lana Wachowski.

Una delle scene più forti che riguardano Nomi, la troviamo nell’episodio nove della prima stagione.

Parlando con Lito, si ritrova a raccontare di quella volta che nello spogliatoio per maschi, quando già si sentiva a disagio con il proprio corpo, dei bulletti la spogliarono e la bloccarono sotto l’acqua bollente mentre ridevano di lei.

Quella scena si basa su un fatto vero accaduto alla regista.

Sense8 è una serie così umana e realistica proprio perché raccoglie le vite di persone vere e mostra i luoghi per come sono davvero, senza nessun green screen.

 

i personaggi di Sense8 sul carro del Pride
I protagonisti di Sense8 nella scena del Pride a San Paolo | Credits to Netflix

 

Una delle ragioni per cui la serie è stata cancellata da Netflix dopo la seconda stagione, è proprio il fatto che gli episodi venivano girati nelle vere location, in giro per il mondo. Questo ha fatto alzare il budget soprattutto per la seconda stagione.

Ciò che però è successo dopo l’annuncio di Netflix, ha fatto rendere conto a tutti di quanto questa serie abbia avuto un impatto sulle persone.

Sono partite moltissime petizioni online, i fan hanno persino chiamato Netflix e twittato milioni di messaggi con l’hashtag #RenewSense8.

Tutto questo calore da parte dei fan ha reso possibile la realizzazione di un’ultima puntata di due ore per concludere la serie, che avrebbe potuto però continuare fino alla quinta stagione.

Tanti sono i momenti memorabili. Dalla scena in cui tutti cantano What’s Up, alla celebrazione del loro compleanno (sono nati tutti l’8 agosto), al Pride di San Paolo.

Dal discorso sull’amore e sull’arte di Hernando alle scene di orge, magistralmente montate.

Sense8 ha tutti i presupposti per essere un prodotto di intrattenimento.

Dalla fantascienza, alle storie d’amore, al cattivo di turno alle scene d’azione.

Ma il grande pregio della serie è sicuramente la sceneggiatura, che non solo riesce a costruire e a far evolvere in maniera ideale i personaggi, ma fa spesso pronunciare loro perle di saggezza.

 

Alcuni esempi sono:

«L’amore non è qualcosa che pianifichiamo, stabiliamo o controlliamo. L’amore è come l’arte: una
forza che arriva nelle nostre vite senza nessuna regola, aspettativa o limite. L’amore, come l’arte, deve sempre essere libero.»

La vera violenza, la violenza che ho capito essere imperdonabile, è la violenza che infliggiamo a noi stessi, quando ci spaventiamo troppo ad essere chi siamo veramente.

«Quel giorno ho realizzato che la vita e la morte sono sempre così mischiati tra loro, nello stesso modo in cui alcuni inizi sono delle conclusioni e alcune conclusioni sono degli inizi

«Per molto tempo, sono stata spaventata da chi sono veramente perché i miei genitori mi hanno insegnato che c’è qualcosa di sbagliato nelle persone come me. Qualcosa di offensivo, qualcosa che vorresti evitare o per cui magari avere pena. Qualcosa che non si potrebbe mai amare. Avevo paura di questa manifestazione perché desideravo tantissimo farne parte. Quindi, oggi, marcio per quella parte di me che una volta era troppo spaventata per marciare. E per tutte quelle persone che non possono farlo… Le persone che vivono come una volta vivevo io.»

Oggi, io marcio per ricordare che io non sono solo io.

Io sono anche un noi. E noi marciamo con orgoglio.

 

 

2 stagioni, 24 episodi compresi due speciali da due ore. Otto personaggi che portano lo spettatore in un viaggio incredibile, restando comodamente sul divano di casa propria.

Se amate le belle storie, le storie vere e sincere (anche se con un pizzico di fantascienza!), Sense8 fa sicuramente per voi.

E se non amate questo genere di cose, beh perché non iniziare proprio adesso?

 

Noemi Chianese

Noemi Chianese si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Tor Vergata e frequenta il corso di Editoria e scrittura all’Università La Sapienza.
Con tutta probabilità la passione per il cinema è nata quando era ancora nel grembo materno e, da allora, si è espressa in lunghe file ai red carpet, film fino a tarda notte e poster che tappezzano la sua camera.
Il sogno è quello di stare dietro le quinte dove avviene tutta la magia, dove viene soddisfatta ogni curiosità e dove si può trovare il miglior posto in sala.

Cover: i protagonisti di Sense8 | Credits to Netflix

 

Genere: drammatico, fantascienza, azione.
Ideatori: Lana e Lilli Wachowski, J. Michael Straczynski.
Cast: Brian J. Smith, Max Riemelt, Aml Ameen/Toby Onwumere, Doona Bae, Jamie Clayton, Tina Desai, Tuppence Middleton, Miguel Angél Silvestre.