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Promising Young Woman

Un ritratto femminile forte ed emancipato.

Film, onefilm oneday, Rubriche di Ludovica Casula

18 Maggio 2021

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Cassie (Carey Mulligan) è sempre stata considerata una donna promettente, fino a quando la sua migliore amica Nina viene stuprata e si toglie la vita dopo essere caduta in una profonda depressione.

A quel punto Cassie si lascia alle spalle la sua carriera da medico e ritorna a vivere con i genitori.

 

Il tempo trascorso dalla morte dell’amica non fa altro che accrescere nella protagonista il desiderio di vendetta che decide di vivere una vita parallela: di giorno lavora in una caffetteria, mentre di notte si finge ubriaca in vari locali e, con una facilità estrema, trova sempre uomini convinti che possano ottenere tutto con un po’ di insistenza a patto che lei non sia cosciente e sobria.

 

Ma avvicinandosi al climax sessuale, Cassie si rivela essere lucida, terrorizzando così gli uomini.

 

A livello di trama ed estetica il film Promising Young Woman, accompagnato da una colonna sonora pop, sembra essere una dark comedy colorata ma in realtà si rivela un’opera attualissima.

Emerald Fennell, regista e sceneggiatrice (Oscar per la migliore sceneggiatura 2021), non ci vuole parlare di una storia di vendetta femminile stile Kill Bill, ma di una donna rimasta traumatizzata dalla morte di un’amica che non ha retto la pressione dopo aver subito una violenza sessuale.

 

Inoltre, la regista ci mostra come il male si presenta in tutte le facce della società e che non è insito solo nel mondo maschile ma anche in quello femminile: donne che fanno parte di un sistema che ormai troppo spesso giustifica e difende il carnefice.

 

Il nemico è nella società e coincide con quest’ultima, mentre la vittima viene annullata completamente.

 

 

Carey Mulligan in una scena del film “Promising Young Woman”, diretto da Emerald Fennell, distribuito da Universal Pictures

 

Promising Young Woman mette completamente a nudo il vissuto delle donne: tutta la vita a badare a ciò che si indossa, a non bere eccessivamente, a fare caso a non tornare a casa da sola e troppo tardi.

 

Il film risulta essere un ritratto femminile forte ed emancipato che decide di opporsi e non adagiarsi a quelle che sono le “regole” della cultura dello stupro, una cultura che viene sempre più banalizzata e minimizzata, finché non arriva la violenza.