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Passage to Mars: una storia di perseveranza

Se amiamo il nostro pianeta dobbiamo alzare gli occhi al cielo e sognare.

Film, Just Viewed, Rubriche di Lavinia Consolato

5 Giugno 2020

Il mio compito è mettere tutti in pericolo.

Si presenta così Pascal Lee, lo scienziato che ci porterà in un’avventura nel Circolo Polare Artico, con una spedizione che ha lo scopo di simulare le condizioni di una futura missione su uno dei pianeti più misteriosi ed importanti del nostro sistema solare, Marte.

La scienza è in continuo dialogo con la fantasia umana, l’uomo è un sognatore, un filosofo, si chiede il come e il perché dell’esistenza.

 

L’uomo è geneticamente curioso e bisognoso di risposte: una volta scoperto che quel sasso che chiamiamo Luna non è fatto di formaggio svizzero, l’attenzione si è spostata su Marte.

Marte, il quarto pianeta, il pianeta rosso, è più simile alla Terra di quanto non si creda.

 

Spiega Lee che il mistero di Marte risiede nei suoi ghiacciai, perché Marte potrebbe una volta essere stato come la Terra, ed essere arrivato a presentarsi come è ora in seguito ad un evento climatico non dissimile dalla crisi di cui noi, Terra, siamo ora testimoni.

Il nostro scienziato organizza quindi una spedizione con altri studiosi ed esploratori, filmata dal regista Jean Christophe Jeauffre, per testare la resistenza dei macchinari con i quali, un giorno, la Nasa potrebbe attuare uno sbarco su Marte.

Attraverso il passaggio a Nord Ovest devono raggiungere l’isola di Devon: falliscono e mesi dopo ritentano.

La perseveranza è la chiave di tutto, senza perseveranza non c’è risultato.

 

 

I luoghi dell’azione sono quelli resi famosi dalle spedizioni della Marina Britannica: la famosa storia di The Terror, così come anche la spedizione di Shackleton con l’Endurance.

Il passaggio a Nord Ovest è uno dei punti più critici della storia dell’esplorazione: Lee lo sa, per conquistare Marte, bisogna conquistare il passaggio.

«Sogno di viaggiare verso Marte non solo nello spazio, ma anche nel tempo». Riflettere sullo spazio è un inevitabile modo per riflettere sulla Terra stessa.

Pascal Lee spera che le generazioni future riescano a conquistare ciò che la sua generazione e quelle passate hanno sempre sognato.

Siamo soli nell’universo? Dovremo abbandonare la Terra un giorno?

Attraversando il passaggio, gli scienziati analizzano il ghiaccio e spiegano la situazione dello scioglimento del Polo.

Un singolo orso bianco fa la sua comparsa, come un fantasma che vuole ricordarci che lui è ancora lì, non si è ancora estinto.

 

La spedizione fallisce, ma il sogno rimane.

Passage to Mars di Jeauffre non è un semplice documentario che può interessare solo chi si occupa di scienza o ecologia, ma anche chi, con la fantasia, si è spinto al di là di questo mondo.

 

Non per nulla la casa di produzione si chiama Jules Verne Adventures Production: citando l’astronomo britannico John D. Barrow,

l’universo è un’opera d’arte

e se amiamo il nostro pianeta dobbiamo alzare gli occhi al cielo e sognare.

 

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Durata: 95′
Anno: 2018

 

Cover: Passage to Mars | Saa Amarualik | Copyright JVA 2015