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“Bridgerton”: l’innovazione della tradizione

onefilm oneday, Rubriche di Ludovica Casula

8 Gennaio 2021

Dal 25 Dicembre è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix la prima stagione di Bridgerton (basata sui bestseller della scrittrice Julia Quinn).

La serie, creata da Chris Van Dusen, è la prima prodotta da Shondaland, la casa di produzione di Shonda Rhimes, autrice di Grey’s Anatomy.

Bridgerton è ambientata nella Londra del secondo decennio del 1800, fase conclusiva dell’Era Georgiana: epoca in cui le giovani donne dovevano essere presentate all’alta società per trovare marito tra i pretendenti che si presentavano nelle loro dimore.

Il periodo storico che viene raccontato presenta elementi di pura fantasia, di maggior rilievo la presenza delle persone di colore nella nobiltà del tempo che vengono inserite in modo egualitario all’interno della società.

 

La protagonista della storia è Daphne, figlia maggiore della potente famiglia Bridgerton, che fa il suo debutto in società nel competitivo mercato matrimoniale di Londra sperando di seguire le orme dei suoi genitori e trovare il vero amore.

 

Inizialmente le prospettive di Daphne sembrano non essere messe in discussione. La vita di quest’ultima, però, viene sconvolta dalla forte passione che prova per l’affascinante Duca di Hastings.

 

Fin dall’inizio entrambi faranno di tutto per negare la crescente attrazione che li lega, ma le cose si faranno sempre più complicate.

 

Tutto è reso ancor più scandoloso dalla penna affilata della misteriosa Lady Whistledown, una scrittrice che svela tutti i pettegolezzi, le dicerie e i segreti più intimi dell’aristocrazia sull’omonimo quotidiano, influenzando l’opinione pubblica e dettando le regole della società stessa.

 

Bridgerton risulta una serie leggera che non si prende mai troppo sul serio, una serie di puro intrattenimento che non finge mai di voler essere altro.

 

La famiglia Bridgerton, “Bridgerton” una serie originale Netflix, prodotta da Shondaland

Chris Van Dusen con il suo lavoro mette in mostra una realtà in cui ci fa scoprire la sessualità femminile non solo come uno strumento di piacere, ma anche di potere, dove il colore della pelle non rappresenta un problema nella scelta del proprio marito o nell’entrare in società e dove le donne, non avendo gli stessi diritti degli uomini, riescano a dare voce alle proprie decisioni e ad essere ascoltate.

 

Bridgerton si può infine definire una serie pop che esalta scenari coloratissimi e costumi impeccabili, canzoni moderne riarrangiate in chiave classica e suonate nelle sale da ballo, che riesce, nonostante alcune sue debolezze, a non risultare scadente e ad intrattenere, con tutti gli otto episodi, lo spettatore.

 

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