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Audiodrome: un viaggio sonoro nel rapporto fra musica e società

Musica di Andrea Benedetti

27 luglio 2020

Qual è il rapporto fra musica e società?

Come si è intrecciata la musica nella vita degli esseri umani?

La musicologia lo sta studiando da decenni e un libro molto bello che consiglio a tutti, “Il mondo in sei canzoni” di Daniele Levitin, ci fa capire come questo rapporto sia connesso con gli esseri umani sin dagli inizi della civiltà.

Per ampliare questa connessione emotiva, quasi necessaria a livello psichico, l’essere umano ha usato la tecnica, sia essa una corda tesa che un microchip, come strumento di evoluzione, crescendo con lei ed interagendoci.

Ha poi codificato nuovi linguaggi, creando scale e note, per poi magari mettere tutto in discussione. Un rapporto sinergico che si è arricchito con la sempre maggiore socializzazione fra esseri umani e con la successiva urbanizzazione, passando da strumento di comunicazione singola (all’inizio le canzoni erano sostanzialmente odi personali) a elemento di propaganda e comunicazione di concetti specifici.

La musica è quindi diventata qualcosa di più e ormai fa parte integrante della nostra vita, aldilà del formato con la quale oggi la possiamo fruire.

Il progetto Audiodrome nasce con la telefonata di Massimiliano Iervolino, amico di lunga data con cui abbiamo condiviso in passato tanti ascolti e oggi segretario dei Radicali Italiani.

 

 

All’interno del loro sito, c’è una sezione, chiamata Eretica, dedicata ai podcast. Un modo ormai sdoganato di comunicazione che nel loro caso, offre contenuti manifesto della loro lotta politica: antiproibizionismo, femminismo, lotta alle mafie e tanti altri temi dei diritti civili.

La possibilità di trattare questi temi in maniera semplice e con l’aiuto dei tanti amici e amiche con i quali sono entrato in contatto in questi decenni è stato troppo intrigante per non metterlo in pratica.

Ho chiamato prima di tutto, Andrea Paolo Lisi, mio grande amico con cui abbiamo condiviso ore e ore di discussione sull’elettronica, la techno, il groove e tanti altri temi che poi saranno parte del programma.

Assieme lo abbiamo strutturato in maniera cronologica, come una sorta di viaggio sonoro, a cavallo fra fatti e concetti per cercare di dare il quadro più completo possibile su questo rapporto.

Nella prima puntata abbiamo messo a fuoco questi temi, partendo dalla musica del ’900 che è quella che più ha influenzato la musica popolare odierna e già dalla seconda abbiamo iniziato ad entrare nel vivo, parlando di jazz.

 

 

Per farlo ci siamo serviti degli aneddoti e della conoscenza di David Nerattini, beatmaker storico dell’hip hop italiano, nonché batterista del gruppo La Batteria e giornalista musicale.

Il dialogo venuto fuori con David ci ha restituito prima di tutto il racconto di una musica che è stata espressione di disagio sociale, esclusione, ma anche gioia e creatività.

La negazione della possibilità di suonare da parte della comunità afroamericana, al tempo schiava e sottomessa, ha lentamente avuto delle possibilità di espressione che si sono contaminate con linguaggi musicali esistenti, ma soprattutto con esseri umani di diverse provenienze.

Si è lentamente sollevato quindi una sorta di grido di libertà che è diventato poi coro e canto e che ha influenzato tantissimi altri artisti a venire, creando altri rivoli di creatività e altri stili che poi faranno parte delle nostre puntate future.

Vi invito quindi ad ascoltare le prime due puntate (Audiodrome #1L’inizio e Audiodrome #2La Jazz: Modernismo afroamericano) e di seguirci nelle puntate successive che avranno cadenza quindicinale e che potranno essere sempre riascoltate.

A corredo della pubblicazione di ogni singolo episodio ci saranno poi link con documentari e playlist per dare un senso visivo o sonoro alla nostra chiacchierata e poter allargare, se lo si vuole, le proprie conoscenze.

 

Buon viaggio!

 

 

Cover Ph: David Nerattini