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Banksy a visual protest

Al Chiostro del Bramante dall'8 Settembre 2020 all'11 Aprile 2021.

Arte di Daniele Votta

12 luglio 2020

I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre e sono la voce delle persone inascoltate.

 

 

L’artista

 

Nato a Bristol presumibilmente nei primi anni del 1970, Banksy è lo street artist che meglio analizza e interpreta le grandi problematiche sociali e politiche della nostra epoca. La sua arte si manifesta come un’esplicita e mordace provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo e del mercato dell’arte.

 

 

La mostra

Oltre 90 opere, in un percorso espositivo rigoroso, raccontano il mondo di Banksy. All’interno dell’architettura cinquecentesca del Chiostro del Bramante, a Roma, trova spazio l’artista “sconosciuto” che ha conquistato il mondo grazie a opere intrise di ironia, denuncia, politica, intelligenza, protesta.

Da Love is in the Air a Girl with Balloon; da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV, dalle stampe realizzate per Barely Legal, una delle più note mostre realizzate, ai progetti discografici per le copertine di vinili e CD.

 

Facevo proprio schifo con la bomboletta, così ho cominciato a ritagliare stencil,

dalle parole di Banksy l’indicazione sulla tecnica da lui più utilizzata.

In mostra, grazie allo stencil: stampe su carta o tela, insieme a una selezione di opere uniche realizzate con tecniche diverse dall’olio o dall’acrilico su tela allo spray su tela, dallo stencil su metallo o su cemento ad alcune sculture di resina polimerica dipinta o di bronzo verniciato.

 

Immagina una città in cui i graffiti non fossero illegali, una città in cui tutti potessero disegnare dove vogliono. Dove ogni strada fosse inondata di miriadi di colori e brevi espressioni. Dove aspettare in piedi l’autobus alla fermata non fosse mai noioso. Una città che desse l’impressione di una festa aperta a tutti, non solo agli agenti immobiliari e ai magnati del business. Immagina una città così e scostati dal muro – la vernice è fresca.

 

Ci vuole del fegato, e anche tanto, per levarsi in piedi da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessuno altro crede – come la pace, la giustizia e la libertà.

Il percorso espositivo prevede, anche comprendendo più di 20 progetti per copertine di dischi e libri, un arco temporale dal 2001 al 2017. Tutte le opere provengono da collezioni private.

Con questo nuovo progetto espositivo DART – Chiostro del Bramante prosegue il suo impegno nel raccontare al pubblico l’arte attraverso i protagonisti; dopo il successo di “Bacon, Freud, la Scuola di Londra“, realizzata grazie alla collaborazione di Tate, ora è il turno di Banksy.

I “muri” progettati da Donato Bramante intorno al 1500 ospitano le idee, i segni, i messaggi lanciati dall’artista ignoto più famoso del mondo, su tanti muri, in tante città. Solo in apparenza una contraddizione perché il Chiostro ha dimostrato, in questi anni, una grande apertura verso i linguaggi più diversi della contemporaneità.

 

 

Chi è Banksy?

Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno, a parte i suoi amici e i suoi collaboratori più stretti, conosce la sua identità.

 

Non so perché le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della vita privata: l’invisibilità è un superpotere.

 

Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground della capitale del Sud Ovest dell’Inghilterra, dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi, ha iniziato a invadere numerose città, da Bristol a Londra, a New York, a Gerusalemme fino a Venezia con graffiti e varie performance e incursioni.

 

 

L’anonimato

La scelta di rimanere nell’anonimato nasce da un insieme di esigenze: la necessità di sfuggire alla polizia, data la realizzazione di incursioni e di graffiti illegali; tutelarsi considerando lo sfondo satirico delle sue opere che trattano argomenti sensibili come la politica e l’etica; il desiderio di non inquinare la percezione della sua identità e delle sue opere, come afferma l’artista stesso.

 

Non ho il minimo interesse a rivelare la mia identità. Ci sono già abbastanza stronzi pieni di sé che cercano di schiaffarvi il loro brutto muso davanti.

 

 

Il pubblico

 

L’arte è diversa dalle altre forme di cultura, dal momento che non è il pubblico a decretarne il successo. Gli spettatori riempiono le sale dei concerti e dei cinema ogni giorno, leggiamo romanzi a milioni e compriamo dischi a miliardi. Siamo noi, la gente, a influire sulla produzione e la qualità di gran parte della cultura, ma non su quelle dell’arte.

 

Quella di Banksy è una comunicazione diretta, nel rifiuto del sistema e delle regole, l’artista si rivolge al suo pubblico senza filtri, le sue opere sono testi visivi capaci di informare e di far riflettere.

 

L’Arte che ammiriamo è il prodotto di una casta. Un manipolo di pochi che creano, promuovono, acquistano, espongono e decretano il successo dell’Arte. Quelli che hanno voce in capitolo saranno non più di qualche centinaio. Quando si visita una galleria d’arte si è solo dei turisti che osservano la vetrinetta dei trofei di qualche milionario.

 

 

I temi

 

Esistono senza il consenso di nessuno. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in silenziosa disperazione tra il sudiciume. E tuttavia sono in grado di mettere in ginocchio intere civiltà. Se sei sporco, insignificante e senza amore, allora i ratti saranno il tuo modello.

 

La guerra, la ricchezza e la povertà, gli animali, la globalizzazione, il consumismo, la politica, il potere, l’ecologia, i temi che Banksy affronta sono i temi del mondo.

Un piccolo topo con grembiule e ramazza introduce le 5 sezioni del sito pestcontroloffice.com – What Is Pest Control?Authentication for PrintsAuthentication for ArtChange of Ownership RequestsJoin Mailing List.

Pest Control, dal 2009, è l’ente ufficiale in grado di autentificare le opere di Banksy. Pest Control certifica solo i pezzi prodotti per la vendita, quindi non le opere street art, non essendo state concepite per il mercato (salvo alcune eccezioni). Sul documento di autenticazione è spillata la metà di una banconota da 10 sterline che riporta l’effige di Lady Diana. La banconota ha un numero di identificazione scritto a mano che corrisponde al numero presente sull’altra metà, che rimane alla Pest Control; un falso che serve a dimostrare che si possiede l’originale.

Pest Control ha ottenuto risultati radicali nella “pulizia” del mercato ma, allo stesso tempo, ha fatto infuriare quanti possiedono opere di Banksy indubbiamente autentiche ma che, per varie ragioni, l’artista si rifiuta di autenticare.

Pest Control è di proprietà della Pictures on Walls (POW), prima società di Banksy fondata nel 2003. Le azioni di street art vengono autentificate tramite il sito banksy.co.uk e l’account instagram @banksy.

 

 

L’arte è sempre contemporanea
#artisalwayscontemporary

L’arte è sempre contemporanea al suo tempo: in occasione del Cinquecentenario dalla morte di Raffaello e della nuova mostra in calendario, il Dipartimento educativo del Chiostro del Bramante dedica uno speciale progetto educativo che promuove un dialogo tra l’opera ad affresco di Raffaello Sanzio e i lavori del celebre street artist britannico.

Non certo un confronto tra i virtuosismi delle opere del maestro urbinate e la tecnica dello stencil usata dall’artista “sconosciuto”, ma un dialogo sulla potenza evocativa delle loro immagini.

Un linguaggio innovativo che li ha resi protagonisti e rivoluzionari nel loro tempo, una grammatica del disegno che rende le immagini icone, in grado di veicolare messaggi, stati d’animo, emozioni.

 

A partire dall’eccezionalità che rappresenta il complesso rinascimentale del Chiostro del Bramante, luogo unico di sperimentazione che ha fatto incontrare i grandi maestri del Rinascimento e che oggi è aperto all’arte contemporanea, il Dipartimento Educativo del museo ha progettato percorsi educativi che mettono in relazione l’antico e il contemporaneo.

Le attività didattiche, ideate per rendere l’esperienza di visita completa ed esaustiva, permettono di conoscere protagonisti, luoghi e periodi storici diversi per comprendere come l’arte sia stata sempre contemporanea al suo tempo!

 

BANKSY A VISUAL PROTEST è una mostra organizzata da DART Chiostro del Bramante in collaborazione con 24 ORE Cultura e ideata da Madeinart

con il patrocinio di Regione Lazio – Assessorato alla Crescita Culturale media partner Sky Arte – Radio Monte Carlo partner tecnico Active Image GmbH media coverage Arte.it – Wanted in rome

 

Daniele Votta

Dall’analogico al digitale il percorso, gli obiettivi e le strategie non cambiano. In questo modo la passione per il marketing e la comunicazione che Daniele Votta ha applicato con energia ed entusiasmo, sia nell’organizzazione di eventi che nella produzione radiofonica, è ora approdata al social media marketing. CDA di successo in una delle più importanti radio private, account commerciale per il centro Italia di Edizioni Zero, docente di Marketing applicato alla radiofonia privata nei corsi della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni dell’Università La Sapienza di Roma. Oggi fondatore e Managing partner di Bake Agency: agenzia di comunicazione e marketing con base a Roma. Una start up dal carattere forte, innovativo e creativo che si avvale della preziosa e qualificata collaborazione di coworkers da tutta Europa.
Daniele Votta