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Venezia77: “Padrenostro” di Claudio Noce

Due bambini e un incontro destinato a cambiare le loro vite.

Film, NRCinema News, Rubriche di Nicola Roumeliotis

14 settembre 2020

Alla 77esima edizione del Festival di Venezia è stato presentato Padrenostro, il regista Claudio Noce ci ha raccontato il difficile percorso che ha compiuto durante la realizzazione del film e che continua a metterlo alla prova.

Padrenostro racconta, infatti, l’attentato a opera dei Nuclei Proletari Armati che nel 1976 ha visto come vittima suo padre Alfonso.

 

Scena del film Padrenostro con Pierfrancesco Favino
Padrenostro | Pierfrancesco Favino in una scena del film

 

Questo film è molto partecipato ed è anche una storia che tu hai sentito molto tua?
«Il film ha un respiro autobiografico e parte da una storia vera.

Erano anni che avevo l’intenzione, il desiderio e il bisogno di raccontarla, ma non riuscivo a trovare la chiave e il punto di vista giusto per farlo.

 

 

Non era mia intenzione raccontare quegli anni, non era mia intenzione raccontare gli anni ‘70 e gli anni di piombo.

Perché il film ha uno spirito molto chiaro che va in una direzione totalmente opposta…

L’idea era quella di raccontare una storia attraverso lo sguardo di un bambino, che poi sono io, è mio fratello, è mia sorella e quando ho scoperto qual era il punto di vista che mi interessava ho capito che questa storia la potevo raccontare.»

 

Il regista Claudio Noce sul set di Padrenostro
Padrenostro | Claudio Noce | Foto di Emanuela Scarpa

 

Quanto è difficile raccontare al cinema storie così autobiografiche?
«Credo che sia un percorso catartico, vero, reale.

Quello che sto assimilando come sensazioni, in queste ore, è che il percorso che sta facendo nel film il personaggio, che ho fatto fare al personaggio, è quello che sto facendo io come uomo.

Ed è un percorso anche molto doloroso, è un percorso pieno di insidie, però ho capito che adesso era il momento giusto per poterlo fare perché mi sentivo in grado di poter sostenere un doppio peso: sia quello artistico, sia quello umano ed emotivo.»

 

La grande sorpresa, per me, è questa dicotomia fra una partecipazione emotiva come uomo e quella come cineasta e come artista.

 

Nicola Roumeliotis

Giornalista, critico cinematografico, ma anche esperto musicale (privilegiando la musica jazz e il lounge).
Voce storica di Radio Città Futura per la quale ha creato format e condotto trasmissioni (dal 1992 al 2006) ma anche seguendo i maggiori festival cinematografici italiani (dal festival di Venezia fino al Torino Film Festival e al Festival di Roma).
Dal 2007 potete ascoltarlo con Johnny Palomba, tra il serio e il faceto, su FandangoWebRadio con “Zero in condotta”. Trasmissione in cui viene
dato molto spazio al cinema. Sempre con Johnny Palomba, dal 2011, co-conduce "Il Johnny Palomba Late Show" in diretta dal Fandango Incontro, e poi dal Circolo degli Artisti.
Da Novembre 2010, e per una stagione, ha condotto e curato la trasmissione “Entr'acte”, dedicata alla cultura e lo spettacolo, su LifeGate Radio. Sempre su LifeGate Radio, da Settembre 2011 e fino Marzo 2012, ha condotto e curato “GateRoma”, insieme a Enzo Abbate, Mauro Zanda e Raffaele Costantino. Trasmissione dedicata alla musica e alla cultura con interviste, presentazioni e recensioni sul cinema, teatro, arte e novità discografiche.
Dal 2010 al 2012 è stato “Nico Erre” per la pagina web “Viennetta cult” con recensioni dei migliori film in uscita e resoconti, presentazioni e
interviste dai maggiori festival Europei a cominciare dal Festival di Cannes e fino al Festival di Roma.
Collabora, sempre sul web, con le testate Cultframe e BizzarroCinema.
Ha una società di comunicazione VivaVoce comunicazione ed è Creative director presso NRCinema News.
Insomma, "una vita per il cinema ma anche per la musica, la letteratura, l'arte ecc ecc. salvo il calcio!"


Photocall Padrenostro | Regista Claudio Noce | Credits La Biennale di Venezia – Foto ASAC, photo by Giorgio Zucchiatti