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#RomaFF15: “Another Round” di Thomas Vinterberg

Una storia originale e "sfaccettata" che, allo stesso tempo, provoca e diverte, ci fa pensare, piangere e ridere per tutta la durata del film.

Film, Just Viewed, Rubriche di Marco Rospo

20 Ottobre 2020

Se sei in cerca di quella scintilla di vita e d’ebrezza, perduta lungo la strada di mattoni gialli della tua vita, non ti serve bere un altro cocktail ma ti basta guardare questo film, originale, intelligente e provocatorio quanto basta.

 

Lo psicologo norvegese Finn Skårderud sostiene che l’uomo nasce con un difetto nel DNA: una carenza di alcol pari a 0,5 nel sangue.

 

Colmare questa lacuna, attraverso un’assunzione costante di sostanze alcoliche, garantirebbe, secondo la suddetta teoria, la creazione dell’equilibro ideale che permette all’essere umano di godere della scintilla performativa perfetta.

 

I quattro amici, protagonisti del film, decidono di sperimentare sulla propria pelle questa interessante teoria, alla ricerca della libertà e dell’ispirazione, entrambe mancanti nelle loro esistenze ormai da troppi anni.

 

 

Nella selezione ufficiale della quindicesima edizione dellaFesta del Cinema di Roma, approda oggi l’attesissimo film del pluripremiato regista danese Thomas Vinterberg: Another Round, Druk in danese (una parola intraducibile che, secondo il regista, allude a ubriacarsi, sì, ma con classe!).

Il film, già selezionato al Festival di Cannes 2020, ha trionfato al 64° BFI London Film Festival.

 

In Sala Sinopoli, prima della proiezione ufficiale per il pubblico della Festa, hanno fatto il loro brillante ingresso il regista e i membri del cast, tra gli applausi e le esclamazioni di gioia dei presenti.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Alberto Crespi:

È stato complicato realizzare questo film? Dato l’argomento che oggi potrebbe essere considerato non proprio “politically correct”…

 

Thomas Vinterberg:

«L’idea di questa storia è nata nel lontano 2013. Inizialmente era stata concepita, essenzialmente, come una celebrazione dell’alcol poi però ci sono stati una serie di sviluppi.»

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Dopo i primi sorsi di alcol, sappiamo tutti che la velocità della conversazione cresce, la stanza si ingrandisce e i problemi si riducono.

 

«Con questo film, vogliamo esaminare e rendere omaggio alla capacità dell’alcol di rendere le persone libere

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Un altro giro vuole essere una storia sfaccettata che allo stesso tempo provoca e diverte, ci fa pensare, piangere e ridere per tutta la durata del film.

 

«E si spera che lasci anche qualche spunto di riflessione e dibattito per un pubblico che vive in un mondo definito esteriormente, in misura sempre crescente, dalla retorica puritana ma che di fatto ha un consumo di alcol piuttosto elevato anche da parte di persone con un’età relativamente giovane.»

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Un altro giro è pensato come un tributo alla vita.

Con questo film vogliamo, semplicemente, celebrare la vita.

 

«Come rivendicazione della saggezza irrazionale che scaccia ogni ansioso buon senso e guarda in basso, nella gioia stessa della sete di vita… Sebbene spesso con conseguenze mortali.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

In fondo questo è un film che tratta anche dell’ispirazione e di come si può ritrovare l’ispirazione nella propria esistenza.

Insomma, modestamente, questo è un film sulla Vita.»

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

…Forse è anche un film sull’amicizia?

«È un film sulla togetherness. Sull’amicizia, sull’amore…  Sul senso di queste emozioni.

 

E, se guardate quella donna con il vestito giallo in platea, capirete cosa significhi l’amore per me.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Chiamo in causa mia moglie, questo perché noi abbiamo pensato di andare verso un finale non tragico.

 

C’è sempre, per tutta la pellicola, questa celebrazione dell’alcol ma sarà poi il pubblico a decidere cosa accade, se c’è un volo o una caduta.

 

Per capire meglio appunto, secondo me, ci vuole mia moglie! Per un motivo molto semplice: il nostro non è un paese cattolico, è luterano, e di conseguenza è previsto il sacerdozio femminile. Mia moglie oltre ad essere un’attrice è appunto una sacerdotessa, quindi dovreste parlarne con lei…

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Questo è un film che pone tutte quelle domande che rimangono senza risposta, è un po’ come quando ci si innamora. In inglese tra l’altro si dice Fall in Love, cadere nell’amore, il che vuol dire perdere il controllo.

Ed è il momento in cui si perde il controllo che ci si innamora. In pratica c’è un po’ questa idea di entrare appunto in questo regno, lei (mia moglie) probabilmente direbbe che un’idea ha un’origine divina, però appunto non è un qualcosa che possiamo comprare su Internet, qualcosa che possiamo catturare con il nostro cellulare, un’idea è qualcosa di totalmente incontrollabile e irrazionale.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

E quando si beve, in pratica, accade questo, un qualcosa di irrazionale e incontrollabile.»

 

Quando si porta la bottiglia alle labbra si entra in una specie di patto segreto, con se stessi e con ciò che ci circonda.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Thomas, tu hai avuto davvero un’infanzia e una gioventù molto particolare: sei cresciuto in una vera e propria comune (come quella che hai raccontato in Kollektivet, nel 2016). Tu fai un cinema in qualche modo focalizzato sulla libertà o sul tentativo, attraverso vari strumenti, di trovare, nella vita quotidiana, una propria libertà, mentale e di comportamento.

Forse questo film parla anche di questo, in generale il tuo cinema sembra che parli proprio di questo… 

«…Sì, questo film parla di libertà. La libertà è pericolosa, è complicata.

Nella nostra vita quotidiana il rischio è sempre quello di cadere in una trappola e questo film in tal senso sì, giustamente, può essere considerato un film che tratta della libertà, perché il pericolo, appunto la trappola, è quello di cadere nel tram tram, nella routine. Questo è vero per l’amore, per il sesso e per il lavoro.

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Per cui questo film invece parla della necessità dell’esplorazione, di non smettere mai di esplorare noi stessi e la vita intorno a noi.

 

Ma soprattutto questo è un film che parla dello stare insieme, dell’amore, dell’amicizia, perché all’inizio i personaggi sono molto soli e invece, attraverso questa indagine che svolgono, alla fine si ritrovano.

Comunque se vi rimane qualche dubbio sul significato di questo film, rivolgetevi alla signora vestita di giallo.»

 

Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

Tra l’altro la togetherness è anche il senso del cinema. Il cinema non si può fare da soli! 

«…E non si può guardare da soli ed è per questo che sono felicissimo di vedere tutti voi qui, stasera.

Ringrazio il Festival del Cinema di Roma che si sta svolgendo in un momento come questo, perché è un segnale importantissimo e denota un grande coraggio. Quindi complimenti!»

 

Il cinema è ancora qui, il cinema è ancora vivo!

 

Mads Mikkelsen sul red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo
Mads Mikkelsen sul red carpet di #RomaFF15 | Ph Marco Rospo

 

…Prima di vedere, insieme, questo film sarebbe bello fare un brindisi! Ma lo faremo sicuramente dopo…

 

Vorrà dire che il nostro film sarà come il primo cocktail, insieme.

 

Marco Rospo

 

L’articolo è realizzato in collaborazione con Miriam Bendìa.

Fotografie e riprese di Marco Rospo.

Cover: una scena di “Druk” (“Another Round”), photo by Henrik Ohsten.