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Storytelling: quali sono le regole d’oro?

Siamo (tutti) fatti di storie.

Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

29 Marzo 2021

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La domanda di oggi:

Quali sono le regole d’oro dello storytelling?

 

Risposta di Claudio Branca, Brand, Storytelling & Content Strategist presso Adacto (2020-presente).

 

storytelling scritta neon
Photo by S O C I A L . C U T on Unplash

 

Se dovessi scegliere solo tre regole d’oro per costruire una narrazione efficace, direi che…

 

1. Narrazione è trasformazione.
Ogni storytelling efficace si sviluppa attorno a una trasformazione.

Al conflitto che nasce tra un valore, un bisogno o un’urgenza essenziale per il protagonista (e per l’audience) e uno status quo avverso.

La minaccia può essere esterna (un pericolo imminente), interiore (un difetto, una paura o un’insicurezza che affligge l’animo del protagonista e gli impedisce di raggiungere il suo “per sempre felici e contenti”) o relazionale (quando per raggiungere il successo è necessario il supporto di un altro personaggio, o risolvere un conflitto con esso).
Comprendere la trasformazione al centro di una narrazione è essere consapevoli dell’essenziale.

 

2. Non raccontare solo a te stesso, e per te stesso.
La ragione per cui le storie funzionano è paradossalmente la stessa per cui la maggior parte delle storie non funzionano.

Mi spiego meglio: abbiamo tutti l’istinto di proiettare noi stessi, o l’immagine che vorremmo avere e vedere riconosciuta, in ogni esperienza che viviamo e in ogni storia che raccontiamo.

Ed è fantastico, perché questo slancio è la ragione per cui le altre persone vogliono lasciarsi coinvolgere dalla nostra storia.

Ma solo a patto di riconoscersi in essa – e perché questo accada la nostra storia non può parlarsi addosso.

 

emozioni necessarie per lo storytelling
Photo by Ben White on Unplash

 

Purtroppo è altrettanto naturale che questo stesso slancio ci porti a raccontare la storia che più soddisfa noi stessi, per il desiderio di rispecchiarci nella nostra stessa storia. Raramente questa storia è la stessa, per contenuti e toni, che più interessa alle nostre audience.

Possiamo raccontare noi stessi come eroi, ma chi si deve identificare come protagonista nella nostra storia è il nostro ascoltatore.

 

3. Ogni narrazione è un’esperienza (e se non ha carattere, non sarà un’esperienza memorabile).
Infine è fondamentale ricordare che una narrazione non è una dissertazione, ma un’esperienza.

Viviamo una narrazione, più che ascoltarla, e in quanto esperienza ci aspettiamo che faccia la differenza nella nostra vita (anche solo in piccolissima parte).

Per questa ragione dobbiamo preoccuparci, prima che di una value proposition, o di un elenco di argomentazioni razionali, dell’emozione e del carattere che vogliamo trasmettere.

Quale tono e quale volto avrà la nostra storia? Che cosa la renderà credibile a autentica fin da subito? Che cosa la farà rimanere coerente fino alla fine?

 

 

Ci sarebbe tanto da aggiungere e approfondire, ma credo davvero che queste tre regole d’oro siano essenziali per un buon storytelling.

 

Valentina Tosi

 

Cover: Photo by Daniel Schludi on Unplash