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“Gotico Americano” di Arianna Farinelli

Libri di Ludovica Casula

6 maggio 2020

Siamo alle presidenziali americane del 2016, la notte in cui viene eletto Donald Trump.

Da queste elezioni l’America riscontrerà una crisi d’identità ancora più profonda, portando molti giovani a scappare dalla propria vita per andare incontro a qualcosa di diverso.

Purtroppo per alcuni sarà qualcosa di terribile come la Jihad, una “luce di speranza” da parte dello Stato Islamico.

All’interno di questa atmosfera ci viene raccontata la storia di Bruna, che per amore e lavoro decide di emigrare dal suo paese d’origine, l’Italia, per stabilizzarsi negli Stati Uniti.

Un paese che non è più quello dell’American Dream, ma quello delle contraddizioni dove violenza e razzismo regnano e si è poco tollerante nei confronti del diverso.

La vita di Bruna che apparentemente sembra perfetta, nasconde in realtà una profonda insoddisfazione: il suo lavoro precario da insegnante al college; suo marito Tom, medico affermato ma da sempre sottomesso dai genitori; suo figlio più piccolo Mario, in continuo conflitto sessuale con se stesso.

E infine c’è Yunus, uno studente afroamericano con cui la nostra protagonista avrà una relazione, un ragazzo dall’anima tormentata che finirà per unirsi all’Isis, la sola via per sentirsi fedele a qualcosa di grande.

 

Gotico Americo il romanzo d’esordio di Arianna Farinelli è un ritratto di un’America che ci affascina ma allo stesso tempo ci destabilizza, in cui il diritto alla libertà viene ostacolato da uno spirito conservatore ancora presente nella mentalità di molti e dove il viaggio verso la democrazia sembra sempre più lungo e interminabile.

Il racconto però non vuole essere un romanzo politico, ma si presenta soprattutto come un testo filosofico, dove ognuno di noi può ricercare se stesso attraverso i personaggi della storia.

La Farinelli parla di noi, di come tutti costruiamo la nostra identità o esistenza, ponendoci in continuazione domande su chi siamo o vorremmo essere e facendo infine delle scelte che segnano.

 

Ludovica Casula

Ludovica Casula si è laureata in Didattica e Comunicazione dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Frequenta il secondo anno di magistrale del corso di Teatro, Cinema, Danza e Arti Digitali presso l’Università La Sapienza.
Fin da piccola coltiva la passione per le arti, in particolare per il cinema e la fotografia. Affascinata da tutti gli ambiti che hanno a che fare con il “dietro le quinte” del cinema, dopo varie esperienze lavorative e non, ha aperto una pagina social
“Onefilm.Oneday” attraverso la quale commenta e consiglia film per avvicinare le persone alla
settima arte.
Inoltre, durante i suoi viaggi, realizza piccoli reportage fotografici personali in linea
con lo stile prediletto, la Street Photography.
Altri interessi pregnanti sono la letteratura e la musica, che vengono proposti sui suoi profili social.