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Shamsia Hassani, la prima graffiti artist dell’Afghanistan

Arte, Citizens of the World, Personaggi di Miriam Bendìa

27 Agosto 2021

 

L’arte cambia la mente delle persone e le persone cambiano il mondo.

Shamsia Hassani

 

 

Nata ad Aprile 1988, è la prima graffiti/street artist (donna) dell’Afghanistan.

Attraverso le sue opere, Shamsia ritrae le donne afghane in una società dominante maschile.

 

 

Voglio colorare i brutti ricordi della guerra e se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone.

Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra.

 

 

 

La sua arte conferisce alle donne afghane un volto diverso, un volto con potere, ambizioni e volontà di raggiungere i propri obiettivi.

Il personaggio femminile utilizzato nelle sue opere ritrae un essere umano orgoglioso, rumoroso e in grado di apportare cambiamenti positivi alla vita delle persone.

 

Durante l’ultimo decennio del dopoguerra in Afghanistan, le opere di Shamsia hanno portato un’enorme ondata di colore e apprezzamento a tutte le donne del paese.

 

 

 

Shamsia è nata in Iran nel 1988, da rifugiati originari del Kandahar.
I suoi genitori erano emigrati lì a causa della guerra.
Nel 2005 è tornata in patria per studiare arte all’Università di Kabul, dove è diventata professore associato di scultura.

 

L’artista ha iniziato a fare graffiti nel 2010, grazie a un laboratorio organizzato da Combat Communications:

Uno street artist di nome CHU è venuto qui, dal Regno Unito, per insegnarci le tecniche dei graffiti.

 

Da 11 anni ormai si occupa di Street Art, forma d’arte immediata e senza filtri.

 

 

Le sue opere hanno ispirato migliaia di donne in tutto il mondo e hanno dato una nuova speranza alle artiste afghane nel paese.

Ha motivato centinaia di afghani a sviluppare la loro creatività attraverso il suo festival di graffiti, corsi d’arte e mostre in diversi paesi del mondo.

 

 

Shamsia Hassani è quindi la prima street artist afghana, il cui lavoro ritrae le donne afghane e dà loro voce, anche in questo momento in cui affrontano le rinnovate minacce talebane.

Nonostante il pericolo, Hassani persegue la sua opera di resistenza.

 

 

Shamsia: «Quando ha iniziato a diventare quasi impossibile fare graffiti in città, mi è venuta in mente un’idea.
Ho preso la mia macchina fotografica e ho iniziato a scattare foto in diversi angoli della città: muri, edifici e luoghi sui quali desideravo realizzare i graffiti. Ho stampato fotografie su larga scala delle mie foto, ho preso il mio pennello e ho dipinto le mie opere sui muri nella foto.»

 

 

Ogni volta che guardavo le foto con sopra i miei lavori, pensavo di aver fatto dei graffiti sul luogo reale e non sul dipinto… Era solo un sogno ad occhi aperti, il mio sogno di dipingere sui muri della mia città, ed è per questo che l’ho chiamato: Dreaming Graffiti.

 

 

 

Aveva già raggiunto un certo livello di successo internazionale negli anni passati, nota per la sua audace promozione delle voci femminili, aveva viaggiato per partecipare a residenze e mostre in gallerie in numerosi paesi nordamericani, europei e asiatici.

È entrata nella lista dei 100 pensatori globali più importanti del 2014 di Foreign Policy ed è stata inclusa nel secondo volume di Goodnight Stories for Rebel Girls, una raccolta di ritratti di donne rivoluzionarie di tutto il mondo.

 

I graffiti di Shamsia Hassani sono stati esposti in tutto il mondo. I suoi murales sono opere d’arte, ospitate sui muri di Afghanistan, Stati Uniti, Italia, Germania, India, Vietnam, Svizzera, Danimarca, Norvegia e di molti altri paesi…

 

 

Mentre realizzava principalmente graffiti a Kabul, in Afghanistan, i suoi ultimi murales all’estero sono stati creati alle Wide Open Walls di Sacramento e il progetto murale 20×21 di Eugene in Oregon.

 

 

Dopo l’invasione talebana, ha fatto circolare immagini che mostrano ragazze vestite di un blu radioso mentre trasportano immagini di speranza, e i combattenti oscuri e minacciosi incombono su di loro.

 

La paura, la disperazione e la repressione violenta che le donne afghane ora affrontano non sono le uniche immagini presenti in queste opere: la forza e la voce di queste donne risuona forte, così come la loro volontà di autodeterminazione.

 

 

 

Le donne di Shamsia tengono spesso in mano dei Denti di Leone, forse perché nel linguaggio dei fiori sono simbolo di speranza.

 

Nell’ultima settimana, le donne hanno in gran parte evitato gli spazi pubblici della capitale e molti artisti hanno cancellato messaggi di chat e account di social media, temendo ripercussioni violente e potenzialmente fatali da parte dei talebani.

 

 

Questa è l’opera che Shamsia ha caricato oggi, 27 Agosto, sul suo profilo Instagram.

 

 

L’esplosione all’aeroporto di Kabul mi ha spezzato il cuore, hanno ucciso persone che volevano salvarsi dai talebani…
l’incubo non finisce mai…

 

انفجار در ميدان هوايي كابل قلبم را شكست … براي نجات از يك بلا در بلاي ديگر افتادند مردم بيچاره ما 💔 چرا اين كابوس تمام نميشود؟

 

 

Hassani sta continuando a lavorare. Il suo manager ha fatto sapere alla stampa che l’artista si trova in un luogo sicuro e segreto.

 

 

Miriam Bendìa