Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

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Come creare contenuti di “valore” su LinkedIn

Quanto conosciamo della persona alla quale parliamo? 

Comunicazione di Marco Rospo

19 Maggio 2021

Uno dei pilastri di LinkedIn è la creazione di contenuti da condividere con il tuo pubblico: questo è indispensabile se vogliamo sfruttare tutto il potenziale di sviluppo del nostro network.

E costruire davvero una solida reputazione professionale!

 

A cosa ci serve creare contenuti su LinkedIn? A portare il nostro interlocutore verso la direzione che abbiamo in mente.

 

Questa dolce “spinta” verso di noi dipenderà dalla nostra capacità di costruire su LinkedIn un’ottima reputazione ossia fare in modo che valga la pena seguirci… E darci fiducia!

 

Questo per ridurre la diffidenza che ci può essere nei nostri confronti: magari non sei ancora molto conosciuto e quindi hai bisogno di creare fiducia verso la tua figura professionale e nella soluzione che offri.

Il tutto per attirare i clienti con i quali amerai lavorare, persone che ti somigliano con le quali ti piace interagire, e allontanare allo stesso tempo i contatti potenzialmente “problematici”.

Un esempio? Il cliente che ti fa elaborare mille preventivi e poi non ne accetta mai uno! Facendoti perdere un sacco di tempo e di energia…

 

 

tre mele rosse
Photo by Elena Koycheva on Unsplash

 

 

Come creare contenuti di valore

 

 

La creazione di contenuti di valore su LinkedIn si sviluppa in tre fasi:

  1. capire il livello di consapevolezza del tuo interlocutore
  2. scrivere dei post che si facciano leggere
  3. approfondire quali strumenti hai a disposizione per costruire il calendario editoriale.

 

Iniziamo dalla prima fase: quanto conosciamo della persona alla quale parliamo?

Non parliamo solo di target: certo, è importante sapere se parli con amministratori delegati di piccole aziende o con donne over 40 che lavorano in proprio ma anche conoscere il livello di consapevolezza che hanno riguardo la tua esistenza e le soluzioni che puoi offrire ai loro problemi.

Sulla base di quanto il tuo interlocutore conosce di te, si può costruire una scala che parte dalla inconsapevolezza totale per arrivare a una consapevolezza completa.

Questa scala ideale ti aiuta a decidere di quali contenuti hai bisogno per raggiungere le persone giuste.

 

 

Photo by Jessica Alves on Unsplash

 

 

Partiamo dalla situazione più favorevole: il tuo interlocutore è completamente consapevole. Quindi conosce sia i propri problemi (da risolvere) sia le soluzioni che tu offri (prodotti e/o servizi).

In questo caso la comunicazione è molto semplice: basterà mostrare che abbiamo il prodotto giusto per lui. In questa categoria ci sono i tuoi fan, la base solida dei tuoi contatti professionali, probabilmente hanno anche già acquistato altri prodotti o servizi da te… Quindi cercano il tuo nuovo servizio e sono pronti a promuovere i tuoi contenuti presso altre persone che abbiano problemi simili ai loro, in quanto si sono trovati bene con te.

 

Un’altra categoria di persone che possiamo incontrare sono quelle consapevoli del prodotto o servizio: sanno che esiste la soluzione ai loro problemi ma non sanno ancora che può essere fornita da te.

Ad esempio chi ha acquistato un prodotto o un servizio da un tuo competitor oppure chi ha scelto un candidato con competenze simili alle tue. Per questa categoria dovrai creare dei contenuti che parlino di te, che raccontino perché tu sei la soluzione migliore. La comunicazione in questo caso sarà incentrata sul raccontare il mio valore aggiunto.

 

Un’altra categoria di persone è quella consapevole della soluzione: coloro che sanno di voler raggiungere un determinato risultato ma non hanno idea di quale sia il prodotto giusto per farlo.

La comunicazione in questo caso riguarderà una maggiore narrazione delle differenze tra i tuoi servizi. Ad esempio potrai raccontare delle Case History, legate al tuo prodotto o servizio, nelle quali le persone possano riconoscersi. In questo modo agevolerai il percorso di acquisto verso la soluzione più adeguata per loro.

 

Ci sono poi quelli consapevoli del problema: il nostro interlocutore ha molto chiaro il suo problema ma non ha idea che la soluzione esista! In questa fascia dovrai offrire tanti contenuti divulgativi, per costruire una vera e propria cultura della tua professione. Dovrai avvicinare con pazienza queste persone e far comprendere loro che tu rappresenti la soluzione attesa da tempo…

La tua comunicazione in questo caso sarà aria fresca, sollievo, senso di possibilità e di risoluzione.

 

L’ultima categoria è quella degli inconsapevoli: in questo caso partirai proprio da zero poiché le persone non solo non conoscono te e il tuo valore ma non sanno nemmeno di avere un problema.

Qui la comunicazione dovrà mirare a renderle più consapevoli del loro problema e, solo in seguito, fornire la soluzione adeguata. Il tuo focus sarà concentrato sull’intuire ancor prima del tuo interlocutore quale sia la difficoltà che attraversa, in quel momento, e creare contenuti che lo rendano consapevole di avere un problema (e che offrano subito la soluzione).

La soluzione coinciderà con la tua risposta a quel problema.

 

 

How To Solve A Rubik’s Cube
Photo by Olav Ahrens Røtne on Unsplash

 

 

Questa classificazione cambia completamente il modo di porsi e di creare contenuti: spesso temiamo di non avere nulla di interessante da dire e invece il punto è che non abbiamo perfettamente chiaro a chi parliamo.

Quindi ricordati sempre di fare un matching tra il tuo obiettivo su LinkedIn e il tipo di interlocutore che intercetti prima di passare all’atto pratico e alla pubblicazione “caotica” di contenuti.

 

Assicurati di parlare il linguaggio di chi ti ascolta!

 

 

 

 

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Cover Photo by Guille Álvarez on Unsplash