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Il marketing non convenzionale

Hello Word, Rubriche di Maria Crucitti

12 Gennaio 2021

L’articolo di oggi sarà diverso dal solito, per spiegarti cosa c’è dietro al concetto di guerrilla marketing, ovvero di marketing unconventional, dobbiamo rompere gli schemi. Partiamo dall’inizio.

Quando nasceva la “pubblicità” come la conosciamo al giorno d’oggi, essa era uno strumento tutt’altro che economico. Le sponsorizzazioni erano riservate a chi aveva somme considerevoli da investire per promuovere un prodotto o la propria immagine. Stampa, radio, televisione, i mezzi con cui raggiungere il pubblico erano molti. Chi avrebbe mai pensato che da lì a poco avrebbe preso piede una forma di réclame forte ed addirittura a basso costo come il marketing non convenzionale?

 

Photo by Max Kobus on Unsplash

 

La verità è che la pubblicità è un concetto vecchio, che puoi chiamare in tanti modi ma l’obiettivo di “far conoscere qualcosa” possiamo collocarlo davvero indietro negli anni, già al tempo dell’antica Roma. Volendo partire da un periodo a noi più vicino, la rivoluzione si ha con la stampa, infatti prima il pubblicizzarsi avveniva a mezzo di passaparola o word-of-mouth.

Avrai quindi ben compreso che l’advertising è dunque un concetto che si evolve di continuo, e non potrebbe essere altrimenti, cambiando la società, lo stile di vita, e la comunicazione il suo mutamento è fisiologico.

 

Photo by Roman Skrypnyk on Unsplash

 

 

Parola d’ordine, farsi notare…

Ma qual è l’asso nella manica di questo tipo di marketing? L’obiettivo finale non è diverso dalla pubblicità “classica”. Porre l’attenzione sul Brand, far conoscere un nuovo prodotto, sponsorizzare un evento, ecc.
Coinvolgere il pubblico però non è mai facile, benché meno rispettando alcuni elementi insiti nel marketing non convenzionale: farsi notare da un vasto pubblico, spendere poco e alimentare il buzz. Come avviene quindi il miracolo?

 

Photo by Hannes Richter on Unsplash

 

Per creare engagement ed attirare un grande numero di curiosi la pubblicità, che già fa parte delle nostre vite quotidiane, sposta il suo campo di battaglia: strade, piazze, luoghi di vita comune.

 

Ora quello che importa è suscitare emozioni, e anche elementi destabilizzanti sono ammessi.

 

Chi diffonderà poi il messaggio?
Saranno gli spettatori stessi con i soliti mezzi che siamo abituati ad utilizzare, basta una foto e la rete insieme ai social media network, farà il resto.
Pochi istanti ed il messaggio visuale diventerà “virale”, nel bene o nel male.

 

Photo by Iurii Melentsov on Unsplash

 

Per concludere, il guerrilla marketing è un concetto visivo potente che tutti, dalla bottega sotto casa ai big, possono utilizzare perché a basso costo.

Puoi trovare online molti esempi di come viene impiegato oggi, soprattutto ad opera di grandi Brand, maestri nel campo della pubblicità: Coca Cola, McDonald, Adidas, solo per citarne alcuni.

Ma i miei esempi preferiti di “marketing non convenzionale” riguardano il mondo artistico, pensa ai manifesti di Toulouse-Lautrec negli anni della Belle époque, oppure al moderno “Robin Hood” dell’arte, Banksy, nella sua streetArt.

Testi, immagini, elementi visuali producono risultati importanti nelle giuste mani durante il processo di comunicazione.

 

 

Se vuoi approfondire l’argomento contattami!

 

Maria Crucitti
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Cover Photo by Maxim Kotov on Unsplash