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Malcolm & Marie di Sam Levinson

Un film in cui la parola trionfa sull’azione.

Film, onefilm oneday, Rubriche di Ludovica Casula

1 Marzo 2021

Malcolm & Marie, l’ultimo lavoro di Sam Levinson, è un film che ha fatto parlare di sé prima ancora della sua uscita, infatti

è stato interamente scritto e diretto in segreto durante la pandemia dello scorso anno.

 

Malcolm & Marie è un dramma romantico, girato in bianco e nero, con una trama semplice ispirata ad un episodio vissuto dal regista insieme a sua moglie.

Malcolm, giovane regista, rientra a casa dopo la prima del suo ultimo film con la fidanzata Marie. In attesa del responso della critica, emergono varie considerazioni della serata da parte di lui ma Marie non sembra condividerne l’entusiasmo.

 

Pian piano iniziano a rivelarsi dei fatti che andranno a mettere in discussione il loro rapporto, aprendo così una lunga riflessione nella quale i due protagonisti si rinfacciano rancori passati.

 

Durante il dialogo lo spettatore si ritrova a schierarsi e a ribaltare la propria posizione più volte, infatti, con lo sviluppo della vicenda, si scoprono ulteriori aneddoti dei due personaggi che faranno comprendere che entrambi hanno le proprie ragioni e i propri torti.

All’interno del film, il regista riesce ad introdurre una profonda riflessione sul ruolo del critico cinematografico che, considerato dal punto di vista di Malcolm, non riesce ad analizzare un film con protagonisti afroamericani senza menzionare la questione politica del razzismo. Le frustrazioni del protagonista per essere stereotipato come cineasta nero vengono giustificate e la sua ossessione per l’identità politica prende uno spazio decisivo nel film.

Successivamente, la coppia andrà ad analizzare la loro relazione sempre più in profondità e l’amore diventerà una dinamica di potere, facendo risultare alcuni elementi tipici di una relazione tossica.

 

 

Malcolm & Marie è un film dove la parola trionfa sull’azione, e la fotografia impeccabile esalta in maniera simbolica le luci e le ombre della personalità dei due protagonisti.

 

I due interpreti, Zendaya e John David Washington, bucano letteralmente lo schermo e personificano perfettamente l’esasperazione dei personaggi da loro interpretati.

Un’opera che fa ricordare l’importanza della semplicità e delle emozioni e che riesce a parlare di cinema attraverso uno sguardo intimo che non lascia indifferente lo spettatore.