Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

Newsletter

Miserabili contro miserabili: la lotta eterna nel film di Ladj Ly

Les Misérables mette in scena un fatto realmente accaduto.

Film, Just Viewed, Rubriche di Noemi Chianese

29 Luglio 2020

Chi sono i miserabili? Coloro che si distinguono per una particolare bassezza morale? O coloro che non hanno quasi nulla con cui vivere?

Coloro che si trovano all’ultimo scalino della piramide sociale, che si fanno mettere i piedi in testa, che non reagiscono.

 

Per Victor Hugo, i miserabili erano quelli che vivevano una condizione umana segnata dall’abbrutimento dell’uomo per colpa dell’indigenza, dall’avvilimento della donna per colpa della fame e dall’atrofia del fanciullo per colpa delle tenebre.

 

I miserabili del regista Ladj Ly non sono tanto diversi.

Si dice che i classici sono tali perché riescono ad essere sempre attuali, ed è vero. Il capolavoro di Hugo è applicabile anche alle storie che sentiamo al telegiornale ogni giorno. O alle storie che vediamo al cinema.

Reduce da documentari (e da un corto su cui è basata la pellicola), il regista francese porta la sua macchina da presa in un quartiere dell’Ile-de-france, Montfermeil.

Questo è il quartiere dove Hugo scrisse I miserabili e dove sono ambientate alcune delle scene del romanzo, in particolare quella dell’incontro tra Jean Valjean e Cosette.

 

Nel quartiere vivono varie comunità africane e islamiche. Prima era il centro di una grossa rete di spaccio, ora di prostituzione.
Stephane Ruiz è un poliziotto che si è fatto trasferire per stare vicino al figlio. Si unisce all’unità anti-crimine formata da altri due poliziotti, Chris e Gwada. Quest’unità è solita girare proprio nel quartiere di Montfermeil per fermare tutti i traffici illegali.
Ben presto però, Stephane capirà che tipo di poliziotti (e di uomini) che sono i suoi colleghi. In particolare, Chris abusa spesso della sua posizione per palpeggiare ragazze durante controlli e usare la violenza sui ragazzini del quartiere.

 

uomo e tre ragazze che parlano ne i miserabili
Alexis Manenti nei panni di Chris in una scena del film | Credits to Lucky Red

 

Tutto ciò che sconvolge Stephane succede in una giornata. Uno dei ragazzini del quartiere, Issa, ruba un leoncino dal nuovo circo del quartiere.

Gli zingari che lo gestiscono se la prendono con “il sindaco”, un uomo che dovrebbe tenere sotto controllo il quartiere e avere rapporti con la polizia. Il tutto potrebbe sfociare in qualcosa di pericoloso, così la squadra anti-crimine si mette alla ricerca del leoncino e del ladro.

Quando finalmente trovano Issa, usano direttamente le maniere forti per sapere dove ha nascosto il leoncino. I compagni che erano con lui, però, non sopportano quel continuo abuso di potere e iniziano a prendersela con i poliziotti. Nella foga dello scontro, Gwada spara una flash-ball, colpendo il viso di Issa.

 

Con la fine dello scontro, la priorità di Chris non è tanto quella di curare il ragazzino ma di prendere un drone che li aveva filmati.
Quel video potrebbe rovinare le loro carriere e potrebbero rischiare il linciaggio.

Stephane è però combattuto. Si trova con un ragazzino ferito tra le braccia, mentre i suoi colleghi fanno di tutto per trovare il proprietario del drone.

 

giovani ragazzi di colore ne i miserabili
I giovani protagonisti di Les Misérables in una scena del film | Credits to Lucky Red

 

Entrambe le parti sono cariche di rabbia.

Da una parte una rabbia e una violenza ingiustificata, dall’altra la rabbia di dover sempre subire senza mai poter reagire.

È interessante vedere che sono i più giovani a ribellarsi. Gli adulti hanno forse accettato la loro condizione, ma i figli no.
D’altronde, sono sempre le nuove generazioni che iniziano le rivolte. Guardano a come le loro famiglie hanno dovuto vivere, magari per colpa di altri. E non ce la fanno ad abbassare la testa e ad ubbidire.

Lo scontro tra poliziotti e persone di colore non è una novità. Alcune volte si riaccende prepotente e scatena manifestazioni e rivolte come quelle in America di questi mesi.
Non è nemmeno una prerogativa dell’America razzista, ma succede ovunque.

Il film infatti, è basato su un evento realmente accaduto il 14 ottobre 2008, a cui lo stesso regista aveva assistito.

 

Ma lo scontro a cui assistiamo come spettatori, non mette al centro il tema del razzismo. Non se ne parla mai perché non è quello il problema.

Il problema è che a scontrarsi sono miserabili contro miserabili. Gli uni che cercano di prevalere sugli altri, senza il successo di nessuna delle parti.

I loro piani per prevalere non vanno al di là della violenza più brutale e maschile. Non si cerca il confronto e i compromessi alcune volte riescono solo perché sono vantaggiosi per tutti.

 

i tre protagonisti de I miserabili
Damien Bonnard, Alexis Manenti e Djibril Zonga in una scena del film | Credits to Lucky Red

 

Forse il fatto di lavorare in quel quartiere da dieci anni ha offuscato le menti di Chris e Gwada che conoscono un solo modo per farsi rispettare.
Stephane, che viene da fuori, è l’unico che può guardare le cose da un’angolazione diversa. Provare a capire i bisogni e le necessità di tutti e cercare di fare il poliziotto buono.

Ma l’odio, la paura, la rabbia e il disprezzo si radicano in maniera più forte rispetto a qualsiasi desiderio di pace e collaborazione.
Questi sono sentimenti che corrompono gli animi, anche quelli più buoni.
Per questo il cerchio non si chiude mai. Per questo gli scontri continuano ad esserci, a vivere nel presente.
Quello che succede nel passato viene preso come esempio da evitare per il futuro. Ma il presente spesso chiude gli occhi e ignora tutto quello che è successo prima, creando altri precedenti che saranno dimenticati nel futuro.

Ne Les Miserablés di Ladj Ly non ci sono vincitori né vinti. Se gli abitanti del quartiere sembrano essere perdenti perché non possono niente contro la polizia, i poliziotti perdono pezzi della loro anima lacerati, quasi sempre, dal senso di colpa.

 

Allora, Hugo aveva ragione ad ammonirci: «Ricordatevi di questo, amici miei. Non ci sono cose come le piante cattive o uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori».

 

 

 

Cover: Locandina di Les Misérables | Credits to Lucky Red