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Da dove si inizia per creare un brand?

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

22 Marzo 2021

Quora è una piattaforma di domande e risposte per condividere e accrescere la conoscenza nel mondo, un modo per connettersi con esperti che partecipano attraverso contenuti di qualità.

Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali.
Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com.

 

La domanda di oggi:

Da dove si inizia per creare un brand?

 

Risposta di Matteo Olla, Managing Director presso Digital5 LTD.

 

logo del brand apple colorato
Photo by Jason Leung on Unplash

 

Un brand inizia dai clienti paganti.

Nello specifico si inizia dal segmento di clienti target per il quale il tuo brand dovrebbe diventare l’unica vera opzione sul mercato.

 

Questo è il primo passo.

Poi, devi assicurarti che questa data demografia di persone non sia già fidelizzata (“fidanzati” con) dai tuoi concorrenti, e che i concorrenti non siano in grado di rubartela con rapidità.

Logo, colori, registrazione del marchio, i passi successivi da compiere. Per i colori devi star attento perché ogni colore trasmette un’emozione (giallo energia e rapidità, blu calma, verde natura, ecc). Marchio registrato a livello UE, in almeno 2 classi, 900€ e 4–5 mesi. Per il marchio italiano, non si capisce nulla, chiedi al tuo avvocato!  😉

 

foglio bianco per idee nuovo brand
Photo by Mark Fletcher on Unplash

 

Il nome del marchio è particolarmente importante.

Deve essere:
1. Facile da capire – Bar Test: vai al bar, lo pronunci, se ti dicono “eh? com’è che si chiama?” vuol dire che hai sbagliato il nome.
2. Facile da ricordare – La doppia iniziale aiuta: Marketing Matematico, Coca Cola, Peter Parker
3. Impossibile da scrivere sbagliato (niente K, doppia OO, J, CK, E che si legge I) – Nonna Test: carta, penna (funziona anche con matita) e nonna, se nonna lo sa scrivere senza errori hai passato il test.
4. (per il mercato internazionale) il .com deve essere ancora disponibile. In bocca al lupo!  😉
5. Facile da cercare – Google test: cerca il tuo nome su Google, c’è Wikipedia? c’è già un altro sito grosso? Io ho conosciuto una startup con il mone “Julius”. Se scrivi “Julius” su Google il primo risultato è Wikipedia, la pagina di Giulio Cesare in inglese, e quella dai risultati come la schiodi? Allerta spoiler: non la schiodi. Vuol dire che non sei trovabile dai tuoi clienti che cercano la parola chiave “Brand”, non è poco, è un errore grosso. Prova a cercare Marketing Matematico su Google. Trovi solo me, il mio sito, i miei social, i miei affiliati. Startup “Quattrocento”, chi cerca “Quattrocento” sta cercando la pagina di Wikipedia del rinascimento italiano, quindi non ci si può posizionare in alto nelle SERP. E infatti la startup è in liquidazione perché i clienti non potevano trovali. Ti serve un nome nuovo, non usato da altri, per il quale la parola chiave “Brand” vada matematicamente a restituire solo te nei risultati di Google
6. Trademarkabile. Ti serve perché altrimenti il punto 5 come lo realizzi? Ti devi assicurare non solo che il nome sia libero e non già registrato come marchio, ma anche che sia abbastanza distintivo da poterlo registrare. Possibilmente come parola, male che vada come figurativo con elementi testuali. Il marchio registrato ti servirà.

 

Di questo ne parlo nell’Accademia di Marketing Matematico, se hai letto tutto il resto, non ti serve il link, sai come trovarla…  😉

 

Valentina Tosi

 

Cover: Photo by Danielle Maclnnes on Unplash