Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

“Matthias & Maxime” e quel bacio mai mostrato

Film, onefilm oneday, Rubriche di Ludovica Casula

9 Luglio 2020

Un bacio mai mostrato quello tra Matthias e Maxime.

Un bacio cinematografico che per scherzo e casualità li unisce in un cortometraggio di finzione.

Un bacio, ripreso dalla telecamera, che nasce e finisce in quei pochissimi minuti, portando i due protagonisti a scoprire la propria (omo)sessualità.

 

Matthias e Maxime, amici d’infanzia, sono cresciuti all’interno di un gruppo di ragazzi legati da una forte amicizia. Quest’ultima tra i due, però, inizia ad esitare dopo la scena di un bacio recitato per un breve filmato girato dalla sorella di un amico, che a noi spettatori non verrà mai presentato.

Il regista Dolan si servirà di questo pretesto per analizzare il cambiamento sentimentale tra i due amici, incapaci di decifrare cosa realmente quel bacio abbia significato per il loro rapporto.

 

Seguiremo in parallelo le vicende tormentate dei due giovani: da una parte Matthias, giovane avvocato, in una forte crisi di identità e di accettazione dei propri sentimenti, dall’altra Maxime che, dopo aver subito per troppo tempo gli abusi della madre e il mancato aiuto di un fratello assente, decide di partire in Australia in cerca di lavoro.

A tutto questo farà da sfondo la presenza degli altri amici che osservano e subiscono l’evoluzione di questa situazione.

 

Ottavo lungometraggio del giovane Xavier Dolan che sceglie di lasciarsi alle spalle l’esperienza del cinema francese e inglese, per tornare nella terra madre: Montréal in Canada.

 

Matthias & Maxime risulta una piccola opera drammatica dove ogni inquadratura riesce a darci una sensazione di intimità ed empatia con i personaggi.

Un film che esalta quelli che sono i legami di una vita e che vengono messi in discussione da sentimenti ignoti e tumulti interiori che distruggono e ricostruiscono identità.

Una storia semplice che entra profondamente all’interno degli stati d’animo dei personaggi, non solo con le parole, ma soprattutto attraverso gli sguardi e i gesti.

 

Dolan dirige e torna sulle tematiche che costituiscono la sua poetica e alimenta il tutto attraverso l’uso di musiche che oscillano tra un pop contagioso e un repertorio classico da atmosfera melodrammatica.

Inoltre, il regista non perde l’occasione di citare il cinema che ha sempre amato: l’impronta della mano di Kate Winslet sul finestrino della macchina nel film Titanic (da sempre considerato come il film d’ispirazione per il regista), verrà riproposta e omaggiata in una meravigliosa sequenza.