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L’abolizione dell’anonimato digitale gioverebbe a tutto il mondo di Internet?

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

28 Dicembre 2020

Quora è una piattaforma di domande e risposte per condividere e accrescere la conoscenza nel mondo, un modo per connettersi con esperti che partecipano attraverso contenuti di qualità.

Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali.
Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com.

 

La domanda di oggi:

non pensate che l’abolizione dell’anonimato digitale gioverebbe a tutto il mondo di Internet?

 

Risposta di Massimo Nava, Creative Director e Strategist (2003-presente).

 

connessione digitale nel pianeta
Photo by Nasa on Unplash

 

No, decisamente no.
Il nodo della questione non è la responsabilizzazione che certamente richiede strumenti adatti a perseguire ogni comportamento errato, fuorilegge o pericoloso, spostando parte dell’attenzione anche verso tutti i provider e le piattaforme.

Il problema è da tutta altra parte: con i dati in chiaro (seppur limitati alle autorità competenti) si esporrebbero a seri rischi per la vita tantissimi utenti sparsi nel mondo (una cifra colossale) che vivono in aree dove i diritti umani (incluso il diritto ad esprimersi) sono una vera chimera.

I dati (i dati personali, per esempio) passano velocemente “di mano in mano” (virtualmente) e spesso finiscono in posti che neppure immaginiamo.

Semplificare l’accesso alle identità online esporrebbe anche a truffe, inganni, ricatti ed a tutto il male che conosciamo bene.

 

Con i dati in chiaro concessi ad un controllore la domanda sarebbe poi: chi controlla il controllore? Con tutte le derive del caso.

 

Significa che siamo condannati all’anarchia ed al totale sfregio delle regole?


No. Significa che bisogna lavorare duramente su più fronti:

  • consapevolezza all’uso del digitale;
  • responsabilità del singolo (una conseguenza del punto precedente);
  • educazione ai rischi;
  • dialogo maggiore (e più veloce) tra le entità, i poli digitali e le autorità competenti.

 

 

punto di domanda per il mondo digitale
Photo by Emily Morter on Unplash

 

Parte di tali meccanismi esistono già, sono mal sfruttati e in certi casi mal gestiti.

Ma non dobbiamo mai scordare che:
siamo una società globale, giovane e inesperta in questo campo.

 

Per la prima volta nella storia dell’umanità, siamo letteralmente miliardi, tutti nello stesso canale, tutti alle prese con una rivoluzione del quotidiano e della percezione dell’altro.

 

Ci serve tempo, insomma.
Soprattutto: ci serve cultura digitale.
E una buona dose di pazienza!  😉

 

Valentina Tosi

 

Cover: Photo by Chris Young on Unplash