Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Qualcosa di inatteso ci aspetterà una volta sconfitto il Covid-19

Comunicazione di Susanne Vogl

15 Maggio 2020

Se pensate che il COVID-19 sia l’unica cosa pericolosa che stiamo affrontando in questi giorni, ripensateci. La mancanza di contatto può rivelarsi fatale.

 

Quando è stata l’ultima volta che hai toccato qualcuno, gli hai stretto le mani, l’hai abbracciato, gli hai dato una pacca sulle spalle? Con ogni probabilità, non di recente, scommetto.

 

Alcuni anni fa, un certo Dr. John Benjamin ha condotto una serie di esperimenti al University of Colorado Medical Center. Ha dato a due gruppi di ratti strumenti identici per la sopravvivenza: cibo, acqua e uno spazio vitale sicuro. L’unica differenza era che i ratti di un gruppo erano accarezzati e coccolati, mentre l’altro era ampiamente ignorato.

Il risultato? I ratti accarezzati impararono e crebbero più velocemente.

 

Il tatto, ha dimostrato questo studio, è essenziale per la sopravvivenza.

 

Come ho scritto nel mio libro Brand Sense, la parola “tocco” racchiude un mondo di significati. Cerchiamo di restare in contatto con gli amici, e perdiamo il contatto con gli altri.

 

amici si abbracciano
Ph by Priscilla du Preez on Unsplash

 

Le persone hanno un debole nel dare il proprio tocco personale. Ci sentiamo toccati da gesti di cura e preoccupazione, ed esprimiamo il nostro disgusto dicendo:

Non lo toccherei neanche con un palo di tre metri.

 

La lista continua.

 

Ed eccoci all’anno 2020, e non ho toccato un’anima! Beh, in realtà l’ho fatto, ma posso contare le persone che ho toccato sulle dita di una mano…

 

Ecco il problema. Visivamente siamo appagati, forse anche pieni fino a scoppiare. Ieri mi sono trovato davanti a uno schermo per nove ore di teleconferenze. Una dopo l’altra.

Dopo aver finalmente riagganciato, ho provato un senso di vuoto.

Avevo parlato con molte persone, a volte anche ridendo, eppure mi sentivo come se avessi visto il mondo attraverso uno specchio, a senso unico.

 

 

I sensed that I had observed the world, but never really participated in it.

 

In Giappone si è costituita una forte opinione sulla tematica dopo anni di studi empirici, molti dei quali includono i cittadini anziani. Gli studi condotti nelle case di riposo in tutto il Paese hanno trovato una correlazione diretta tra la mancanza di contatto e la depressione – e, con essa, l’aspettativa di vita.

Meno gli anziani facevano uso del loro senso del tatto, prima sarebbero morti.

Nel tipico stile giapponese, hanno inventato uno strumento speciale con l’unico scopo di prolungare la vita: un robot vestito come un cucciolo di foca soffice e carino. Permetteva agli anziani di accarezzarli, compensando la mancanza di contatto fisico con i loro parenti e amici, impegnati e assenti.

 

robot - anziani - solitudine

 

Il che mi riporta ad oggi. La tecnologia è meravigliosa, naturalmente. Non lo nego.

Come potremmo sopravvivere a questa crisi senza di essa?

 

Eppure, ieri, pensando al cinquantesimo anniversario della Giornata della Terra, sono andato in spiaggia e ho notato dei bambini che giocavano per strada.

Per la prima volta dopo anni, li ho visti ridere mentre correvano, senza tenere degli schermi in faccia.

 

Strano, se ci pensate. Forse per la prima volta, avevano avuto accesso illimitato ai loro schermi, eppure avevano scelto di lasciarli dentro casa mentre giocavano per strada.

Gli uccelli hanno occupato il mio balcone. È la prima volta da quando mi sono trasferito.

Ho persino visto una volpe che attraversava la strada in pieno giorno. Non vedevo una volpe da quando ero bambino.

Ho notato l’odore dell’aria fresca, piuttosto che l’odore dell’inquinamento.

Uno studio globale pubblicato ieri dalla società svizzera IQair mostra che la qualità dell’aria di Los Angeles, città nota per la sua aria inquinata, è oggi tra le migliori al mondo (l’inquinamento di Los Angeles è sceso del 51%); questa impresa sarebbe sembrata impossibile prima degli ordini di confinamento a casa della California, emessi qualche settimana prima.

E mentre nuotavo in mare, ho visto dei tizi che pescavano dal molo discutere di come, per la prima volta dopo decenni, potessero vedere il fondo del porto.

 

aria fresca - natura - inquinamento
Ph by Joseph Ngabo on Unsplash

 

Mentre facevo ricerche per il mio ultimo libro, Small Data, ho imparato che abbiamo tutti perso l’equilibrio. Che la nostra missione costante è (o dovrebbe essere) quella di recuperare questo equilibrio.

Il divario tra l’essere la stabilità e lo sbilanciamento rappresenta l’opportunità di un nuovo prodotto, marchio o servizio. Può essere che io sia in sovrappeso (e Weight Watchers diventerebbe la risposta), o che io mi senta solo (dovrei provare match.com?), o che mi senta insicuro (contatterei Tony Robbins).

O forse, come hanno scoperto i giapponesi, stiamo sentendo di aver perso il contatto con il resto del mondo.

 

It may not seem like a seriously big deal – but then again, perhaps it is more serious than you and I can possibly imagine.

 

Certo, la risposta potrebbe essere in qualcosa di innovativo come l’introduzione su scala globale dei cuccioli di foca robot – ma sinceramente non vorrei morire con uno di quelli tra le braccia.

 

contatto - amore - distanza
Ph by Scott Broome on Unsplash

 

Il che mi fa pensare: forse nel bel mezzo di questa crisi, alcuni aspetti del nostro mondo stanno guarendo.

Forse stiamo iniziando a capire il messaggio: Quello di cui abbiamo davvero bisogno è il contatto umano.

 

 

Questa è la traduzione dell´articolo: Something unexpected is waiting for us once COVID-19 is over.

Se volte saperne di più su Martin Lindstrom, leggete la nostra intervista!