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Mino Cinèlu & Nils Petter Molvær: l’arte di trasformare il visibile in udibile

Musica di Marco Rospo

20 Novembre 2020

La chiusura dei teatri, imposta dai recenti provvedimenti governativi per contrastare la diffusione del Covid-19, non ha fermato uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al jazz e alle sue infinite traiettorie.

Ideato e organizzato da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma e all’interno di Romarama, il Roma Jazz Festival ha confermato lo svolgimento della sua 44° edizione dal titolo Jazz for Change.

Il tutto riorganizzando in tempo record la programmazione che si è tenuta a porte chiuse nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica, interamente trasmessa in diretta streaming HD, grazie all’alleanza strategica con la piattaforma internazionale Live Now.

 

 

Il Nord e il Sud del Mondo si sono incontrati, ieri sera, 19 Novembre, nel concerto di Mino Cinèlu (accompagnato da Luca Aquino) che ha presentato il disco appena uscito (Settembre 2020), SulaMadiana, e realizzato con Nils Petter Molvær.

Il titolo dell’album prende il nome da Sula, l’isola al largo della costa occidentale della Norvegia, da cui proviene Molvær, e Madiana, sinonimo di Martinica, da cui proviene il padre di Cinelu.

 

Un incontro tra due mondi lontani, ma anche tra due musicisti consapevoli di entrambe le culture di appartenenza e capaci di metterle naturalmente in comunicazione.

 

L’album rende omaggio a Manu Dibango, Tony Allen e Jimmy Cobb.

Nils Petter Molvær purtroppo non ha potuto essere presente al concerto (a causa dell’emergenza Covid-19), Mino Cinélu si è quindi esibito insieme a Luca Aquino.

 

 

Mino Cinelu ha guadagnato fama internazionale negli album di Miles Davis come We Want Miles o Amandla.

Musicista professionista dall’età di 16 anni, Cinelu raggiunse infatti la fama partecipando, nel 1981, al tour con cui Miles Davis tornò a esibirsi in pubblico dopo un ritiro durato cinque anni. Tour da cui fu tratto appunto l’album We Want Miles.

Cinelu era parte di una sezione ritmica d’eccellenza, assieme ad Al Foster e Marcus Miller.

Ha lavorato con i Weather Report, Herbie Hancock, Pat Metheny, Sting, Santana, Lou Reed e Laurie Anderson.

 

 

 

Nils Petter Molvær è una delle figure più importanti del jazz europeo. Il suo viaggio nelle aree inesplorate della musica abbraccia quasi una dozzina di dischi, nei quali ha contaminato varie combinazioni tra sonorità acustiche ed elettroniche.

Molvær ha cambiato radicalmente i connotati a questo genere: tra i maestri della scuola scandinava è quello che è riuscito a imporre il proprio nome come sinonimo d’innovazione.

Ha inventato una sua forma d’espressione musicale legata da una parte alla tradizione dell’acid jazz inglese (e a quella della jungle e della drum ‘n’ bass), dall’altra a una dimensione più vicina ai territori dell’ambient d’impianto etno fusion.

La sua capacità di riuscire a sintetizzare alla perfezione questi differenti linguaggi ha permesso a un nuovo sottogenere (il nu jazz) di venire alla luce.

 

Entrambi sono maestri nella visualizzazione del suono e nel trasformare il visibile in udibile.

 

La loro casa musicale è l’intero pianeta, ma mentre il suono rauco e nuvoloso della tromba di Molvàer evoca il freddo boreale, Cinelu è il fuoco ritmico dell’America Latina e dell’Africa.

 

In SulaMadiana, hanno finalmente trovato il loro spazio comune.