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Quali sono le regole per un CV perfetto?

Massimo 2 pagine. Sul serio, neanche i CEO di multinazionali hanno bisogno di più di due pagine.

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

3 Agosto 2020

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La domanda di oggi:

quali sono le regole per un CV perfetto?

 

Risposta di Francesco J. Galvani, Strategic & Digital Marketing Consultant presso Deep Marketing (2016-oggi).

 

Photo by Hello I’m Nik 🎞 on Unsplash

 

Le regole per un buon CV sono immortali e sempre le stesse, ma la gente sembra dimenticarle continuamente per via dei sempre-nuovi-consigli dei guru del momento.

 

Per lavoro ho visto una marea di CV per collaboratori e stagisti e ho incamerato consigli da head hunter e vari conoscenti che lavorano nell’ambito. Ti segnalo i più importanti:

  1. Massimo due pagine. Sul serio, neanche i CEO di multinazionali hanno bisogno di più di due pagine.
  2. A meno di esplicita richiesta NON usare il format europeo. È fatto male ed esoso in termini di spazio. Illeggibile.
  3. Non seguire la moda dell’autovalutazione delle skill con stelline e affini, a meno non si parli di competenze tecniche e certificabili in modo oggettivo (nel mio campo un esempio è Photoshop o Google AdWords).
    All’inizio serve sempre una introduzione rapida del proprio profilo e della propria professionalità, segue in ordine cronologico discendente l’esperienza lavorativa, quella educativa e in fondo gli extra come lingue, informatica e quel che ti pare.
  4. La cover letter è utile ma non fondamentale in Italia.
  5. La grammatica e l’ortografia devono essere perfette. Banale, ma dimenticato. Fare sempre rivedere il CV al proprio amico che sa scrivere.
  6. Coerenza nei tempi verbali, grazie.
  7. Mai essere ampollosi e retorici (leggo continuamente frasi del tipo: nonostante la mia giovane età bla bla bla ho partecipato alla mega conferenza di bla bla bla – o ho collaborato con bla bla bla dando il mio prezioso contributo in bla bla bla – e ho presentato bla bla bla confrontandomi con bla bla bla). E smettiamola. Una persona giovane deve solo dimostrare di avere skill tecniche e buona volontà, nessuno ci crede al resto. O, se ci crede, ci mette un secondo a pensare “sì, va beh, avrai fatto il portaborse o sei un figlio di papà”. Un manager deve invece dimostrare track record e capacità di gestione di progetti complessi con poco budget. Il resto è rumore fastidioso. Esempio personale: ho sempre avuto grossi dubbi su come elencare nel mio CV i miei risultati professionali senza sembrare arrogante (quanto è migliorato il fatturato, gli openrate, i premi vinti…). Ho fatto vari esperimenti e ho notato che il più funzionale è metterli come semplici bullet point in posizioni strategiche senza esploderli troppo.
  8. Se ci sono gap di carriera spiegare perché. Startup? Partita IVA? Esperienze all’estero? Si può fare tutto nella vita, basta contestualizzarlo.
  9. Mettere hobby e interessi solo se sono davvero caratteristici e peculiari. A tutti piace viaggiare, se lo si inserisce nel CV si sfiora il ridicolo.

Chiudo con un esempio di CV graficamente errato e male organizzato. Purtroppo uno stile diffuso:

 

 

Spero di esservi stato utile.

 

Valentina Tosi
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Cover Photo by Steve Johnson on Unsplash